Il silenzio, poi la bufera, adesso uno spiraglio per la Casa di Vincenzo - Tempostretto

Il silenzio, poi la bufera, adesso uno spiraglio per la Casa di Vincenzo

Francesca Stornante

Il silenzio, poi la bufera, adesso uno spiraglio per la Casa di Vincenzo

martedì 04 Aprile 2017 - 22:51

Nei giorni scorsi avevamo raccolto il grido d'aiuto di padre Pati. In una lettera recapita un mese fa a Palazzo Zanca e rimasta senza risposta si evidenziavano le difficoltà a mantenere la struttura. Ieri pomeriggio la giunta Accorinti ha siglato un atto per dare mandato al Dipartimento di predisporre il nuovo bando di affidamento.

Per la Casa di Vincenzo forse c’è una speranza. La giunta Accorinti, dopo la bufera che si era scatenata in questi giorni per il grido d’aiuto inascoltato che era stato lanciato da padre Francesco Pati, ha mosso un passo per evitare la chiusura del dormitorio per i senzatetto. Quella casa, in tutta Italia ormai simbolo mediatico della politica accorintiana, per mesi ha sofferto nel silenzio dell’amministrazione. La cooperativa Santa Maria della Strada, che la gestisce fin dal 2014, ha fatto in modo che non chiudesse, provvedendo anche a proprie spese quando il Comune di Messina ha fatto mancare il proprio supporto economico (VEDI QUI). Ormai però non ce la faceva più e lo scorso 8 marzo padre Pati aveva scritto una lettera durissima che poneva un ultimatum. Per mese quel grido d’aiuto è rimasto senza risposta. Ieri pomeriggio invece la giunta ha esitato un atto di indirizzo che dà mandato al Dipartimento Servizi Sociali di predisporre il bando per l’affidamento per 7 mesi della struttura nata all’interno degli ex Magazzini generali. Le somme saranno previste nel bilancio di previsione che in questo momento l’amministrazione sta rivedendo, dunque ci vorrà ancora almeno qualche settimana, il Dipartimento Servizi Sociali ha già abbozzato uno schema di bando, quindi adesso dovrebbe essere solo questione di tempo. Di pari passo dovrà camminare anche la messa in sicurezza dei locali per ottenere l’idoneità, quindi probabilmente la struttura dovrà comunque chiudere ma se ci saranno le risorse sarà possibile continuare a garantire un tetto e un letto ai clochard che così possono davvero avere una casa.

La somma che il Comune di Messina dovrebbe versare mensilmente per garantire l’accoglienza di circa 30 persone a notte ammonta a 7.800,00 euro. Con queste risorse (ma anche senza, come abbiamo visto), la Cooperativa assicura i seguenti servizi a favore delle persone senza fissa dimora: unità di strada per far sapere ai senzatetto che c’è la possibilità di dormire nella struttura; servizio doccia, compresa la fornitura del necessario per l’igiene personale; fornitura di materiale igienico; apertura e gestione dei locali tutti i giorni dalle ore 20 alle ore 8, con un presidio fisso di almeno due unità di personale; distribuzione vestiario; servizio lavanderia; servizio pulizia giornaliera dei locali; servizio di ascolto e sostegno; copertura assicurativa per gli ospiti e per gli operatori.

Francesca Stornante

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6 commenti

  1. ma ci voleva il grido di Padre Pati per far smuovere l’Amministrazione degli Ultimi? erano troppo impegnati a Salvarelecolline per occuparsi del feticcio del loro Profeta? Padre Pati mi rivolgo direttamente a Lei, non può scrivere una lettera anche per le Mense Scolastiche ….. non si sa mai, si accorgessero del problema almeno per l’anno prossimo
    PS: nell’era dei Nuovi Stili di Vita non c’è più bisogno di approvare il Bilancio per pubblicare Bandi Pubblici?

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  2. ma ci voleva il grido di Padre Pati per far smuovere l’Amministrazione degli Ultimi? erano troppo impegnati a Salvarelecolline per occuparsi del feticcio del loro Profeta? Padre Pati mi rivolgo direttamente a Lei, non può scrivere una lettera anche per le Mense Scolastiche ….. non si sa mai, si accorgessero del problema almeno per l’anno prossimo
    PS: nell’era dei Nuovi Stili di Vita non c’è più bisogno di approvare il Bilancio per pubblicare Bandi Pubblici?

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  3. Avrebbe dovuto versarli direttamente il sindaco a mio parere, donando le somme necessarie alla cooperativa.
    Non credo ci siano impedimenti burocratici in questo senso.
    Meglio sarebbe stato se a farlo fosse stato l’intero consiglio comunale autotassandosi.

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  4. Avrebbe dovuto versarli direttamente il sindaco a mio parere, donando le somme necessarie alla cooperativa.
    Non credo ci siano impedimenti burocratici in questo senso.
    Meglio sarebbe stato se a farlo fosse stato l’intero consiglio comunale autotassandosi.

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  5. Hombre de barro 6 Aprile 2017 07:39

    Quale miglior occasione x il “paladino degli indifesi” per versare quella fantomatica parte di stipendio che aveva promesso di devolvere in beneficenza?
    …40 anni di lotta ma anche a lui piace la pagnotta!

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  6. Hombre de barro 6 Aprile 2017 07:39

    Quale miglior occasione x il “paladino degli indifesi” per versare quella fantomatica parte di stipendio che aveva promesso di devolvere in beneficenza?
    …40 anni di lotta ma anche a lui piace la pagnotta!

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