Sulla politica del personale è scontro tra Università e Sindacati

Sulla politica del personale è scontro tra Università e Sindacati

Sulla politica del personale è scontro tra Università e Sindacati

giovedì 26 Giugno 2008 - 11:36

Niente accordo tra rettore e Organizzazioni di categoria. La programmazione triennale del fabbisogno del personale è oggetto di scontro tra i comparti Università di Cisl, Uil, Snals/Cisapuni e Csa della Cisal e l’Amministrazione universitaria. La rottura è avvenuta dopo la decisione da parte dell”Amministrazione di modificare il contenuto dell”accordo firmato con le Organizzazioni sindacali il 21 aprile scorso e che prevedeva, tra l’altro, un adeguato numero di concorsi interni.

Cisl, Uil, Snals/Cisapuni e Csa della Cisal fanno presente che la “corretta individuazione del numero di posti da coprire attraverso la PEV (Progressione Economica Verticale)- era stata già concordata e determinata tra le parti a seguito di numerose riunioni di concertazione e concluse con l”accordo pattizio del 21 aprile 2008 approvato successivamente dagli Organi accademici. Lo stesso accordo prevedeva già una decurtazione di 62 progressioni verticali, congelate in via cautelare in attesa degli sviluppi del contenzioso legale, rispetto all’accordo originario che stabiliva 300 movimenti interni.

Le Organizzazioni Sindacali ritengono inaccettabile l”ulteriore tentativo da parte dell”Amministrazione di sovvertire il precedente accordo con una nuova rimodulazione della programmazione triennale del fabbisogno, che decurterebbe oggettivamente ulteriori 60 movimenti interni legati alla stabilizzazione del personale precario e mortificherebbe le aspettative di tutti i lavoratori che aspettano ormai da lungo tempo le giuste opportunità.

Ritengono, altresì, impraticabile il percorso indicato dall”Amministrazione

di “valutare l”opportunità di scongelare- – in tempi successivi all”eventuale primo bando – una serie di

posti- precedentemente congelati.

I Sindacati concludono di non condividere la scelta dell”Amministrazione, basata sul “taglio- di oltre un terzo dei movimenti interni già individuati nella programmazione triennale come “necessari- e concordati tra le parti anche in vista dell’imminente varo della nuova “riorganizzazione strutture

amministrative dell”Ateneo- che prevede, tra l’altro, l”individuazione al suo interno di numerose professionalità e responsabilità.

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