La relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati presenta il suo libro al Giardino Corallo il 9 luglio
MESSINA – È uno dei punti di riferimento mondiali contro il genocidio dei palestinesi. Giovedì 9 luglio, alle 18.30, il Giardino Corallo di Messina ospiterà Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati, per la presentazione del suo libro “La luce del risveglio. Dalla Palestina al mondo intero” (Rizzoli).
Per la seconda volta a Messina, Albanese dialogherà con Triestino Mariniello, professore associato di Diritto penale internazionale alla Liverpool John Moores University, in un incontro dedicato ai temi della giustizia, dei diritti umani e del futuro della Palestina.
L’evento è organizzato dal Coordinamento Messina Palestina, al quale da sei anni aderiscono associazioni, sindacati, partiti, movimenti e singoli cittadini, in collaborazione con Arb.
«La Palestina è la bussola morale dei nostri tempi: può salvarsi, e tutti noi insieme a lei». Con queste parole, nel suo nuovo libro, Francesca Albanese propone un manifesto di resistenza, libertà e responsabilità collettiva. Si legge nella presentazione: “In un’epoca segnata dalla disumanizzazione dei più fragili e dalla legge del più forte, immaginare il futuro della Palestina significa rifiutare che sia l’orrore ad avere l’ultima parola e riaffermare che la civiltà è una scelta che ciascuno può compiere ogni giorno. Attraverso una serie di verbi – sognare, criticare, emanciparsi, resistere, nutrire, piangere, curare, danzare, ritornare – il libro racconta storie di donne e uomini che hanno continuato a difendere la dignità umana anche nelle condizioni più difficili. Ogni capitolo intreccia testimonianze personali e riflessioni politiche, mostrando come la Palestina possa rappresentare uno spazio di resistenza, memoria e speranza capace di parlare al mondo intero”.
“Il volume ripercorre oltre un secolo di storia palestinese, dando voce a chi ha sofferto, resistito, cercato la verità e continuato a custodire la memoria della propria terra. È un viaggio tra dolore e speranza, tra ferite e coraggio, che invita i lettori a interrogarsi sul significato della giustizia, della libertà e della responsabilità collettiva. L’incontro rappresenta un’importante occasione di confronto e approfondimento su una delle questioni più rilevanti del nostro tempo, attraverso il dialogo tra due autorevoli esperti del diritto internazionale e dei diritti umani”.

