Cresce l'attesa per Promemoria di Marco Travaglio a Taormina

Cresce l’attesa per Promemoria di Marco Travaglio a Taormina

Cresce l’attesa per Promemoria di Marco Travaglio a Taormina

lunedì 19 Luglio 2010 - 23:20

Mercoledì 21, ore 21, il giornalista torinese sarà al Teatro Antico. Ricordate gli antefatti?

Nonostante tutto il 21 luglio (ore 21), Promemoria – 15 anni di storia italiana ai confini della realtà, lo spettacolo del noto giornalista torinese Marco Travaglio, andrà in scena al Teatro Antico di Taormina. Tutto come previsto? Affatto visto che inizialmente il benestare per l’utilizzo del Teatro, come ricorderete, gli era stato negato dal Soprintendente ai Beni Culturali di Messina, Rocco Scimone, che aveva dichiarato di non riconoscere «alcuna validità culturale all’evento», dando un’interpretazione a dir poco forzata del d.d.g. 827 del 15/4/2010.

Il d.d.g. in questione dichiara che “le richieste d’uso dei teatri antichi devono contenere il programma delle manifestazioni culturali che si intendono realizzare, con la contestuale indicazione del periodo d’uso del monumento, per il quale potrà essere sentito anche il parere del comitato tecnico consultivo e/o del consiglio regionale per i beni culturali e ambientali, ove sussistano perplessità sulla validità culturale delle manifestazioni o della compatibilità d’uso del monumento stesso relativamente alla salvaguardia, agibilità e decoro”. Fu una scelta a dir poco avventata che scatenò ovvie reazioni, soprattutto se teniamo conto che al Teatro Antico non si fa esclusivamente musica da camera ma anche concerti rock come, giusto per fermarci a questa stagione, i Deep Purple e gli Skunk Anansie. Alla fine fu proprio l’assessore ai beni culturali e all’identità siciliana, Gaetano Armao che ruppe l’imbarazzante nodo gordiano, dando il proprio assenso, previo spostamento della data. Un vero e proprio salvataggio in corner.

Promemoria – 15 anni di storia italiana ai confini della realtà consiste in un “una chiacchierata teatrale”, un monologo di circa tre ore che si sviluppa in sette quadri, durante le quali Travaglio ricostruisce con dovizia di particolari gli scandali della nostra Italia partendo dalla stagione del ‘92/93 (“A Tangentopoli c’erano le tangenti” ) e giungendo sino ai giorni nostri ((“ 2006-2007. Il ritorno del centrosinistra, una coa(li)zione a ripetere”), intervallato periodicamente dalle musiche dal vivo eseguite dal vivo da Valentino Corvino (violino, elettronica) e da Fabrizio Puglisi (tastiere, sintetizzatori). L’epilogo, -Come siamo, come eravamo e come saremo. Avanti il prossimo: se non vi son bastati Andreotti, Craxi, Berlusconi e D’Alema, ora magari arrivano Lele Mora, Fabrizio Corona, Flavio Briatore e Luca di Montezemolo. Eppure L’Italia ha conosciuto anche grandi momenti, grandi cambiamenti e grandi uomini….-, oscilla fra pessimismo, rassegnazione con la ferma denuncia di ciò che è accaduto ma anche di ciò che accade tutti i giorni sotto i nostri occhi e ciò, a mio modesto avviso lascia aperto uno spiraglio, un filo di speranza, perché fin tanto che si denuncia il malaffare si dà modo a quei famosi “anticorpi” di cui parlava il giudice Falcone, di germogliare e farsi forti. Nonostante tutto.

Ma certamente i tanti spettatori certamente presenti il 21 luglio si aspetteranno anche un commento sferzante sull’attualità e i temi certo non mancano: dalla P3 alle lotte interne in casa PdL, sino alla auto-candidatura di Vendola, destinata a sparigliare le carte nel PD…

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