71. Fiera Campionaria. Dalla padella anti-aderente alla spugna magica la 'tradizione' è rispettata, ma non mancano le novità: occhiali 'miracolosi'

71. Fiera Campionaria. Dalla padella anti-aderente alla spugna magica la ‘tradizione’ è rispettata, ma non mancano le novità: occhiali ‘miracolosi’

71. Fiera Campionaria. Dalla padella anti-aderente alla spugna magica la ‘tradizione’ è rispettata, ma non mancano le novità: occhiali ‘miracolosi’

venerdì 13 Agosto 2010 - 01:59

Ecco la Fiera vista da visitatori e standisti. Piuttosto basse le aspettative dei primi, che tutto sommato gradiscono e, tranne qualche eccezione, non lamentano carenze particolari; più agguerriti gli espositori

Meno tre alla chiusura della 71esima Fiera Campionaria Internazionale di Messina ed è tempo di primi bilanci. Non quelli ufficiali affidati ai comunicati dell’Ufficio stampa dell’Ente Fiera che, per contratto, sin dal primo giorno della campionaria ha promosso e descritto ogni evento ed ogni iniziativa con toni entusiastici, a suon di numeri da capogiro – soprattutto relativamente alle presenze -, ma quelli dei visitatori e degli standisti che espongono i propri prodotti.

Abbiamo intrapreso un viaggio all’interno della campionaria per vedere con i nostri occhi, anche grazie all’obiettivo di Dino Sturiale (VEDI PHOTOGALLERY), ciò che questa 71esima Fiera offre e per dare voce ai protagonisti .

I cancelli, aperti sin dalle 17 ,ricevono i primi gruppi – per lo più famiglie- accolti da uno scenario piuttosto desolante. Il corridoio centrale è occupato da pochi stand in cui presenziano ditte ed aziende locali che non espongono ma promuovono i loro prodotti facendo distribuire da bambini (!) depliants informativi.

Sulla sinistra, il padiglione a vetri, certamente uno dei più accoglienti, è praticamente deserto ed ‘ornato’ solo dai cartelloni della Provincia Regionale di Messina , del Parco dei Nebrodi e da divanetti sparsi qual e là, la cui funzionalità è indecifrabile visto il vuoto che riecheggia in quell’ambiente.

La prima e forse vera unica attrattiva di questa campionaria è l’esposizione di opere , acquarelli e disegni di quattro grandi artisti internazionali : Pablo Picasso, Amedeo Modigliani, Marc Chagall e Max Jacob. La mostra si trova al primo piano del plesso che ospita il bar dell’Ex Irrera a mare e può essere visitata anche da persone disabili grazie all’ausilio del cosiddetto scoiattolo, in grado di trasportare il disabile lungo le scale, altrimenti impraticabili.

All’esterno dello stesso edificio, lato mare, è stata allestita la tanto pubblicizzata pista di ghiaccio, che forse per il periodo – che invoglia più ad un bagno in piscina che non ad una pattinata a meno 13 gradi – o forse per il costo del biglietto, 5 euro per 40 minuti che si aggiungono ai 5 euro del biglietto d’ingresso – non sta riscuotendo particolare successo. Come ci racconta il personale addetto alla manutenzione.

Solamente dopo avere superato circa 50 metri dall’entrata principale, inizia la vera esposizione di oggetti e prodotti provenienti da tutto il mondo, ma anche da dietro l’angolo del proprio appartamento visto che il primo espositore, in pianta stabile nell’enorme Padiglione 2, è una catena di distribuzione di oggetti per la casa presente in città con numerosi punti vendita. Proprio di fronte, è stato allestito – non a caso ben oltre la porta principale dove il nulla la fa da padrone- l’Infopoint: hostess poco informate( ma la causa sono i doppi turni) informano i visitatori sulla dislocazione degli stand; distribuiscono depliants con i palinsesto degli spettacoli serali organizzati dal commissario D’Amore ed il suo staff; e consegnano un questionario a utenti ed espositori per sondare il livello di -satisfaction-.

Per respirare aria internazionale bisogna entrare nei padiglioni 12, 14 e 16: la Russia propone matriosche di tutte le dimensioni; collanine , bracciali ed orecchini ma anche tappeti, sciarpe e tendaggi hanno invece varie origini etniche e passano – con un salto geografico virtuale- dall’India alla Cina, dal Kenya al Vietnam, dalla Somalia all’Austria, dal Portogallo alla Nigeria.Ma il prodotto più ‘originale’ e certamente più INQUIETANTE è venduto nello stand dell’Ungheria: occhiali miracolosi assicurano il recupero di una diottria l’anno a chi è affetto da miopia. Trenta euro il costo degli occhiali che, su specifica domanda , ci assicurano essere dotato di certificato CE (???). L’azienda che li espone e li vende al pubblico si chiama SZIN- EZ STUDIO KFT.

