2 messinesi su 3 non pagano la Tari, pronti 30mila avvisi - Tempo Stretto

2 messinesi su 3 non pagano la Tari, pronti 30mila avvisi

Marco Ipsale

2 messinesi su 3 non pagano la Tari, pronti 30mila avvisi

martedì 03 Dicembre 2019 - 13:39
2 messinesi su 3 non pagano la Tari, pronti 30mila avvisi

Dai controlli incrociati vengono fuori 29mila 472 utenti fantasma

MESSINA – Più del 65 % dei messinesi non paga, in parte o del tutto, la Tari. E’ quanto emerso dal report stilato dal Comune di Messina ed è il motivo principale per cui la tariffa è così alta. Una percentuale suddivisa in due categorie: circa il 32 % sono utenti fantasma, cioè mai inseriti nella banca dati, il cui valore di evasione è di 14 milioni 478mila euro l’anno (in sei anni, crediti esigibili e non prescritti, si arriva alla somma record di 86 milioni 869mila euro, ai quali aggiungere 22,5 milioni di interessi); più o meno altrettanti sono censiti ma non pagano.

SI PAGA DI PIU’ PER COPRIRE I COSTI DI CHI NON PAGA

Alcuni dati. Tra le trenta città italiane più popolate, Messina è al 18esimo posto, quindi nella media nazionale, per il costo per ogni abitante, 193 euro. Ma in realtà si paga di più. Perché? Appunto perché bisogna coprire i costi anche di chi non paga. Così, in media, una famiglia di tre persone, in una casa di 100 metri quadri, paga 402 euro, rispetto ad una media nazionale di 295 euro. Esempi virtuosi a Belluno (148 euro), Trento (183 euro), Verona (193 euro), ma anche a Santa Teresa Riva (165 euro). E si paga meno pure a Palermo (306 euro) e Reggio Calabria (311 euro).

DE LUCA: “E POI SI PRETENDE LA CITTA’ PULITA…”

“E poi si pretende che la città sia pulita – dice il sindaco Cateno De Luca -. Negli scorsi anni si è fatto troppo poco per recuperare le somme non versate. Paradossalmente chi è censito e non paga fa un danno ancora maggiore rispetto agli utenti fantasma perché si crea un problema di contabilità. Ogni euro evaso è un euro di spesa corrente bloccata, il Comune deve mettere da parte quella somma. Il fondo crediti di dubbia esigibilità ammonta a 130 milioni, metà dei quali rappresentati proprio dalla Tari”.

GLI EVASORI DI PROFESSIONE

E, tra chi non paga, solo il 10 o il 15 % lo fa perché non ha soldi. “Gli altri non pagano con la speranza della prescrizione – prosegue il sindaco -. Dalle verifiche a campione, è emerso che ci sono utenze commerciali che non pagano nessuna tassa comunale, evadendo fino a 200mila euro l’anno. Per chi ha difficoltà economiche, invece, stiamo elaborando un quesito da sottoporre alla Corte dei Conti. Vorremmo avviare delle borse lavoro, pagando i salari al 50 % e fare la metà restante valida per il baratto sui servizi comunali”.

I PRIMI 30MILA AVVISI

Cosa farà il Comune per ridurre drasticamente l’evasione? Entro lunedì 9 dicembre verranno inviati la “bellezza” di 29mila 472 avvisi a cittadini che mancano all’appello e dovranno rispondere entro trenta giorni, chiarendo chi è il detentore dell’immobile (proprietario o inquilino o altro). 13mila 382 sono utenze sfuggite a controllo che non si sono mai presentate a dichiararsi e non ricevono le bollette; 9mila 176 sono immobili di persone che non risiedono lì; 6914 sono utenze commerciali che non pagano, praticamente la metà del totale delle attività. Se entro trenta giorni non risponderanno, ci sarà una sanzione che va dai 100 ai 500 euro, più probabile l’importo massimo, come annunciato dal sindaco De Luca. Poi verrà imputato loro l’importo medio di circa 400 euro l’anno per una famiglia di tre persone.

CONTROLLI INCROCIATI e SANZIONI

All’esperto comunale per le politiche informatiche, Roberto Cicala, il compito di spiegare gli aspetti tecnici: “Tutti i residenti devono avere una bolletta Tari, se non ce l’hanno vuol dire che c’è un’anomalia. L’attuale sistema innovativo sui tributi permette di fare controlli incrociati con Enel, Amam, Agenzia delle Entrate, Camera di Commercio, Catasto ed altro ancora. I cittadini dovranno rispondere all’avviso, che bloccherà la prescrizione degli anni dal 2013 ad oggi, indicare da quando detengono l’immobile e pagare gli arretrati da quel momento, più la sanzione, pari al 100 % dell’evaso ma ridotta ad un terzo se si paga entro 60 giorni, più gli interessi”.

QUELLI SCOPERTI CON LA CONSEGNA DEI KIT PER LA DIFFERENZIATA

2.740 utenti domestici e 1.740 commerciali sono già venuti fuori con la consegna dei kit per la raccolta differenziata ed è chiaro che altri ancora verranno scoperti in questo modo. C’è stato anche chi ha tentato di non farseli consegnare proprio per non farsi censire. Ma già da adesso in quelle zone, e in futuro in tutta la città, i cassonetti non ci saranno più. Dove getterà i rifiuti chi continuerà a sfuggire ai controlli? “Già in 1700 hanno scelto la strada della regolarizzazione – dice il dirigente del dipartimento tributi, Antonino Cama – e di recente si presenta sempre più gente in ufficio. Per questo sono stati anche rimodulati gli orari, con più aperture pomeridiane”.

LA RACCOLTA DIFFERENZIATA

Torniamo ai dati. Messina è ancora dietro per la raccolta differenziata (14,23 % al 31 dicembre 2018), peggio ci sono solo Palermo (13,83 %) e Catania (8,70 %). La media nazionale è del 44 %. Nel 2019, la percentuale dovrebbe essere salita fino al 25 % e Messina avrebbe raggiunto i livelli di Foggia e Taranto.

IL COSTO PER TRASPORTO E SMALTIMENTO

L’ultimo dato, non per importanza: Messina è la città col costo più alto per il trasporto e lo smaltimento, 58 euro per abitante, su una media nazionale di 43 euro. A Perugia è di 9 euro, a Parma 18, a Reggio Emilia 24, a Brescia 25, per rendere l’idea. Il motivo è chiaro: Messina scarica a Lentini, a 125 km di distanza, che diventano 250 andata e ritorno. “Lo sforzo – dice il presidente di Messina Servizi, Giuseppe Lombardo – è quello di realizzare impianti di compostaggio e di trattamento biologico a Messina, per abbattere questi costi. Ecco perché è importante, in tal senso, il via libera all’impianto di Pace, che potrebbe essere pronto entro i prossimi tre anni”.

(Marco Ipsale)

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3 commenti

  1. Una mano potrebbe arrivare da alcune norme della manovra, se il comune ha accesso all’anagrafe tributaria. De Luca potrebbe rifarsi direttamente sui conti dei morosi accertati e farebbe benissimo.

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  2. Mi auguro per tutti Voi che queste non siano solo speranze, come per tante altre iniziative per la città di Messina. Buon lavoro e in bocca al lupo!!!!!

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  3. Pasquale Messina 3 Dicembre 2019 15:07

    Mi chiedo: ma quelli che abbiamo sempre pagato non dovremmo essere risarciti?

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