Mili San Marco e la -frana dimenticata-

Mili San Marco e la -frana dimenticata-

Mili San Marco e la -frana dimenticata-

martedì 22 Settembre 2009 - 12:22

E' passato poco meno di un anno da quando un intero costone crollò su tre abitazioni rendendole inagibili. Le tre famiglie ne attendono ancora la rimozione per procedere alla ristrutturazione delle proprie case

Succede anche questo nella nostra città. A poco meno di un anno di distanza ancora non è stata rimossa una grossa frana che qualche giorno prima di quella di Pezzolo colpì tre abitazioni nel villaggio di Mili San Marco. Paese che nel -piano stralcio di bacino per l’assetto idrogeologico cittadino- pubblicato dall’Assessorato regionale Territorio e Ambiente del 2006 rientrava nella tipologia 1 – la più alta da attenzionare -, stato di attività A – che sta per attivo -, pericolosità 3 – elevata – e, ovviamente, rischio 4 – molto elevato -; già nel duemilasei quindi si conosceva il pericolo a cui vanno ancor oggi incontro i residenti della zona. Purtroppo, le famiglie che in quelle case risiedevano oltre al danno hanno subito anche la beffa. Infatti, quella frana che ancora è ben visibile dalla strada che unisce il paese di Mili San Marco con quello di Mili San Pietro – come si può ben notare dalle foto scattate dal nostro Dino Sturiale – è venuta giù pochi giorni prima del molto più vasto e imponente evento franoso che colpì la S.P. 35 isolando di fatto il paese di Pezzolo. Tutta l’attenzione dei media e della politica si è rivolta, giustamente, verso il paese isolato, dove è il caso di rilevare che ancora non tutto è stato risolto e continuano le proteste per la pericolosa, soprattutto di notte, bretella di contrada Carapè costruita per bypassare il pezzo di statale venuto giù a fine gennaio. Qualche complicazione nel villaggio di Pezzolo è legato alla raccolta di rifiuti, ma ci ripromettiamo di trattare l’argomento in altro articolo.

Quello di Mili è uno dei tanti eventi franosi che non colpendo un numero alto di residenti nel territorio è stato del tutto dimenticato, ed ancor oggi fa bella mostra di se, dimostrando ancora una volta come il territorio cittadino subisca i mancati interventi di messa in sicurezza richiesti da decenni e mai messi in opera, tanto da diventare così numerosi che sarebbe impossibile in breve tempo garantire sicurezza; ma se non si inizia da subito è chiaro che non faremo altro che raccontare nei prossimi mesi altri smottamenti. Tornando alla -frana dimenticata-, alcuni sostengono che in quel luogo non si dovesse costruire, ma prevedere un evento del genere non è facile e, oltretutto, quelle tre case che si affacciano sul greto del torrente da circa una cinquantina d’anni avevano tutte le carte in regola per essere realizzate. E’ chiaro che, vista l’immensa massa di terra venuta giù, difficile quanto costoso sarebbe l’intervento da attuare ma ricordando che tutti siamo cittadini e che tutti pretendiamo rispetto ed interesse sarebbe il caso che chi di dovere effettui un sopralluogo per procedere alla realizzazione di un progetto di rimozione ma, sopratutto, occorerebbe un analisi di quel territorio dove altre abitazioni rischiano che un altro evento franoso possa coinvolgerle. Si avvicinano le piogge e già siamo in forte ritardo per agire. Tutti sperano che non ci scappi la tragedia, ma vista la situazione delle nostre colline è sempre più difficile, e noi speriamo non avvenga mai, che anche per quest’inverno o in quelli futuri non ci si aspetti il morto per procedere ad alcuni indispensabili interventi.

Foto di Dino Sturiale

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