Uno show diviso in capitoli, scenografie spettacolari, molta danza e un ponte sospeso sul pubblico
servizio di Silvia De Domenico
MESSINA – Molto più di un concerto. Marco Mengoni ha regalato al pubblico messinese uno spettacolo unico. Un viaggio che indaga le tappe della vita, raccontato attraverso la musica e la danza. Dalle macerie alla rinascita. Un concerto-opera diviso in capitoli e guidato da una voce fuori campo. Il prologo, i cori, gli episodi, la catarsi finale: il tour di Mangoni non è solo uno spettacolo ma il suo racconto esistenziale.

Non un concerto ma un racconto esistenziale
E’ stata la sua prima data allo stadio Franco Scoglio di Messina, ma ha subito conquistato il pubblico proveniente dalla Sicilia e dalla Calabria. Fra scenografie spettacolari, molta danza, cambi d’abito e un ponte sospeso sul pubblico: il cantante ha voluto raccontare il suo modo di vedere la vita e le tappe che ciascuno di noi percorre. Le macerie, le fiamme, il dolore, ma anche la festa, la gioia e l’amore libero.

Dalle macerie alla rinascita
ll concerto inizia con una scena da tragedia greca. Mengoni in cima a delle rovine e i ballerini occupano il palco sulle note di “Ti ho voluto bene veramente” e “Guerriero”. Ogni cambio di scena è introdotto dalla voce narrante. Così si cambia registro e dai palazzi distrutti e le fiamme della “Valle dei re” l’atmosfera si riscalda con “No stress” e poi il palco si accende con un momento di danza molto trasgressivo e passionale.

Il ponte sospeso con “Due vite” e “L’essenziale”
“Voglio ringraziare ognuno di voi per essere qui stasera, siamo molto felici di essere in Sicilia. E’ la terra più bella del mondo e non lo dico per leccare il c…”, dice Mengoni mandando baci al suo pubblico. Dopo il primo saluto è il momento di due canzoni che hanno reso l’atmosfera magica. Il buio dello stadio, lo torce dei fan, e il ponte sospeso sul pubblico. “Due vite” e “L’essenziale” hanno fatto sognare ed emozionare.

“Sospeso su un ponte per starvi più vicino”
Mengoni vola sullo stadio: “Con questo ponte e con questo movimento cercavo di venire più vicino possibile a voi. Sono stati anni difficili, soprattutto l’ultimo il più difficile della mia vita. Non ho fatto musica nuova per un po’ e quindi volevo ringraziare tutti voi che mi avete dato fiducia venendo ai miei concerti”, dice Mengoni commosso.

Performer instancabile
Dopo un volo fra i cristalli si passa al momento disco. La scena cambia, anche l’outfit diventa scintillante come l’asta del microfono. Si balla con “Pazza musica”, “Mandare tutto all’aria”, “Ma stasera” e “Io ti aspetto”. Un performer instancabile, ha cantato e ballato insieme ai professionisti per quasi tre ore. E non è mancata la sua vena più simpatica e coinvolgente. E’ sceso dal palco a leggere i cartelloni dei fan uno ad uno, e ad abbracciare alcuni di loro.

Stasera l’atto finale del tour
Ha poi concluso ringraziando di cuore tutte le persone che lavorano per i suoi spettacoli. “Adesso facciamo finta che io vada via senza concedere il bis” e invece torna e canta “Sto bene al mare” e “Esseri umani”. Un gran finale fatto di energia e coriandoli. Una penultima data del tour che ha fatto scatenare 35.000 spettatori in attesa dell’atto finale di stasera con un pubblico di 40.000 persone.
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