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Dimmi ciò che compri e ti dirò chi sei: fenomenologia del coronavirus

Giacomo Maria Arrigo

Dimmi ciò che compri e ti dirò chi sei: fenomenologia del coronavirus

lunedì 23 Marzo 2020 - 08:06
Dimmi ciò che compri e ti dirò chi sei: fenomenologia del coronavirus

Negli USA la corsa per comprare armi. In Olanda l'assalto ai coffee shop per accaparrarsi un po' di cannabis. Come i popoli si preparano all'epidemia.

È un periodo eccezionale, lo sappiamo tutti. Il coronavirus ha creato ansia e agitazione, paura e incertezza in tutta la popolazione mondiale. A non sapere come comportarsi sono specialmente gli occidentali, che da troppo tempo (per fortuna!) non vivono sventure o crisi particolarmente acute. Ma questo ci rende piuttosto scoperti sul fronte del contrattacco: come fronteggiare questo nemico invisibile? Come comportarsi coscienziosamente?

Nonostante la assai elevata improbabilità della scarsità di beni essenziali, e in primis di generi alimentari, assistiamo a continui assalti a supermercati, code interminabili, assembramenti (vietatissimi, questi) poco attenti alle nuove disposizioni. Il virus, insomma, si combatte a casa – ma bisogna pur avere di cosa mangiare!

Due dati sono alquanto interessanti. Eccoli di seguito. A partire dalla massiccia diffusione oltreoceano del Covid-19, gli Stati Uniti hanno visto una impennata nella vendita delle armi. Uomini (ma anche donne) attendono pazientemente il proprio turno per comprare una pistola o un fucile. E le vendite online sono anche aumentate: il rivenditore online Ammo.com ha registrato un aumento del 68 per cento.

Si vuole forse fermare il virus con qualche pallottola? No, spiegano i clienti. Si tratta del timore del crollo dell’ordine sociale, di una regressione tutta hobbesiana all’homo homini lupus – o, detta in termini più pop, si teme di ritrovarsi in uno scenario stile The Walking Dead. Come racconta al New York Times il 29enne Daniel Hill che stava comprando una pistola e un fucile semi-automatico a Charlotte, nella Carolina del nord: «Come nei film di zombie, non ci sarà più il senso della legalità».

Spostiamoci in Europa. In Olanda, per la precisione. Dal 18 marzo al 6 aprile si è decretata la chiusura di gran parte delle attività commerciali, compresi i coffe shop. E cosa hanno fatto gli olandesi il 15 marzo, giorno della decisione del governo? Si sono ammassati nei coffe shop per fare scorte di cannabis, costringendo molti esercizi commerciali a rimanere aperti oltre l’orario e dando vita finanche a strambi teatrini, come ad esempio l’arresto di uomo che ha cominciato a tossire provocatoriamente per disperdere gli altri in coda.

Non solo erba: anche dolci (a base di cannabis, s’intende). E cioè la Space Cake, una torta che ha come ingrediente principale la marijuana (o, in alternativa, l’hashish). L’AGI riporta che Juan, studente 21enne, ne ha comprate ben 9 fette, dichiarando infine: «È per me e i miei 8 compagni di stanza. Almeno sarà un po’ più divertente nelle prossime settimane. Abbiamo collegato due Play Station, e la torta è per dopo. Poi, stanotte, partiremo con la maratona Harry Potter».

Insomma, comportamenti bizzarri che rivelano notevoli e significative differenze tra nazioni.

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