Un imprenditore di 77 anni di Sinagra aveva assunto fittiziamente 412 falsi barccainti agricoli nella sua azienda agricola
La Guardia di Finanza di Capo d’Orlando ha incastrato un settantasettenne di Sinagra, titolare di un’azienda agricola di S. Angelo di Brolo che a fornte di un fatturato di 53 mila euro in 5 anni, sarebbe riuscita a pagare stipendi di 5 milioni e 500 mila euro ai sui 412 falsi braccianti agricoli. Questa è solo una delle macro incongruenze smascherate dai finanzieri.
La truffa si concretizzava con la formale instaurazione di rapporti di lavoro in agricoltura. Rapporti in realtà mai o in parte instaurati. Il settantasettenne possedeva un’azienda agricola di 54 ettari ma ne dichiarava 73 e su questo terreno avrebbe impiegato 412 braccianti per 120 mila ore fittizie, quando invece ne sarebbero bastate 7 mila.
Le proprietà disseminate in vari terreni di S. Angelo di Brolo, Sinagra e Roccella Valdemone, risultavano avviati al lavoro i braccianti agricoli, per i quali il titolare della ditta presentava all’I.N.P.S. le dichiarazioni di manodopera agricola trimestrale inducendo in errore gli enti previdenziali e assistenziali circa l’entità globale e l’attribuzione individuale delle giornate lavorative che sarebbero state ivi impiegate. In questo modo procurava ai lavoratori un ingiusto profitto pari alle somme di denaro dovute dall’I.N.P.S. a titolo di indennità (disoccupazione, assegni familiari, contribuzioni pensionistiche e prestazioni per malattie e maternità), con un danno economico per l’I.N.P.S. di oltre 2 milioni e 630 mila euro.
