Fuori uso l'inceneritore di Pace, e Messinambiente non può pagare gli stipendi
Solo la scorsa settimana la Cgil, con l’iniziatvia -Prima che sia Napoli-, aveva invitato tutti a non sottovalutare l’emergenza rifiuti che poteva aprirsi a Messina come in Campania, evidenziando la necessità di intervenire con scelte serie e concrete sull’attuale sistema di raccolta e smaltimento, che nella nostra città e in provincia, presenta forti limiti e contraddizioni.
Oggi, Messina si ritrova ad un passo dalla crisi: da una parte, la società Messinambiente ha comunicato che senza fondi non verranno pagati gli stipendi dello scorso mese. Dall’altra, continua ad essere fuori gioco l’inceneritore di Pace, che smaltisce circa ottanta tonnellate di rifiuti ogni giorno.
Per quanto riguarda la struttura della zona nord, è saltata un cabina elettrica e resterà fuori uso per almeno venti giorni; sarà difficile anche lo smistamento a Mazzarà Sant’Andrea, visto che il forte vento ha spinto la società che gestisce la discarica, la Tirreno Ambiente, a limitare il -trasferimento-. Messinambiente invece ha spiegato attraverso un comunicato che, se non le sarà corrisposto quanto dovuto, non sarà in condizione di garantire il pagamento delle spettanze relative al mese di Aprile. -La situazione finanziaria, rispetto agli altri mesi, è ancora più grave, posto che vi sono da pagare imposte e tasse – si legge. La società ha compiuto e continua a compiere tutte le necessarie azioni al fine di scongiurare una emergenza igienico-sanitaria-. Ma i dipendenti sono già pronti a scioperare.
