Le novità al processo d'appello Dinamite sul traffico di cocaina dalle case-fortino di Giostra
MESSINA – Al processo Dinamite sul traffico di droga tra Messina e Calabria la maggior parte degli imputati invoca il concordato. La maggior parte delle persone condannate per traffico e spaccio di cocaina, che sta affrontando il secondo grado di giudizio, vuole cioè patteggiare la pena con l’Accusa.
Il processo d’appello sul traffico di cocaina
Soltanto una parte degli spacciatori, implicati nel processo dopo la scoperta dei carabinieri di una vera e propria organizzazione commerciale attiva h24, hanno scartato l’opzione del concordato e si sottoporranno al confronto accusa-difese in attesa della pronuncia della Corte d’assise d’appello. La sentenza arriverà dopo metà luglio prossimo, se sarà rispettato il calendario d’udienza, fissato con le medesime date per entrambi i tronconi processuali.
L’Accusa: tutti colpevoli
L’Accusa intanto ha sollecitato il riconoscimento di responsabilità di tutti gli imputati. Dopo aver ripercorso le indagini dell’Arma e l’esito del processo di primo grado, l’Accusa ha ribadito che i reati sono provati dalle intercettazioni telefoniche e trovano conferma indiretta, anche, nell’alto numero delle richieste di concordato avanzate.
L’operazione Dinamite e le case fortino a Giostra
Sul tavolo dei giudici d’appello c’è la sentenza emessa dalla giudice Claudia Misale nell’aprile 2025 alla fine del processo abbreviato. Il processo racconta i fitti rapporti tra il gruppo di Giostra, guidato dai Milanese, e i grossi fornitori calabresi, in particolare della Locride. Il traffico dei messinesi, portato avanti con operai a libro paga e con forniture dai grossi trafficanti calabresi, aveva come base le case fortino del quartiere Giostra.
