Al Palacultura il “battesimo” del Ponte sullo Stretto. Matteoli:«Il simbolo di un’Italia che pensa in grande. Opera pronta il 1 gennaio 2017»

Al Palacultura il “battesimo” del Ponte sullo Stretto. Matteoli:«Il simbolo di un’Italia che pensa in grande. Opera pronta il 1 gennaio 2017»

Al Palacultura il “battesimo” del Ponte sullo Stretto. Matteoli:«Il simbolo di un’Italia che pensa in grande. Opera pronta il 1 gennaio 2017»

venerdì 12 Febbraio 2010 - 18:27

Una -staffetta- di interventi politici per rispolverare le ragioni del -sì- al Ponte. Momenti di contestazione prima, durante e dopo la manifestazione

Tanti interventi sintetizzabili in unico grande “slogan”: il ponte sullo Stretto di Messina rappresenterà la vera occasione di sviluppo della Sicilia, del sud, dell’Italia, ma anche un punto di riferimento per l’intera Europa. Unità di intenti fra i rappresentanti politici locali, regionali e nazionali questo pomeriggio riuniti nel grande auditorium del Palacultura, per la prima volta aperto al pubblico, per la presentazione ufficiale, sulla sponda sicula dello Stretto, del progetto Ponte. Si parte subito con alcune date: progettazione definitiva terminata il primo febbraio, giorno 15 l’inizio delle analisi di impatto ambientale: ma quel che è più importante, stando almeno ai programmi del governo, la data di completamento dell’opera, il 1 gennaio del 2017.

«Immagino già quando i sindaci di Messina e Reggio si incontreranno a metà del ponte per il taglio del nastro. Sarà un momento storico, non solo per Messina, ma per l’intera Europa». Pensa e parla in grande il ministro delle infrastrutture Matteoli, che considera la realizzazione dell’opera un lavoro di ingegneristica mondiale senza precedenti: «I messinesi saranno protagonisti di questo grande cambiamento, la città sarà una realtà migliore. L’attraversamento stabile tra Sicilia e Calabria sarà la dimostrazione della volontà politica che permette di arrivare dovunque». Un intervento, quello di Matteoli, “preparato” dalle parole spese dai padroni di casa, Buzzanca e Ricevuto, e dal governatore della Sicilia Raffaele Lombardo.

Il primo cittadino che ha prima di tutto ringraziato il presidente onorario della Stretto di Messina, Nino Calarco, a cui è stato affidato il “compito” di introdurre i lavori, ha affermato: «Il ponte ci permetterà finalmente di camminare sulle nostre gambe, non dovremo più dipendere dagli altri. La necessità è però prima di tutto quella di rispettare tempi e scadenze senza lasciare nulla in sospeso. Un particolare ringraziamento lo rivolgo al consiglio comunale e al lavoro svolto in commissione ponte con l’approvazione della delibera sulle opere compensative. Sono certo che a cose fatte tutti si ricrederanno, persino gli ambientalisti più convinti». A seguire il presidente della Provincia Ricevuto: «Non c’è più tempo da perdere, Messina non deve più essere il vaso di coccio tra Palermo e Catania, il ponte rappresenta un grande opportunità di sviluppo». Dello stesso avviso il governatore Lombardo, che considera l’opera l’occasione giusta per ridurre in modo definitivo il divario fra il nord e il sud del paese. «La prima delle opere propedeutiche alla realizzazione della grande infrastruttura sarà la Curcuraci Annunziata e sarà pronta prima del previsto» ha invece affermato il presidente dell’Anas Pietro Ciucci, che sulla delibera delle opere compensative approvata dal civico consesso messinese afferma: «Ci si è allargati un po’ troppo».

Non sono ovviamente mancati i momenti di contestazione prima, durante e dopo la presentazione: i rappresentanti del fronte del no sono infatti stati inizialmente costretti a rimanere all’esterno dell’edificio di viale Boccetta. A far valere il suo accredito però il pacifista Renato Accoriti che, una volta in sala, non si è certo risparmiato negli interventi, dando vita ad un vivace scambio di battute con il ministro Matteoli.

(foto Dino Sturiale)

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