Squadra mobile sgomina banda specializzata in rapine

Squadra mobile sgomina banda specializzata in rapine

Squadra mobile sgomina banda specializzata in rapine

giovedì 17 Settembre 2009 - 11:29

L’hanno chiamata -Operazione Malavita– perché gli arrestati avevano come scopo principale quello di acquistare spessore criminale e ritagliarsi quindi un ruolo di prestigio in quest’ambiente. Un dato sconcertante emerso dalle intercettazione telefoniche ambientali che hanno permesso alla Squadra Mobile di mettere dietro le sbarre i componenti di una banda specializzata in rapine.

Almeno 7 i colpi tra città e provincia che avrebbero fruttato al gruppo oltre 70 mila euro. Denaro spesso reinvestito per acquistare beni di lusso e cocaina, di cui facevano uso. In carcere per associazione a delinquere, rapina aggravata, porto e detenzione illegale di armi sono finiti i fratelli Giuseppe e Marco Cannavò, 23 e 20 anni, ed Enrico Salvatore Viti, 21 anni. Per detenzione illegale di due pistole e ricettazione Salvatore Di Paola, 21 anni, che secondo gli investigatori riforniva il gruppo di armi, Luigi Mangano, 32 anni, per porto e detenzione illegale di pistola e Alessandro Buonasera, 22 anni sorpreso a frequentare il gruppetto di pregiudicati nonostante la sorveglianza speciale.

Le indagini hanno avuto un decisivo impulso da una leggerezza commessa dagli arrestati. Gli investigatori della Mobile da tempo erano sulle tracce della banda dei rapinatori e dopo il colpo del 6 maggio 2008 alla Banca popolare di Lodi, fruttato 38 mila euro, hanno potuto avere la conferma dei loro sospetti. In quell’occasione infatti Marco Cannavò e Enrico Salvatore Viti prima di entrare in banca sono stati immortalati dalla telecamere di videosorveglianza con il volto scoperto. Una frazione prima che i due si coprissero il viso con un passamontagna.

Nell’agosto dello scorso anno, Marco Cannavò viene fermato con il revolver in auto ed arrestato. Era lui a tenere insieme la -banda-. Con lui in carcere, cominciano i dissapori e gli scontri, che culminano nel tentato omicidio di Enrico Viti. Il ragazzo viene sequestrato, portato sui colli San Rizzo, quasi sgozzato e abbandonato sotto un letto di foglie, dopo essere stato cosparso di benzina. Salvo per miracolo consente di arrestare qualche giorno dopo Giuseppe Cannavò insieme ad altri due uomini. Dietro il tentato omicidio motivi strettamente personali legati ad una donna. Altre 4 le banche svaligiate a Messina e 2 esercizi commerciali a Villafranca. I fratelli Cannavò ed Enrico Viti vanno dietro le sbarre insieme a Salvatore Di Paola, Alessandro Buonasera e Luigi Mangano, sono invece ai domiciliari. Nell’inchiesta anche l’agguato di Viti e Cannavò ai danni di Mangano, che riesce a sottrarre la pistola con cui lo minacciavano e gli spara non ferendoli. I provvedimenti custodiali sono stati firmati dal gip Massimiliano Micali, su richiesta del sostituto procuratore di Messina Stefano Ammendola. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati un fucile a canne mozze, una pistola semiautomatica calibro 6.35 e un revolver calibro 38. Altre quattro e persone che risultano indagate.

In photogallery le foto degli altri arrestati

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