I prodotti tipici e gastronomici sono per lo più targati Calabria con formaggi, ndjua, salami, vino pasta e biscotti. C’è anche il pane di Altamura, Puglia, e ci sono pure i prodotti della nostra provincia.

Tra un padiglione e l’altro, vari commercianti espongono i loro prodotti negli spazi esterni. Qui la tradizione è pienamente rispettata: non potevano certo mancare la padella anti-aderente e la spugna magica che assorbe tutto. Così come il mocio in microfibra auto-strizzante ed auto-pulente. E le casalinghe ringraziano per l’attenzione. Fanno parte della tradizione decennale anche l’arredo da giardino; vari esemplari di forno a legna; e l’utensileria d ogni genere.

Numerosi e parecchio affollati i punti di ristoro , perché si sa che ad un gustoso gelato, a un buon trancio di pizza o a un classico arancino intriso di olio non si rinuncia mai.

Ma cosa pensano i visitatori e gli imprenditori della 71. fiera campionaria, la seconda targata D’Amore? Evidentemente basse le aspettative dei primi, che nonostante un’offerta espositiva non certo eccellente tutto sommato dicono di gradire. Anche quando hanno dovuto percorrere centinaia di chilometri per raggiungere Messina da altre parti della Sicilia.

Più che entusiasta è quasi rassegnato Giuseppe proveniente dal capoluogo siciliano con appresso moglie e figlie : -Visto che a Palermo la Fiera non esiste più, ogni anno veniamo visitare la Fiera di Messina e ci accontentiamo di quello che troviamo-. Arrivano da Bronte, in provincia di Catania, i coniugi Lorenzo e Nancy: – Ci sono quasi sempre le stesse cose , ma per noi è un appuntamento fisso-. La trovano -varia ed interessante i due novelli sposi Alessia e Francesco da Patti. Addirittura -diversa dal solito- è per Giuseppina. Naturalmente, non mancano le voci fuori dal coro. Giusy da Reggio Calabria non ha dubbi: -E’assolutamente deludente, non c’è alcuna novità e vedo molta approssimazione-.

Il dissenso di Giuy è ripreso e rafforzato da quasi tutti gli espositori intervistati. La responsabile della -Golden Coral- dichiara: – C’è poca gente perché il biglietto è troppo caro e chi entra non compra. Sino ad oggi non riusciamo neanche ad ammortizzare le spese-. Anche Maria ,che si occupa delle degustazioni per una nota marca di caffe, ed Enzo che promuove il Parco dei Nebrodi ritengono che 5 euro sia un prezzo troppo alto, soprattutto per i nuclei familiari numerosi e sottolineano, inoltre, una -certa disorganizzazione-.

Laura lavora nel chiosco di una famosa marca di gelati industriali : -Lavoro qui da 11 anni, l’anno scorso ero convinta che la Fiera si stesse riprendendo, ma quest’anno vedo un calo vertiginoso in termini di qualità-.

Il più loquace ma anche il più duro degli operatori è Kaius (NELLA FOTO IN BASSO), uno scrittore nigeriano prestato al commercio in attesa che arrivi la grande occasione, il quale in un italiano stentato e in un inglese fluente afferma: – Non è una Fiera, ma un grande mercato. Il problema è che chi organizza non gira e non si confronta con altre realtà fieristiche. Bisogna avere la capacità e la sensibilità di imparare da altri. Qui va tutto male: il costo dello spazio espositivo è aumentato in un anno di 300 euro; i locali non sono accoglienti, troppo vecchi e spesso privi di aria condizionata-.

Ma tra i tanti problemi, veri o presunti a seconda del punto di vista di chi osserva, una nota davvero positiva c’è : l’accesso facilitato ed i servizi offerti ai disabili in carrozzina. Rosario e Salavatore, entrambi costretti su una sedia a rotelle, manifestano apprezzamento per il lavoro svolto dal responsabile dell’Ufficio Accoglienza Disabili, Nino Fiannacca.

E sulla qualità della Fiera campionaria 2010, Rosario ‘sentenzia’ : -E’ un passatempo!-

Già, giusto un passatempo e neanche troppo economico per le famiglie, in questo periodo di vacche magre…

Su Photogallery gli scatti di Dino Sturiale

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