Gioveni (III quartiere): «Così viene a mancare l’utilità sociale dell’azienda: scoperti i villaggi proprio quando comincia la scuola».
Finisce l’estate, ricomincia la scuola, gli uffici tornano a riempirsi, le strade riprendono a popolarsi. E l’Atm che fa? Sopprime e in parte ridimensiona dieci linee, quasi tutte collegamenti per i villaggi. Dalla 39 alla 4, dalla 76 alla 42. La lista è purtroppo lunga. A denunciare l’assurdo è il consigliere della III circoscrizione Libero Gioveni, che parla di «vero e proprio “bollettino di guerra” in cui le “vittime” sono i sempre più esasperati utenti che non sanno più a che santo appellarsi per poter godere di un sacrosanto diritto (quello della mobilità) spudoratamente negato. E se si considera anche che oggi per moltissimi studenti è suonata la prima campana, la decisione della municipalizzata assume sempre più i contorni di un “gioco al massacro”».
«Non ci sono veramente parole, quindi – aggiunge Gioveni – per definire questo ennesimo esempio di inefficienza gestionale ed organizzativa di un’azienda sempre più nel baratro. E come definire tutto questo se non come “interruzione di pubblico servizio”? Perché non paga mai nessuno quando i disservizi si trasformano in gravi inadempienze? Insomma, a farne le spese non possono essere sempre e soltanto i cittadini! Ed è perfettamente inutile che si giri attorno al problema: quando viene meno l’utilità sociale per la quale viene chiamata ad operare un’azienda , non ci possono essere più scuse o alibi che tengano, comprese quelle di avere le macchine guaste in officina! Da oggi, quindi, non si conteranno più i disagi a cui andranno incontro gli incolpevoli utenti; si pensi, per esempio, alla linea 39 che lascia appiedati tutti i residenti di ben 2 villaggi, quelli di Camaro S. Paolo e Messina Due».
Gioveni definisce «inaccettabile» il provvedimento dell’Atm. «Il sindaco Buzzanca – afferma – ha l’obbligo morale ed istituzionale di intervenire per porre rimedio ad un autentico scempio societario che, a questo punto, non può che essere contrastato che con la tanto decantata trasformazione dell’Atm in società per azioni. Ma non è certamente oggi che bisogna pensare al futuro dell’azienda trasporti; occorre, infatti, pensare prima ad affrontare le emergenze, e questa degli autobus improvvisamente sottratti all’utenza è certamente un’emergenza. Si proceda subito, quindi, alla riparazione delle macchine guaste percorrendo tutte le strade possibili ed immaginabili a disposizione (e non) di Palazzo Zanca, senza badare a bilanci o cose del genere».
