Sovraffollamento delle carceri. Interviene il Garante dei diritti dei detenuti. Riflettori accesi sull’istituto penitenziario di Gazzi

Sovraffollamento delle carceri. Interviene il Garante dei diritti dei detenuti. Riflettori accesi sull’istituto penitenziario di Gazzi

Sovraffollamento delle carceri. Interviene il Garante dei diritti dei detenuti. Riflettori accesi sull’istituto penitenziario di Gazzi

lunedì 01 Giugno 2009 - 11:17

Il senatore Fleres scrive al Ministero della Giustizia chiedendo di intervenire al più presto per scongiurare il diffondersi di un’emergenza sanitaria. Il Garante punta si sofferma poi sul caso di un detenuto messinese

Tornano ad accendersi i riflettori sul tema del sovraffollamento delle carceri italiane, e dunque, anche sul carcere messinese di Gazzi. Proprio sulla situazione della casa circondariale della città, qualche mese fa diversi erano stati gli interventi di sindacati e consiglieri provinciali che in più occasioni si sono mossi in favore dei detenuti (vedi articoli correlati). Oggi ne torna a parlare il senatore della repubblica nonché garante dei diritti dei detenuti Salvo Fleres che inquadra la situazione complessiva degli istituti penitenziari italiani, “zoommando” in particolare sulla realtà messinese.

Fleres torna a denunciare le diffuse carenze igienico-sanitarie degli anguste celle in cui sono costrette a coabitare per più di 20 ore al giorno fino alle 12-14 persone, «senza docce e volte anche con l‘acqua razionata nell’unico lavello esistente, tutte condizioni ambiente “ideali” per la diffusione di patologie di diversa natura». Il garante sottolinea dunque quanto alto sia il rischio di scoppio di una vera e propria emergenza sanitaria: «Le condizioni fatiscenti delle celle – continua il garante – con muri scrostati, presenza di scarafaggi e a volte anche di topi, umidità e freddo d’inverno e caldo asfissiante d’estate, sono a dir poco avvilenti. Inoltre, la mancanza di fondi, determina la scarsa o nulla assistenza medico-sanitaria»

Fleres chiede quindi che il Ministero della Giustizia affronti immediatamente la questione con provvedimenti urgenti.

Ma il senatore si rivolge al ministro Alfano anche per segnalare la situazione di un detenuto del carcere di Messina. Lo fa attraverso un’interrogazione in cui viene raccontata la storia del sig. Parla «al quale viene diagnosticato un sospetto tumore e che, nonostante il Magistrato di sorveglianza ne abbia disposto il ricovero in una clinica per ulteriori urgenti accertamenti, viene mantenuto in carcere perché non si trova un posto letto per il necessario ricovero. “I familiari – continua Fleres – preoccupati per la vita del loro caro che continua a perdere peso e a vomitare sangue, chiedono semplicemente che il “malato” venga curato. Non si chiede nessuno sconto di pena, né un condono, né qualsivoglia alchimia giuridica che possa favorire il detenuto, ma solo di intervenire immediatamente per accertare se il sig. Parla è affetto da tumore e, comunque, stabilita con certezza la diagnosi, intervenire per salvargli la vita. Nel caso in cui la vicenda dovesse precipitare – conclude il Senatore Fleres – non si può più parlare di “malattia” ma, quantomeno, di incuria e inettitudine e, in questo caso, vanno ricercati e puniti i responsabili».

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