Messina dice addio ai “suoi” piccoli angeli. Monsignor La Piana «Il vostro sacrificio non sarà vano»

Messina dice addio ai “suoi” piccoli angeli. Monsignor La Piana «Il vostro sacrificio non sarà vano»

Messina dice addio ai “suoi” piccoli angeli. Monsignor La Piana «Il vostro sacrificio non sarà vano»

venerdì 16 Ottobre 2009 - 10:54

Una cerimonia -pubblicamente intima- quella per l'ultimo addio ai fratellini Francesco e Lorenzo Lonia. Toccante predica di Monsignore La Piana che parla di una strage di innocenti

Nessuna transenna a delimitare il tragitto verso le navate del Duomo. Nessun pass da esporre, nessuna autorizzazione da ottenere, nessun permesso da chiedere per i tanti messinesi che oggi, liberamente, sono giunti in cattedrale per stringersi all’immenso ed inconsolabile dolore di papà Antonio. Lui è seduto lì, davanti quelle piccole bare bianche, coperte dal tricolore e da un tappeto di fiori e dove anche questa volta sono stati attaccati due palloncini bianchi con su scritti i nomi di Francesco e Lorenzo, crudelmente strappati ad una vita a cui avevano appena cominciato a sorridere.

In prima fila, così come avrebbe voluto fosse già in occasione dei solenni funerali di sabato scorso, quando Antonio Lonia ha dato l’ultimo saluto anche alla moglie Maria Letizia Scionti, coloro che per giorni, senza sosta, hanno scavato tra le macerie per recuperare i corpicini dei due fratelli, trovati l’uno a poco distanza dall’altro, e diventati il simbolo di una tragedia che, al di là delle tante parole “sprecate” nelle ultime settimane , delle responsabilità, delle cose fatte o di quelle non fatte, rimarrà priva di ragione. E in questa giornata di dolore i messinesi, tutti, se ne resi conto una volta di più: perché osservando la sagoma di quel giovane uomo, di cui non riusciamo ad incrociare lo sguardo ma che vediamo riflesso negli occhi pieni di lacrime di chi si allontana dopo averlo avvicinato per un abbraccio o un saluto di conforto, si realizza che mai nulla potrà essere sufficiente a capire perché.

“Il sacrificio dei piccoli Francesco e Lorenzo non sarà vano – afferma nel corso della toccante omelia monsignore Calogero La Piana – oggi tutta la città è vicina a papà Antonio e alla famiglia che si trova qui riunita per dare l’estremo saluto a queste due vittime innocenti. Solo la fede, in questo tragico momento di sofferenza – afferma l’arcivescovo – potrà riuscire a darvi sollievo”. Poi si rivolge ai due piccoli angeli volati in cielo: “Vegliate su vostro padre e sulla città, affinché quanto successo a voi non si verifichi più”.

Al termine della predica un lungo applauso riecheggia tra le navate della cattedrale fino a fuori, in quella piazza che pur essendo “vuota”, rispetto al giorno dei solenni funerali, e in realtà più affollata di sabato scorso. Disposti a semicerchio nello spiazzale e davanti le entrate della cattedrale, con un rosa bianca nella mani, uomini e donne dell’ “esercito della solidarietà” che fino all’ultimo ha lavorato per strappare via dal fango maledetto i piccoli Francesco e Lorenzo. Per tutta la cerimonia è un continuo via vai di papà, di mamme che stringono a fianco a sé il proprio bambino, di ragazzi, di anziani, che anche se solo per un istante sentono il bisogno di soffermarsi ad osservare le fotografie poggiate sui piccoli feretri bianchi, per un’ultima preghiera e un pensiero di conforto a Papà Antonio. Ancora un battito di mani quando dall’altare si leva l’innocente voce di due bimbi: “Ciao Lorenzo, ciao Francesco” recitano in coro i due piccoli al termine della loro preghiera.

Una cerimonia “pubblicamente intima” quella a cui oggi ha preso parte l’intera città: una cerimonia che ha permesso, spenti i riflettori, di “riappropriarCi” di un profonda sofferenza, una sofferenza offuscata dal caos mediatico, dalle polemiche, e che solo oggi, forse, di fronte a quelle due bare, a quei due palloncini, al volto distrutto di un uomo, si è veramente mostrata in tutta la sua tragicità.

Non ci sentiamo di aggiungere altro, se non le ultime parole dell’Arcivescovo La Piana ”Arrivederci in Paradiso”

Ciao Francesco, Ciao Lorenzo

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