Ampio reportage su “numeri” e costi del Ponte sullo Stretto pubblicato sul “Venerdì” di Repubblica
Mancano poche ore alla presentazione del Progetto Ponte al Palacultura di Messina, per la prima volta aperto al pubblico. In rappresentanza del governo nazionale il Ministro di Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli, padroni di casa il sindaco Buzzanca e il presidente della Provincia Ricevuto. Secondo la tabella di marcia la “kermesse” dovrebbe avere inizio alle 14.30: esattamente un’ora prima, cioè alle 13.30 davanti al Palazzone di viale Bocetta-via XXIV Maggio si sono dati appuntamento i sostenitori del No al Ponte che, “capeggiati” da Renato Accorinti, daranno via ad una protesta «contro la farsa della presentazione – così come l’hanno definita – perché non esiste un progetto definitivo: il governo ancora una volta lancia promesse illusorie umiliando la dignità di tutti i cittadini, abbandonando la nostra città nel fango e nell’invivibilità più totale».
Decisa la posizione del segretario provinciale del Pd Pippo Rao, che rispetto alla presentazione organizzata al Palacultura dichiara: «Io a battere le mani a Matteoli e Ciucci, ed al loro codazzo con Lombardo, Buzzanca e Ricevuto in testa, non ci sarò». Uno “sfogo” che il rappresentante del Pd rivolge a tutti coloro che saranno presenti: «Ci sarà tanta gente che in buona fede e con motivazioni legittime crede all’opera mitologica, ed a questi va chiaramente riservato grande rispetto, e con loro penso si dovrà sempre perseverare nel confronto, nell’approfondimento, nell’analisi dell’opera e delle sue ricadute. Poi ci saranno anche quelli che però aspettano non tanto il Ponte, quanto ciò che questo comporterà in termini di possibilità di speculazione, di vario tipo e vario genere».
Continua Rao: «A quelli che ci saranno comunque dico, applaudite pure. ma chiedete a questo governo di darci i soldi per mettere in sicurezza il territorio, per le infrastrutture primarie, per i rischi sismici, per scuole moderne e sicure, per fognature funzionanti, per reti idriche che portino acqua sempre, per porti ed autostrade del mare che creino sviluppo. Per mille cantieri per ammodernare le infrastrutture pubbliche, che diano lavoro e creino benessere redistribuendo ricchezza. Ditegli di tornarci indietro le risorse ex fintecna e quelle per le infrastrutture viarie che ci hanno derubato per l’ICI. Dite che è assurdo che venga ricapitalizzata la Società Ponte sullo Stretto che in tanti anni è costata una cifra esorbitante…(con i nostri soldi), e che è assurdo che l’Anas che coorganizza l’evento gli dia 300 milioni, quando poi ci dice che non ci sono soldi per le strade che franano con intere comunità isolate per mesi. Sorridete pure ma urlate che il nostro territorio è in ginocchio e che considerino questa Provincia non una colonia,ma una risorsa da valorizzare dando alla sua gente opportunità. Poi magari, fategli anche l’inchino ma fatelo arrabbiati.Almeno quello»
Un appuntamento a cui non prenderà parte neanche il segretario generale della Cgil Lillo Oceano, definendolo solo una “vuota passerella”: «Un’altra occasione utile a riempire le pagine dei giornali – afferma il segretario – e distrarre dalle necessità vere del nostro territorio che giorno dopo giorno arretra e frana nell’indifferenza della politica e dei nostri amministratori. E che ci sia qualcosa che stona in questa presentazione in pompa magna, mentre ancora non si è fatto nulla di concreto per la messa in sicurezza del nostro territorio, lo dimostra il fatto che sia stata organizzata come una festa privata blindata, un incontro a porte chiuse, e non come un evento condiviso con i cittadini ed epocale come invece lo si vorrebbe far credere. Un evento – prosegue Oceano – che si terrà in un luogo, il Palazzo della cultura, altamente simbolico di quelle che sono le priorità di questa politica: più di trent’anni per essere realizzato, migliaia e migliaia di euro dei contribuenti e oggi location privata per le autocelebrazioni della casta». spiega Oceano. La posizione della Cgil di Messina sull’opera Ponte sullo Stretto non è nuova. «Abbiamo sempre ritenuto quest’opera non prioritaria, un investimento di denaro pubblico rilevante ma non altrettanto proficuo e utile – ricorda il sindacalista -. Ce lo conferma la politica di FS di abbandono della Sicilia, ce lo ricordano tutte le strade comunali e provinciali che franando isolano interi centri abitati. Gli unici – conclude Oceano- che procedono ostinatamente, come se non vedessero la reale condizione del territorio che amministrano, sono i nostri politici che all’impegno per procurare le risorse necessarie a Giampilieri, a Scaletta e ai vari Brolo preferiscono evidentemente le tartine e i brindisi delle feste private».
Una città dove il problema più grande, come sottolinea anche Luigi Sturniolo del movimento “Rete No Ponte”, continua ad essere quello del dissesto idrogeologico, non soltanto a Messina ma in tutti i centri della provincia: «Ne va della vita delle persone – afferma il rappresentante – bisogna scongiurare altre tragedie come quella del primo ottobre rendendo possibile la messa in sicurezza del territorio. Ciò di cui si deve realmente discutere riguarda il fatto di come impiegare in modo adeguato le risorse pubbliche destinate alla realizzazione delle opere preliminare».
Fa riferimento alla tragedia di Giampilieri e dei villaggi limitrofi puntando dunque il dito proprio sulla necessità di un adeguato impiego di fondi pubblici, la coordinatrice della Federazione Giovanile Comunisti Italiani Ketty Bertuccelli, che definisce la realizzazione dell’opera una “cattedrale nel deserto”. «Il governo persevera ostinato stanziando 1,3 miliardi di euro per la progettazione esecutiva e le cosiddette opere compensative, la Regione Sicilia ha dichiarato che investirà 100 milioni di euro per la costruzione dell’opera. Noi invece diciamo no ad un investimento di questo tipo su un territorio che ad alto rischio sismico, dove le conseguenze ambientali potrebbero essere devastanti. Piuttosto sarebbe meglio fare il possibile per recuperare quella mobilità sostenibile nell’area dello Stretto di cui si è persa ogni traccia».
E in occasione dell’appuntamento di oggi, sul Venerdì di Repubblica, pubblicato un ampio servizio dedicato alla realizzazione della grande opera dal titolo quanto mai eloquente: «La madre di tutte le Grandi opera è ferma. Il prezzo, invece, corre». Un reportage realizzato nella città dello Stretto dal giornalista Paolo Casicci, in cui si punta l’attenzione soprattutto sui “costi” del Ponte, con riferimento agli aumenti per i ritardi accumulati, alle penali da pagare nel caso in cui l’opera non venga più realizzata. Un’analisi in cui l’inviato, grazie al supporto del prof. Guido Signorino, di cui correlato in basso vi proponiamo un articolo, non manca di far riferimento anche alle ragioni dei nopontisti.
