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Disservizi alle Poste a Messina. Nomi e dettagli

Alessandra Serio

Disservizi alle Poste a Messina. Nomi e dettagli

mercoledì 29 Maggio 2019 - 14:28
Disservizi alle Poste a Messina. Nomi e dettagli

Un portalettere, l'ex direttore del Centro di via Olimpia e altri 2 dipendenti interdetti per 4 mesi. La Polizia ha consegnato i plichi non recapitati uno ad uno

Sono l’ex direttrice del Centro di via Olimpia Angela Cingari, i capisquadra Giuseppe Scarcella e Alfio Chiarenza e il portalettere Marco Ciraolo le quattro persone sospese dal servizio nell’ambito dell’inchiesta sui disservizi alle Poste di Messina. Le accuse per loro sono di interruzione di pubblico servizio e truffa aggravata.

Indagine avviata nel 2017

L’indagine della Squadra Mobile è partita nel 2017, dopo il rinvenimento da parte di un rigattiere della zona sud di oltre 500 plichi che in teoria avrebbe dovuto essere stata consegnata. Sempre quell’anno erano state diverse le segnalazioni di cittadini, in particolare quelli residenti nella zona nord, che lamentavano il mancato recapito della corrispondenza.

C’è voluto poco agli investigatori diretti da Franco Oliveri per arrivare a mettere sotto la lente l’ufficio di smistamento di Poste di Via Olimpia. Le intercettazioni telefoniche hanno poi ristretto il campo alle quattro persone che oggi sono state sospese dai pubblici uffici per quattro mesi.

Nei prossimi giorni saranno interrogati dal Gip Monica Marino, che ha firmato i provvedimenti, mentre a coordinare l’inchiesta è stato il Pm Antonio Carchietti.

La posta non “recapitabile”

Oltre alla montagna di carte trovate dal rigattiere, i poliziotti hanno sequestrato quasi 500 chili di posta che era stata destinata al macero perché l’ufficio l’aveva bollata come non recapitabile, come se, cioè, il tentativo del postino fosse andato male.

In pratica alla busta veniva semplicemente attaccato un modulo, il così detto modello 24/b, e classificata come non recapitata dopo che il postino aveva effettuato il tentativo.

Con pazienza, gli agenti hanno recapitato busta per busta, avendo la prova che era invece possibile consegnarla.

Il premio di produttività

Perché i quattro non consegnavano e bollavano quella montagna di documenti come non consegnata? Per poterne contemporaneamente consegnarne altra, ipotizza la Procura, e intascare così il premio produttività che Poste Italiane riconosce ai dirigenti e ai portalettere che smistano più corrispondenza, effettivamente recapitata o meno.

Inizialmente gli investigatori avevano avviato le verifiche anche sul ruolo di tre trimestrali impiegati al Centro per il recapito, la cui posizione è stata poi stralciata, non essendo emersi reati a loro carico.

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7 commenti

  1. Quale sindacato li ha difesi?,perchè queste persone vanno licenziate non sospese,
    come è stato fatto per altri dipendenti, licenziati solo perchè avevano seri problemi di salute e quindi non per loro scelta.In questo caso sono indifendibili,creano problemi all’utenza e loro prendono lo stipendio e trascorsi questi mesi saranno riassunti,magari con le scuse!Viva le Poste e Viva i sindacati postali

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  2. Nella zona sud la situazione è la stessa. Negli ultimi mesi ricevere posta è un optional

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    1. Anche in zona nord. Dovrebbero indagare in modo forse piu’ approfondito perche’ questi problemi di mancato recapito nella zona Ignatianum si stanno verificando in questo anno 2018/2019 mentre non accadevano in passato ! Premetto che ho il citofono collegato al cellulare e quindi non suonano al campanello e non lasciano avviso. Di recente mi hanno consigliato al numero verde di aprire un ticket con le Poste e per la successiva consegna sono stato contattato dalla postina sul cellulare per concordare la consegna di un plico ..
      Consiglio a tutti di fare cosi al primo disguido indicando tutti i dati della raccomandata sull’apposita lettera di reclamo scaricabile dal sito delle poste

      https://www.poste.it/risorse/assistenza/pdf/lettera-reclamo.pdf

      Cordiali saluti
      Francesco M

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      1. Buono a sapersi. Io scrivo da zona Viale Regina Margherita ed è da un mese che non faccio altro che contattare il numero verde e aprire ticket a vuoto. Mi hanno scritto giusto poco fa via email, rispondendo a un reclamo, che la documentazione non è abbastanza. Ma più che scrivere che non ricevo la posta da più di un mese, cosa devo fare? Seriamente, non ci sono parole.

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  3. Ovviamente in attesa delle indagini della magistratura.
    Gravissimo reato, punibile con il licenziamento oltre al risarcimento dei danni agli utenti.

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  4. ove abito in via nazionale Mili Marina Messina il portalettere si sente in diritto di “attaccare” l’avviso di mancato recapito sotto i citofoni esterni del condominio, …così una assicurata inerente un assegno non è stata ritirata …anche se il destinatario non risponde perchè assente o per malfunzionamento del citofono ci sarebbero altri 45 condomini per farsi aprire il cancello ed imbucare l’avviso nella cassetta postale se trovato chiuso…anni fa un’altro postino lasciava la posta per terra negli androni delle palazzine ! )…purtroppo al massimo ricevono la “romanzina”

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    1. è anche vero che le buche DEVONO ESSERE ACCESSIBILI ai portalettere…cosa che non è assolutamente cosi,perchè tutti le abbiamo ben CONSERVATE dentro i portoni.Considerando il fatto che ai giorni d’oggi lavorano marito e moglie per campare,in orario di LAVORO in casa non si trova nessuno.Per cui le colpe sono di tutti,sopratutto nostra che non DENUNCIAMO I DIRIGENTI,vedi quelli di poste italiane.I disservizi,in qualunque ambito derivano dalla scarsità e preparazione del personale.Se si assumesse nel modo giusto avremmo cose giuste.

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