Rete No Ponte, Sturniolo: «I dubbi sollevati dalla Corte dei Conti coincidono con i nostri»

Rete No Ponte, Sturniolo: «I dubbi sollevati dalla Corte dei Conti coincidono con i nostri»

Rete No Ponte, Sturniolo: «I dubbi sollevati dalla Corte dei Conti coincidono con i nostri»

sabato 16 Gennaio 2010 - 08:35

Il rappresentante del movimento evidenzia che l’interessa del governo è solo quello di favorire sempre gli stessi “contractor” investendo su alcune grandi opere infrastrutturali, tra cui il Ponte sullo Stretto

Sulla relazione presentata dai magistrati contabili della Corte dei Conti, interviene oggi il coordinatore del movimento “Rete No Ponte” (Messina) Luigi Sturniolo che evidenzia come i dubbi sollevati dall’organo di controllo coincidano con tutti quelli avanzati in questi anni dai sostenitori del fronte del no. «La Corte parla di incongruenza dei dati economici, di una stima disinvolta dei traffici nello Stretto che dovrebbero giustificare l’operazione del project finance, dell’azzardo ingegneristico che penserebbe ad una campata unica di quasi il 40% più lunga della maggiore mai realizzata, del devastante impatto ambientale. Tutte argomentazioni che – afferma Sturniolo – avevamo già preso in considerazione». Il rappresentante del movimento fa anche riferimento alle dichiarazioni rilasciate dopo il monito della Corte dei Conti dall’amministratore delegato della Stretto di Messina, il quale si è detto pronto «ad un pieno impegno per effettuare una costante valutazione di tutti i principali aspetti tecnico-operativi del progetto del ponte, con particolare riferimento alla fattibilità tecnica, compatibilità ambientale nonché all’aggiornamento delle stime di traffico».

«Tutto questo – sottolinea l’esponente di No al Ponte – avviene mentre gli sfollati di Giampilieri scendono in piazza per protestare perché non d’accordo a rientrare nelle proprie abitazioni senza garanzie sulla messa in sicurezza del paese. Eppure erano passati pochi giorni dal disastro ed il Presidente del Consiglio, dopo aver sorvolato per pochi minuti i luoghi colpiti e senza alcun supporto tecnico, assicurava che sarebbe stato troppo costoso mettere in sicurezza la montagna e ricostruire sullo stesso sito e, quindi, sarebbe stato necessario pensare a delle new town (peraltro molto avversate dagli stessi abitanti, indisponibili ad essere sradicati dal proprio paese). I soldi (un miliardo) li avrebbe messi il Governo. Gli Enti Locali avrebbero dovuto occuparsi di trovare le aree adatte. Per giorni, poi, la Ministra dell’Ambiente Prestigiacomo andò in giro a portare il verbo. Dichiarazioni azzardate, puro spettacolo, se oggi a più di tre mesi dalle frane si spingono gli abitanti a tornare nelle loro abitazioni sulla base di una suddivisione cromatica delle arre criticata da molti e senza interventi strutturali per la messa in sicurezza della montagna».

Sturniolo conclude dunque con una riflessione scaturita dall’articolo pubblicato sul Sole 24Ore lo scorso 13 gennaio in cui si evidenzia come il governo «nel 2009 abbia scelto di concentrare tutte le risorse a disposizione su 6-7 grandi opere. In sostanza, vengono premiate quelle operazioni che favoriscono solo pochi grandi contractors e sulle quali è possibile costruire grande attrattiva mediatica piuttosto che investire in opere ad alta utilità sociale ed economia diffusa come, appunto, la messa in sicurezza idrogeologica del territorio. Niente di più facile, adesso, che si riversino i soldi a disposizione nella ri-progettazione del Ponte, magari dando in obolo qualche opera compensativa a Messina. Tanto per loro l’importante non è finire. L’importante é continuare».

(foto Dino Sturiale)

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