Inaugurata ieri la sede messinese dell'IPCF. Il vice presidente del Cnr annuncia di avere avviato un piano quinquennale di assunzioni e stabilizzazioni. “Ma non basta-

Inaugurata ieri la sede messinese dell’IPCF. Il vice presidente del Cnr annuncia di avere avviato un piano quinquennale di assunzioni e stabilizzazioni. “Ma non basta-

Inaugurata ieri la sede messinese dell’IPCF. Il vice presidente del Cnr annuncia di avere avviato un piano quinquennale di assunzioni e stabilizzazioni. “Ma non basta-

giovedì 14 Febbraio 2008 - 11:51

E’ stata inaugurata ieri la sede messinese (sita in Salita Sperone) dell’Istituto per i Processi Chimico Fisici; molteplici le potenzialità della struttura che si occuperà dello sviluppo di sensori per il monitoraggio ambientale e per l’industria agroalimentare, controllo del particolato inquinante nelle acque industriali e negli aerosol atmosferici, sviluppo ed applicazione di tecniche interferometriche per il monitoraggio di vibrazioni e crack in strutture civili, sviluppo di applicazioni GPS su dispositivi portatili, controllo della sicurezza nelle reti informatiche.

“Sono solo alcune delle competenze scientifiche presenti nell’istituto – ha dichiarato Federico Rossi, vicepresidente con funzioni di presidente del CNR. La sede – ha proseguito Rossi – è stata finanziata con i fondi dell’intesa di programma ex CNR – MISM. Cercare di utilizzare al meglio le ingenti risorse di tali fondi, sia a livello nazionale che a livello regionale, facendo in modo che il Cnr possa dare un effettivo contributo allo sviluppo dei territori è uno degli obiettivi che stiamo perseguendo in questo periodo.

Una voce importante dell’accordo – ha detto ancora Rossi – è sicuramente quella riguardante una quota di finanziamento per l’immissione dei giovani. Il piano, infatti, prevede circa 1200 assunzioni di nuovi ricercatori, e la possibilità, da parte degli istituti, di trasformare i co.co.co. e gli assegni di ricerca in contratti a tempo determinato.

Il piano prevede, inoltre, la stabilizzazione di oltre 1000 unità di personale nei prossimi cinque anni.

Per fare questo – ha concluso il vicepresidente del Cnr – abbiamo impegnato tutte le risorse destinate al turn-over. Sono cifre importanti, ma certamente non sufficienti per dare attuazione concreta ad una politica di ringiovanimento ed incremento generazionale che il sistema della ricerca deve potere avere.

Perché questo avvenga – ha concluso Rossi – è necessario che la politica assuma la capacità di investire sul futuro-.

(Foto tratta dal sito www.cnr.it)

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