E commerce food a New York? Meglio Mirto

E commerce food a New York? Meglio Mirto

Alessandra Serio

E commerce food a New York? Meglio Mirto

venerdì 26 Giugno 2026 - 10:00

Parola dei fratelli Librizzi che hanno scommesso sul loro centro d'origine per lanciare la loro strart up di e commerce e ora scalano i mercati europei

Da un luogo che custodisce la tradizione, innovazione e voglia di riscatto guardano avanti. Così Giacomo, Antonio e Sergio Librizzi raccontano Sicily Addict, start up di commerce di enogastronomia siciliana. I giovanissimi imprenditori nebroidei hanno lanciato il loro progetto da Mirto, piccolo centro collinare del messinese affacciato sul Tirreno. E’ da qui che guardano lontano, è qui che vogliono rimanere, anche se il loro “business” viaggia per il mondo. “Pensare che il progetto era stato studiato per New York”, racconta Giacomo, il più grande dei fratelli che, partiti da un laboratorio di poco più 50 metri quadri si ritrovano oggi a gestire due stabilimenti di oltre mille metri quadri.

Una scommessa vinta e un’altra aperta

Loro ci credono ed è per questo che, a 100 mila clienti acquisiti – 35mila dei quali fidelizzati – hanno aperto agli investitori. Ottenendo, in poche ore, un altro brillante risultato. A 48 ore dall’apertura del crowdfunding, la raccolta sulla piattaforma Mamacrowd è arrivata a 344 mila euro con 66 investitori e punta ai 700 mila euro. Le risorse raccolte serviranno a finanziare lo sviluppo dell’azienda in Europa, dove il mercato dei prodotti regionali d’eccellenza è in crescita. L’azienda ha già avviato le prime spedizioni pilota in Germania – mercato cruciale per l’agroalimentare italiano – garantendo le consegne ai clienti privati entro 24 ore mantenendo la catena del freddo a -18 gradi.

Da start up ad azienda sui mercati internazionali

Sicily Addict è nata nel 2021 ed oggi conta oltre 2 milioni di euro di fatturato. Sul portale chiunque può acquistare i migliori prodotti della pasticceria e gastronomia siciliana e vederseli consegnare intatti in qualunque centro d’Italia e ora anche all’estero. Giovane ma solida, l’azienda tra il 2022 e il 2023 ha guadagnato oltre 500 mila euro di smart money provenienti da manager e advisor di primo piano nei settori alimentare, finanziario e strategico. Tra questi, Emanuele Preve di Riso Gallo, Filippo Simioni di Barilla, Francesco Fiorese di Simon-Kucher e la holding Giuffrè Group del gruppo Irritec.

Parola d’ordine valorizzare il territorio

“Costruire un’azienda di questo tipo in un piccolo paese siciliano è stata per noi una scelta. Lavoriamo con materie prime del territorio, operiamo a Mirto e stiamo dimostrando che un modello scalabile può nascere anche lontano dalle grandi città”, racconta Giacomo Librizzi. “Con questa campagna vogliamo accelerare il passaggio successivo, ovvero trasformare Sicily Addict in uno dei principali punti di riferimento europei per il food artigianale italiano”.

Dai Nebrodi con amore

E’ da Mirto, quindi, che i fratelli Librizzi vogliono continuare ad espandersi. La startup punta all’internazionalizzazione, attraverso la costituzione di una società satellite destinata alla logistica oltre Alpi. A guidare questa fase sarà Attilio Boni, manager che per 25 anni ha contribuito all’espansione internazionale del Gruppo Bolton, proprietario del marchio Rio Mare. A settembre 2026 arriverà invece Librizzi Gourmet, una nuova linea premium dedicata ai grandi lievitati e alla cioccolateria di alta pasticceria, con un occhio ai nuovi mercati del benessere, bio e free. Il progetto vedrà il coinvolgimento operativo di Mirko Iannarelli, tra i maggiori esperti italiani nel settore. E non mancherà l’apporto dell’intelligenza artificiale, che gestirà la nuova piattaforma attraverso la quale gestire marketing e controllo qualità della produzione.

Welkome to New York

A Mirto oggi vivono circa 850 persone, in passato gravitanti per lo più intorno all’estrazione del marmo dalla cava locale. Oggi il centro fa i conti con le difficoltà endemiche a tutto il territorio: lo spopolamento e la carenza di infrastrutture logistiche, con le strade interne sempre più dissestate. Ostacoli puntualmente invocati dagli operatori economici della zona. Ma che non hanno spaventato i tre giovani, provenienti da una famiglia operante nella grande distribuzione che, quando sono stati pronti a spiccare il volo, hanno deciso invece di tornare a casa e investire nel loro territorio. Un coraggio che li ha premiati. E New York? “Adesso ci andiamo ugualmente – conclude Giacomo, ma con un brand riconosciuto e un progetto imprenditoriale che ci ha permesso di dimostrare che anche sui Nebrodi si può nascere un’azienda capace di competere sui mercati internazionali”.

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