Otto furbi per un problema.
La dove il paradosso diventa normalità; in una città che ha smarrito, con la complicità delle istituzioni, ogni forma di rispetto per il prossimo.
Oggi parliamo di parcheggi delle auto in città e delle esigenze negate a tutti gli altri cittadini.
Parliamo delle famose strisce blu che regolamentano la sosta a pagamento, con il controllo affidato agli “ausiliari del traffico”; praticamente dei controllori dei tempi di sosta e ticket ben grattati, ma che non hanno competenza per quel che avviene al di fuori di esse. Ne consegue che parcheggiare la propria autovettura al centro non comporta nessun disagio per l’automobilista messinese, che sa di avere a sua disposizione stalli speciali, gratuiti e in deroga alle norme: all’angolo. Otto parcheggi per ogni incrocio che, essendo oltre gli stalli delimitati dalle strisce blu, non sono soggetti a pagamento né al controllo, e quindi particolarmente ambiti.
Queste abitudini, ben tollerate dai vigili urbani, generano gravi danni alla nostra città.
Parcheggiare all’angolo significa ostacolare fortemente il transito pedonale, ove spesso bisogna fare larghi giri sulla carreggiata per poter risalire il marciapiede, ovviamente ci riferiamo a persone normodotate, e il problema si aggrava notevolmente se a subirlo sono cittadini portatori di handicap, anziani o semplicemente mamme con passeggino o borse della spesa.
A ciò si aggiunga che ad ogni incrocio otto disonesti evadono il pagamento dei ticket di parcheggio previsto, con grave danno per le entrate delle casse comunali, beffando gli onesti cittadini che non si sottraggono ai loro doveri.
Ulteriori disagi si impongono alla cittadinanza e sono dovuti ad alcune attività commerciali cittadine. Sono sempre di più i bar, le paninoteche, ristoranti e altro che acquisiscono il diritto di utilizzo dei marciapiedi prospicienti la propria attività per la posa di tavoli e sedie, creando un secondo locale sito sulle banchine, utilizzando persino vasi da fiore o veri e propri gazebo per delimitare gli spazi, sino al punto da impedire totalmente il transito pedonale, considerando ciò un diritto; ed eventuali proteste dei pedoni una inutile scocciatura.
La situazione più emblematica l’abbiamo notata all’interno della galleria V. Emanuele, dove la sistemazione dei tavolini all’esterno dei locali, è così estesa e fitta che oltre ad impedire il transito pedonale non consente vie di fuga per mancanza di corridoi, generando seri problemi in previsione di evacuazione dei locali e degli spazi pubblici in caso di emergenze , e rendendo praticamente inservibile l’area dei locali pubblici a portatori di handicap.
Invitiamo quindi gli organi preposti a dimostrare che la sensibilità dei cittadini, vicini a quanti vivono condizioni di disagio, è tutelata dalle attività di sorveglianza e repressione degli atti di inciviltà, garantendo il rispetto delle norme civiche e civili.
(Rinnovo l’invito a firmare la petizione a lato)
