Occhio all’infrazione comunitaria e alla quantificazione del fabbisogno idropotabile. Nel triennio 2010-2012 previsti 263 interventi per una spesa complessiva di oltre 293mila euro
Domani sarà un giorno importante per il futuro prossimo del sistema acquedotti stico e fognario-depurativo della nostra provincia. L’assemblea dei sindaci collegata alla società d’ambito Ato3idrico infatti, convocata per domani mattina, è chiamata ad approvare il Pot 2010-2012 che dovrà rielabore il Piano Operativo Triennale fino ad oggi vigente e approvato dal Commissario nell’anno 2006. Gli elementi ai quali gli attuali dirigenti della STO hanno fatto riferimento per la definizione degli interventi prioritari inseriti nella delibera, sono due: l’infrazione comunitaria comminata alla Regione Sicilia in tema di fognatura e depurazione e la quantificazione del fabbisogno idropotabile richiesto dalla Struttura commissariale, insediata a Palermo, per l’emergenza bonifiche e la tutela delle acque in Sicilia (2/8/2010).
La struttura commissariale ha inserito in due tabelloni (A e B) i comuni ricadenti all’interno delle varie autorità d’ambito soggetti alla procedura di infrazione comunitaria. Nell’ambito di tale procedura la Segreteria Tecnico Operativa dell’ATO3 Messina, previa richiesta di notizie aggiornate ai centri di proprio riferimento, ha inviato le informazioni in proprio possesso in merito: agli impianti di depurazione da adeguare perché privi dei trattamenti secondari in uscita; a quelli da ristruttura perché non rispettano i parametri di uscita; a quelli da costruire dove mancanti; ai collettori terminali di collegamento a impianti per consentire la messa in esercizio di impianti realizzati ma non ancora avviati. Nel tabellone A sono stati inseriti gli impianti di depurazione con potenzialità superiore ai 15mila abitanti, nel tabellone B quelli con potenzialità compresa tra 2mila e 15mila, mentre su iniziativa della Sto è stato definito un terzo elenco (tabellone C) per gli impianti con potenzialità inferiore ai 2mila abitanti.
Per quanto riguarda le priorità utilizzate per il settore fognario depurativo si è fatto invece riferimento ai seguenti criteri: comuni che rientrano in zone di alto rischio ambientale; comuni montani con almeno 2000 A/E che ricadono nello stesso bacino idrografico; zone di interesse turistico-balneare con aumento di carico stagionale; grado di progettazione degli interventi di cui si chiede il finanziamento.
Rispetto al settore acquedotti stico si è preso invece in considerazione l’indicatore S.10, percentuale di acqua erogata sul totale dell’acqua immessa nelle reti di distribuzione comunali, che rappresenta una misura di efficienza nella distribuzione dell’acqua. Obiettivo primario della STO è la riduzione delle perdite in rete e le corrispondenti perdite dovute ad errori di misurazione. Queste le priorità utilizzate: percentuali di perdite idriche; livello di progettazione degli interventi; ammodernamento acquedotti; potenziamento rete idrica e ristrutturazione acquedotti; sostituzione di serbatoi ed adduttrici in cattivo stato di conservazione.
Nella redazione allegata al Pot, redatta dal dirigente pianificazione e controllo Santi Trovato, emerge infine un quadro sintetico della ripartizione delle risorse. Complessivamente gli oltre 293milioni di euro previsti per circa 263 interventi sono stati così suddivisi: Settore fognario depurativo, annualità 2010 – 72 interventi per 130.701.063 euro, annualità 2011 – 48 interventi per 22.072.102 euro; Settore acquedottistico, annualità 2010 – 50 interventi per 44.933.340 euro, annualità 2011 – 44 interventi per 48.519.949 euro, annualità 2012 – 49 interventi per 46.940.348 euro.
