“Il territorio dei Nebrodi con i suoi Comuni ha prodotto nei secoli un patrimonio straordinario di beni culturali e ambientali, tradizioni, abilità delle maestranze, saperi e sapori che rappresentano una straordinaria occasione per sviluppare valore aggiunto nel turismo, nelle produzioni tipiche, artigianali ed enogastronomiche, capaci di trasformarli in un importante volano per l’economia-.
Così il direttore di Confcommercio,Roberto Corona, nel corso del seminario tematico “Ristorazione di qualità e valorizzazione dei prodotti tipici del territorio-, svoltosi al ristorante Bontempo di Naso, previsto dal progetto “Innovazione aziendale per competere- e rivolto ai 10 Comuni del Pit 21 ed a 45 aziende operanti nel settore turistico, turistico-ricettivo e della ristorazione.
“Il fine è sempre lo stesso: migliorare la qualità dell’accoglienza – afferma Corona – attraverso un percorso formativo e di aggiornamento per il raggiungimento di obiettivi di qualità. Abbiamo puntato molto per riqualificare le aziende del territorio del Pit 21. Accompagnati da docenti e da consulenti del settore, abbiamo cercato di far capire agli operatori che per competere sul mercato bisogna innovare-. Ed è in quest’ambito che si staglia la “scommessa- sui prodotti tipici che Confcommercio intende portare avanti. “Bisogna creare una sinergia tra mondo dell’agricoltura e terziario – aggiunge Corona – per raggiungere risultati importanti. I nostri sapori devono essere sempre presenti sulle nostre tavole. Tutto quello che produciamo, infatti, ha una valenza importantissima. Ma i prodotti utilizzati sono di “nicchia-. E’ necessario, invece, ampliare il mercato e diventare “ambasciatori dei Nebrodi-, realizzando una vera e propria marca di prestigio che consentirà agli operatori del settore gastronomico di aver quel plus per attrarre flussi turistici-. Perché, come sottolineato il presidente di Confcommercio, Antonino Messina, si tratta di elementi non certo scissi tra loro, anzi. “Il nostro turismo è legato al territorio e l’agricoltura lo conserva – dichiara Messina – il verde delle nostre colline e i paesi incastonati in questo verde, il Parco dei Nebrodi e i paesi della costa hanno bisogno di un equilibrio complessivo-.
Insomma, come evidenziato poi dal presidente della Camera di commercio, Vincenzo Musmeci, i Nebrodi hanno tutte le carte in regola per fare economia in modo diverso. “Un’economia al passo con i tempi – precisa Musmeci – che punti sul binomio enogastronomia e turismo per incentivare lo sviluppo del territorio.
I prodotti ci sono, ma è essenziale propagandarli perché ci sia un concreto risvolto economico. E’ fondamentale, dunque, migliorare la qualità dell’offerta per soddisfare ancor di più gli utenti-. Sì ad un turismo con una molteplicità di servizi, dunque. “In un mercato ormai globalizzato come il nostro, in cui non si sa da dove arriva quel che si mangia e nel quale vince il più forte – puntualizza il segretario nazionale Fipe-Confcommercio, Edi Sommariva – si sopravvive con le alleanze, con la filiera. La vera ricchezza del nostro Paese è la diversità della ristorazione, soprattutto al Sud. Specificità e tipicità del prodotto saranno gli ingredienti che salveranno il Paese dalla banalizzazione-. Al seminario hanno relazionato anche il presidente dell’Ordine degli agronomi, Giovanni Chiofalo, e Franco Aloi di Confagricoltura.
(nella foto da sinistra verso destra: Chiofalo, Aloi, Messina, Corona, Sommariva Musmeci)
