Randagi brutalmente uccisi a Villafranca Tirrena. La denuncia della LIDA

Randagi brutalmente uccisi a Villafranca Tirrena. La denuncia della LIDA

Randagi brutalmente uccisi a Villafranca Tirrena. La denuncia della LIDA

lunedì 11 Ottobre 2010 - 08:02

Gli animali sono stati fatti fuggire dal canile comunale e sono poi stati ritrovati a qualche chilometro di distanza dalla struttura. Enzo De Luca Cardillo (LIDA): “Cercheremo di chiarire quanto successo”. Questa mattina intanto a Messina avviato il trasferimento dei cani dal Santa Lucia a Castanea

Il caso del piccolo yorkshire brutalmente picchiato dal proprio padrone per aver sporcato il balcone di casa, ha creato sdegno e rabbia tra l’opinione pubblica. Una storia altrettanto triste, giunge però oggi dal Comune di Villafranca Tirrena. A presentarla Enzo De Luca Cardillo, presidente della sezione LIDA (Lega italiana dei diritti dell’animale) di Messina. Da qualche mese nella zona, gli operatori della LIDA, con la collaborazione della Polizia Municipale e dell’Asp, sono riusciti a sterilizzare e microchippare, cani sprovvisti di proprietario. “Traguardo raggiunto faticosamente – spiega Cardillo – poiché il Comune era restio ad attuare le Leggi vigenti per risolvere il randagismo e preferiva affidarsi ad uno dei tanti canili sovraffollati di un’altra provincia sprecando così i soldi dei contribuenti”.

Nei giorni scorsi due dei cani in degenza post sterilizzazione, presso il deposito manutentivo del Comune, sono inspiegabilmente fuggiti e “non riusciamo ad avere notizie sulla loro sorte – afferma spiega la responsabile regionale LIDA Annalisa De Luca Cardillo – C’è chi ha voluto far credere che fossero scappati da soli, ma il clou è avvenuto nella notte tra il 5 ed il 6 ottobre. Qualcuno è entrato all’interno del deposito facendo fuggire un cane ed uccidendone un altro. Il povero animale è stato ritrovato riverso con la testina tra la rete di recinzione ed una pedana di legno e con perdite ematiche dal naso, presumibilmente morte per rottura del cranio o per avvelenamento. Siamo in attesa del referto dell’autopsia dello Zooprofilattico di Palermo, che chiarirà definitivamente la causa della morte”.

“Il cane in questione” – aggiunge poi il vice presidente di Messina, Enzo De Luca Cardillo – “era un randagino docilissimo in attesa di adozione, poiché non era possibile reinserirlo in strada in quanto sicuramente abbandonato. Non aveva nome, aveva solo il numero di riconoscimento del microchip. Per questo motivo abbiamo chiesto aiuto al Ministero e mobilitato tutto il mondo animalista italiano”.

Rimanendo sempre in tema canino, questa mattina, come confermato dall’assessore Elvira Amata, ha preso il via il trasferimento dei 410 cani finora custoditi presso il canile comunale di Santa Lucia, al nuovo “residence” di Castanea, in contrada Acqua Rasta. Per i randagi inizierà così un nuovo periodo di soggiorno, si spera in condizioni ottimali, accuditi dagli operatori Lega Nazionale per la difesa del cane attraverso l’apposita convenzione rinnovata anche quest’anno dal Comune. L’importo annuale dell’accordo, come spiegato dalla rappresentante della giunta Buzzanca è di circa 300.000 mila euro, 2.20 euro per il mantenimento di ciascun animale». L’ampiezza della struttura e le spaziose aree esterne spingono però l’assessore Amata a pensare anche alla creazione di un centro di addestramento. Ma si tratterebbe di un passaggio successivo. Ogni cane avrà un ampio spazio, sia interno che esterno, un solarium, un padiglione con uffici per l’amministrazione e un centro per l’accoglienza con servizi igienici e spogliatoi, oltre un deposito per alimenti ed un ambulatorio con due stanze e l’infermeria.

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