Il caso della lite in sala parto. Così il ministro della Sanità in visita alla puerpera e al neonato: «Il tessuto in cui è avvenuta la vicenda è migliorabile, ma non è coi soldi che si fa la buona sanità. Mi aspetto punizioni esemplari». L’assessore Russo: «Vicenda inammissibile, danno d’immagine al sistema sanitario siciliano».
Il ministro Ferruccio Fazio, accompagnato dall’assessore regionale alla Sanità Massimo Russo, dal direttore generale del Policlinico Giuseppe Pecoraro e dal rettore dell’Università di Messina Franco Tomasello, ha appena concluso la sua visita alla signora Laura Salpietro, le cui condizioni di salute migliorano dopo l’incredibile caso della lite in sala parto. Fazio si è fermato con i giornalisti uscendo dal reparto di Ginecologia e Ostetricia, prima di recarsi dal neonato (anche le sue condizioni sembrano migliorare). «La mia è una visita di solidarietà – ha detto Fazio – non sono qui per fare indagini. Ho voluto pronunciare parole di speranza e far sentire alla signora Laura che le istituzioni sono vicine a lei e alla sua famiglia. Se è successo quello che è successo è anche perché ci troviamo in un “humus”, un contesto particolare. Il tessuto in cui è avvenuta questa vicenda è assolutamente migliorabile, ma non è un problema di soldi perché non sono i soldi a fare la buona sanità. Sono indignato esattamente come l’opinione pubblica, mi aspetto punizioni esemplari, anche se non è il Ministero a doverle decidere. Qui si va oltre la malasanità, che scaturisce dal contesto in cui ci troviamo».
Così l’assessore Russo: «Stiamo migliorando la sanità attraverso provvedimenti duri, atti a garantire sicurezza ai nostri pazienti e ai cittadini. E’ un percorso difficile pieno di resistenze culturali e professionali. Anch’io esprimo solidarietà e mi sento di porgere le scuse alla signora e alla sua famiglia. E’ una vicenda inammissibile che reca danno d’immagine all’interno del sistema sanitario siciliano e penalizza le professionalità serie, che sono tante, tantissime. Dobbiamo mettere mano al rapporto tra pubblico e privato. C’è un dato da affrontare: i parti cesarei qui sono troppi, in Italia sono il 38 per cento, mentre il 25 per cento è quella indicata dall’Oms».
Nel corso della conferenza stampa è stato anche ufficializzato il provvedimento di sospensione nei confronti del direttore del Reparto di Gineocologia, Ostetricia e Neonatologia, prof.Domenico Granese. -In questa vicenda – ha detto l’assessore Russo, motivando la sospensione – e’ stata registrata una gravissima carenza organizzativa. Il responsabile del reparto deve sapere quello che accade-. Russo ha poi chiesto al direttore generale del Policlinico, Giuseppe Pecoraro, un’azione civile nei confronti dei responsabili per il danno all’immagine. Dobbiamo salvaguardare quei medici che lavorano seriamente per fornire buona assistenza-. -Il fatto e’ stato talmente eclatante – ha commentato Pecoraro – che dobbiamo riprendere la situazione, azzerare tutto e ricominciare d’accapo-.
Danila La Torre
