L'ex garante Costantino scrive al commissario Mattei per restituire dignità alla strada intitolata all'assistente sociale scomparsa nel 2007
Una denuncia amara, che mescola il ricordo personale all’indignazione per lo stato di abbandono in cui versa una parte del quartiere Giostra. Angelo Fabio Costantino, ex garante dell’infanzia, affida ai social e alle immagini il suo sfogo per le condizioni di via Lucia Natoli, una strada dedicata alla memoria della stimata professionista messinese.
La battaglia per l’intitolazione e l’oblio delle istituzioni
“In queste vergognose foto è ritratta ‘Via Lucia Natoli’, nei pressi dell’isolato 13, a Giostra”, esordisce Costantino, sottolineando la fatica burocratica dietro quel nome sulla carta. “Ho impiegato due anni, da garante dell’infanzia, per far intitolare questa strada ad una collega, ad una amica, ad una maestra. Dopo 5 anni non esiste ancora un cartello e la strada è una discarica a cielo aperto”.
La scelta della via non era stata lasciata al caso. “La scelta di quel posto non è stata casuale ma pensata per riconoscere l’impegno di una professionista eccellente che si è spesa per salvare dalla strada tantissimi ragazzi”, spiega l’ex garante. “Ho avuto il privilegio di lavorare con lei per molti anni apprendendo tutto quel poco che conosco sulla devianza minorile. Il giorno in cui è morta bruciata le ho promesso che le avrei fatto intitolare una via di Messina perché tutti potessero conoscere quanto di bello ha donato alla città. Insieme ai funzionari del Dipartimento Giustizia minorile, a Maria Palella, a Padre Francesco Pati, a Carmen Currò e a Saro Visicaro ci siamo riusciti”.
Una memoria calpestata dai rifiuti
Il risultato odierno è lontano dalle intenzioni originali. “Oggi quella strada non le rende merito, non rispetta la sua memoria e offende la sua famiglia”, prosegue il discorso diretto. “Lucia Natoli era una professionista apprezzata in tutta Italia, una studiosa attenta e rigorosa che ha scritto pagine importanti sul recupero degli adolescenti fragili. Il suo contributo è riconosciuto in tutta Italia e dalla comunità scientifica. Molti suoi allievi continuano a lavorare in prestigiose istituzioni dello Stato”.
Il contrasto tra l’eccellenza della figura e lo stato dei luoghi è stridente. “La sua strada oggi è ridotta ad un letamaio; senza una insegna e con la spazzatura che arriva alle finestre delle case”, denuncia Costantino, che annuncia azioni immediate: “Scriverò al commissario Mattei perché si ripristini il decoro e si recuperi la dignità e il rispetto per chi ha dedicato la vita per i ragazzi fragili”.
L’appello finale per il decoro urbano
Nelle parole dell’ex garante emerge anche una nota di rammarico personale. “Non è giusto che a causa mia, per le antipatie che mi sono attirato, venga offesa ancora la memoria di Lucia”, conclude Angelo Fabio Costantino. “Lucia alle meschinità rispondeva sempre con il lavoro duro e silenzioso, con l’onestà e l’indipendenza. Torni il decoro in quella strada, non per me ma per gratitudine a Lucia Natoli”.
