Dal 12enne accoltellato a Messina allo stupro di gruppo a Catania: un'emergenza educativa

Dal 12enne accoltellato a Messina allo stupro di gruppo a Catania: un’emergenza educativa

Marco Olivieri

Dal 12enne accoltellato a Messina allo stupro di gruppo a Catania: un’emergenza educativa

domenica 04 Febbraio 2024 - 12:57

Dalla violenza a Palermo in agosto al ferimento di Villaggio Aldisio, fino all'allarme dei giudici sui minori, serve un progetto sociale dello Stato

A Catania sette giovanissimi, due di loro minorenni, violentano una tredicenne dopo aver immobilizzato il fidanzato. A Messina, invece, a Villaggio Aldisio, un tredicenne accoltella un dodicenne. In agosto, invece, a Palermo, uno stupro di gruppo, sempre frutto di giovanissimi, ha come vittima una diciannovenne. Nel frattempo, all’inaugurazione messinese dell’anno giudiziario, si rileva che sempre più minori risultano autori di reati.

Che cosa ci dicono queste notizie? Che cosa rivela questa emergenza educativa? Che cosa racconta questa serie di drammi e di comportamenti che non sono confinati all’attualità ma che riguardano ogni epoca, ogni orrore quotidiano? Prima di tutto, questi fatti sono la spia di un malessere profondo, siciliano e nazionale, figlio di una disattenzione culturale e sociale nei confronti delle nuove generazioni. Giovani spesso abbandonati a loro stessi in un disastro che investe tutti i settori chiave dell’educazione: lo Stato, le famiglie, la scuola, i servizi sociali, le politiche culturali e gli strumenti, come lo sport e il teatro, fondamentali per creare anticorpi. Anticorpi al vuoto che avvolge tante giovani esistenze. E non è un luogo comune.

Serve un progetto sociale e culturale dello Stato

Che fare, allora, dato che la repressione e la rieducazione sono necessari ma non risolvono il problema alla radice? Intanto, bisogna rilanciare significative, e concrete, politiche educative e sociali degne di questo nome. Basta con il ritrarsi, sempre più pavido, di uno Stato che non crede più nell’articolo 3 della sua Costituzione: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Per realizzare questa piena libertà ed eguaglianza occorre partire dall’infanzia e dalle periferie. In più, e ricordiamo che la violenza investe tutti e non solo chi vive situazioni di degrado, serve un salto di qualità nel campo della prevenzione. Psicoanalisti, psicoterapeuti, educatori devono avere uno spazio rilevante nelle nostre scuole (aperte tutto il giorno), al pari degli artisti e di donne e uomini di sport.

Per realizzare un’inversione di tendenza, dunque, serve un progetto sociale dello Stato, in collaborazione con ordini professionali e terzo settore. Il tutto coniugando salute mentale, benessere psicofisico, educazione all’affettività e alla sessualità, diritti e doveri, libertà e rispetto delle regole. E non bisogna continuare a perdere tempo.

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2 commenti

  1. La società civile deve promuovere un’alleanza educativa. Non basta denunciare il problema . Bisogna proporre delle possibili vie da intraprendere insieme, sognare insieme. Serve una conoscenza , e poi una ‘coalizione’, tra tutte le forze che già lavorano e tra chi vuole aggregarsi. Come consulta delle aggregazioni laicali abbiamo avviato un percorso, direbbe Papa Francesco un processo. Abbiamo scoperto tante belle realtà cattoliche e non, ma si fa fatica a pensare insieme. Gli incontri comuni finiscono per essere da molti disertati perché c’è già troppo da fare all’interno del gruppo o associazione per mantenerlo in vita. Le conferenze, le relazioni, i report non hanno una ricaduta sulla società se non per un brevissimo periodo, a volte esauriscono la loro carica con l’applauso finale.

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  2. Lo stato non ha leggi che punisce chi commette reati, un genitore che ruba, spaccia e commette ogni reato di sorta senza essere punito e il figlio vede questo che cosa recepisce dalla società?
    Un uomo che ruba e viene trovato a rubare la sera stessa si ritrova a casa seduto col figlio a mangiare il cibo del derubato sbeffeggiandolo magari. In quel momento il figlio ha ricevuto un grande insegnamento. Se la sera e per i prossimi 10 anni il genitore sarebbe in altro posto il figlio recepirebbe altro insegnamento.

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