La Squadra Mobile smantella rete di pedofili: 4 persone arrestate, 9 indagate

La Squadra Mobile smantella rete di pedofili: 4 persone arrestate, 9 indagate

La Squadra Mobile smantella rete di pedofili: 4 persone arrestate, 9 indagate

lunedì 07 Dicembre 2009 - 11:57

Decine di ragazzini, fra 10 e 14 anni, venivano adescati vicino al Baby Park. Filmati dalle telecamere della Polizia rapporti completi consumati in auto o in una cabina telefonica

Adescavano ragazzini nella villetta Sabin, adiacente al Baby Park. Poi si appartavano con loro in auto o addirittura in una cabina telefonica ed in uno squallido tunnel. La Squadra Mobile di Messina, dopo oltre un anno di indagini, ha fatto emergere l’orrore di una storia per anni nascosta dalla paura e dall’ingenuità delle piccole vittime.

Gli investigatori, coordinati dai dirigenti Marco Giambra e Rosalba Stramandino, hanno smantellato una rete di pedofili che dal 2001 agiva nella zona nord della città. Stamattina le manette sono scattate ai polsi di quattro persone mentre altre cinque risultano indagate.

In carcere sono finiti Marcantonio Russo, 33 anni, disoccupato ( foto in photogallery); Giuseppe Oliva, 66 anni, pensionato( foto in alto); Salvatore Raciti, 41 anni, impiegato dell’Enel ( foto al centro) e Claudio Cisco, 45 anni, disoccupato (foto in basso).

Tutti devono rispondere di induzione alla prostituzione minorile ed atti sessuali con minori. Russo è accusato anche di produzione di materiale pornografico e corruzione di minorenne mentre Oliva dell’omessa detenzione di una pistola. I cinque indagati, tutti pedofili adulti, sono accusati di atti osceni in luogo pubblico.

Le indagini scattarono nel gennaio scorso. Il padre di un ragazzino di 12 anni denunciò alla Polizia che il figlio aveva subito violenza sessuale da Marcantonio Russo che lo adescò per strada e lo condusse nella sua abitazione. Il 12 febbraio Russo fu arrestato e a casa sua gli agenti trovarono decine di foto in cui era ritratto insieme con minori durante dei rapporti sessuali. Russo teneva anche un diario in cui attribuiva i voti ai ragazzini ed annotava le rispettive specialità sessuali. Russo fu condannato nel 2006 a 4 anni di reclusione ed attualmente era in libertà in attesa delprocesso d’appello. Ma dalle foto trovate nel suo appartamento si evinceva anche che il 33enne non era solo in questa terribile attività. C’era qualcuno che scattava le foto ma si intravedevano anche altri adulti. Le intercettazioni telefoniche ed ambientali ma soprattutto, le immagini registrate dalle telecamere sistemate dalla Polizia davanti a Villa Sabin e nella parcheggio del Baby Park, hanno svelato un sistema ben rodato dai pedofili. Ognuno agiva separatamente ma a volte si scambiavano informazioni sui ragazzini, specie su quelli più facili da agganciare. Il pomeriggio o la sera si piazzavano vicino alla villetta, adescavano qualche bambino e poi con la promessa di dolciumi, di pochi euro o di sigarette per i più grandicelli li portavano in macchina. Le telecamere hanno ripreso rapporti completi o rapporti orali consumati in una cabina telefonica, in un tunnel che si trova vicino a Villa Sabin ed anche nel parcheggio. A volte i pedofili convincevano i ragazzini a seguirli a casa e lì oltre a consumare i rapporti spesso li fotografavano. Si trattava di minorenni in età compresa fra 10 e 14 anni. Una ventina i casi accertati, due le bambine vittime della violenza sessuale. I pedofili facevano leva sulla paura dei ragazzini ai quali raccomandavano di non raccontare nulla ai genitori. Ed,infatti, nessuno dei familiari dei bambini coinvolti nella turpe vicenda aveva mai sospettato nulla. Solo la mamma di una bambina di 10 anni si era insospettita a febbraio quando vide pubblicata sui giornali la foto di Marcantonio Russo. Quell’uomo l’aveva visto gironzolare attorno alla figlia. Ed, infatti, la polizia ha potuto accertare che la bambina aveva subito carezze nella parti intime.

Ma gli investigatori sono sicuri che quella emersa sia solo la punta dell’iceberg. “Abbiamo ragione di credere –ha detto il sostituto procuratore Stefano Ammendola che coordina le indagini- che i venti casi contestati siano solo una minima parte di quelli realmente avvenuti”. La rete di pedofili, secondo la Polizia, sarebbe molto più vasta. All’appello, ad esempio, manca l’uomo che fotografava i bambini a casa di Russo ma altre persone sono in fase di identificazione. Grazie ai filmati realizzati con le telecamere nascoste non è escluso che l’operazione “Seppia” possa avere un seguito al più presto con altri clamorosi arresti.

In photogallery la foto del quarto arrestato

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