Messina maglia nera nel rischio frane. E Lombardo attacca: «Giampilieri è stato considerato disastro di serie B»

Messina maglia nera nel rischio frane. E Lombardo attacca: «Giampilieri è stato considerato disastro di serie B»

Messina maglia nera nel rischio frane. E Lombardo attacca: «Giampilieri è stato considerato disastro di serie B»

mercoledì 17 Febbraio 2010 - 08:44

Il presidente della Regione a Rainews 24 chiede aiuto allo Stato per l’emergenza dei Nebrodi e torna sull’alluvione del 1. ottobre: «Poco considerata sia per risorse che per presenze importanti e attenzione dei mass media». I dati di Legambiente: 7 comuni su 10 sono a rischio frana.

La Sicilia chiede aiuto allo Stato. Ancora una volta. La terra continua a franare, inesorabile, conseguenza della pioggia continua, della cura pari a zero del territorio e di un’azione di prevenzione sostanzialmente nulla. A poco più di quattro mesi dall’alluvione del 1. ottobre, Raffaele Lombardo, presidente della Regione, richiama alle proprie responsabilità il Governo nazionale, sia per la nuova emergenza creatasi a San Fratello e nei Nebrodi (1.563 in totale gli sfollati), sia per quella che a Messina si affronta dall’ottobre scorso. «L’Abruzzo è dietro l’angolo – ha dichiarato amaro Lombardo a Rainews 24 – mentre il disastro di Giampilieri è stato di serie B, sia per le risorse, sia per le presenze importanti e anche per l’attenzione avuta dai mass media». Un’affermazione dura, che è conseguenza logica di un dato ad oggi incontrovertibile: da Roma non è ancora giunto 1 euro in più dei 40 milioni inizialmente stanziati. Succederà la stessa cosa per i Nebrodi?

«Lo stato di calamità proclamato due giorni fa per le zone del messinese colpite dalle frane – ha spiegato Lombardo – anticipa la richiesta di emergenza che faremo allo Stato. Questi finanziamenti di serviranno per affrontare problemi gravi. Grazie a Dio non ci sono state vittime nel messinese, ma i problemi lì sono gravissimi. Centinaia di persone sono state evacuate. Intanto abbiamo provveduto con l’intervento della nostra Protezione civile regionale, che ha presidiato le zone colpite fin dal primo momento. Adesso chiediamo una mano allo Stato, che l’ha prestata in casi analoghi, pensiamo all’Abruzzo o a Sarno. Non vedo perché non dovrebbe farlo anche con noi. Comunque, nel frattempo utilizzeremo tutte le finanze a nostra disposizione».

Secondo Legambiente, che ha ricordato i dati del suo ultimo rapporto Ecosistema Rischio, non è un caso che a Messina si siano verificate due emergenze nel giro di così poco tempo, così come questi due eventi vanno considerati solo la punta dell’iceberg di un problema che riguarda l’intero Paese. La provincia messinese è “maglia nera” nella preoccupante graduatoria del rischio frane, con due casi limite: i comuni di Ucria e Alì che, spiega Legambiente, pur avendo interi quartieri e aree industriali in zone a rischio, non avevano messo in campo praticamente nessuna azione di mitigazione del rischio idrogeologico. Ma, come detto, il problema è diffuso: il 70% dei comuni italiani, cioè 7 comuni su 10, è infatti a rischio frane e alluvioni a causa del degrado idrogeologico e dei corsi d’acqua, dell’abusivismo e del disboscamento: in totale 5.581 comuni, di cui 1.700 a rischio frana, 1.285 a rischio di alluvione e 2.596 a rischio sia di frana che di alluvione.

(foto Dino Sturiale)

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