Si potrà completare il sistema fognario della fascia tirrenica, con un investimento da oltre 60 milioni di euro
MESSINA – Un iter lunghissimo, iniziato addirittura negli anni ’90 e segnato dal finanziamento avvenuto con delibera Cipess del 2012. Ma anche da quel momento sono dovuti trascorrere addirittura altri quattordici anni prima di arrivare alla firma del contratto, che è avvenuta due giorni fa. I lavori saranno realizzati da un raggruppamento temporaneo di imprese guidato dal Consorzio Stabile Energos insieme a Gemis S.r.l., Consorzio Stabile Italia S.C. a r.l. e Sicil Tecno Plus S.r.l..
Il depuratore di Tono è un tassello fondamentale per la messa a norma del sistema di collettamento e depurazione delle acque reflue dell’area nord e consentirà a Messina di superare le criticità che hanno determinato l’apertura di procedure d’infrazione europee.
Basile: “Obiettivo terminare in trenta mesi”
«Le prime carte progettuali risalgono agli anni ’90, ma solo nel 2026 l’opera vede finalmente la luce», ha detto il sindaco Federico Basile. «Dal 2022, con l’arrivo del commissario Fatuzzo, abbiamo impresso un’accelerazione decisiva. Si tratta di un investimento da oltre 60 milioni di euro, secondo in Italia solo a quello di Napoli, che servirà oltre 57mila utenze in una zona della città che ne aveva estrema necessità, da Ganzirri ad Acqualadrone. L’impianto non sarà invasivo e, come confermato dal commissario Fatuzzo, in trenta mesi l’opera sarà terminata. Speriamo di poterla inaugurare insieme».
Fatuzzo: “Inizio lavori entro un mese”
Un’opera da 89 milioni e mezzo, di cui 66milioni 270mila per lavori e oneri di sicurezza mentre i restatni 23 milioni 229mila euro di somme a disposizione per far fronte alle necessità progettuali.
«Il sindaco ci ha fornito un grande aiuto, occupandosi degli espropri e supportandoci costantemente», ha sottolineato il commissario straordinario unico per la Depurazione, Fabio Fatuzzo. «È l’intervento più importante in Sicilia: la base d’asta era di 89 milioni ma c’è un ribasso del 25 %, lasciando disponibili ulteriori somme. Parlerò col Ministero per verificare se le economie di gara possano essere utilizzate per ampliare l’intervento su altri punti della costa tirrenica. Non lavoriamo solo per il turismo, ma per garantire un ambiente migliore anche ai residenti». Il cronoprogramma prevede l’inizio dei lavori entro fine luglio, con una durata complessiva di trenta mesi, di cui due anni per la costruzione delle opere civili e completamento funzionale di impianti e dotazioni. La seconda fase, della durata di 6 mesi, sarà concentrata sull’avvio dell’impianto, sulla fase di messa in esercizio e sulla gestione della conduzione sperimentale.
Il punto tecnico dell’ingegner Iannazzo
Il responsabile unico del progetto, l’ingegner Giuseppe Iannazzo, ha illustrato i dettagli tecnici dell’opera: «L’intervento è concepito per completare il quadro fognario-depurativo della città. Oggi il Comune dispone di due grandi depuratori, Mili e San Saba, oltre a micro-impianti nei villaggi collinari, ma manca la fascia tirrenica da Ganzirri ad Acqualadrone, dove l’attuale mini impianto sarà dismesso. Dopo un iter travagliato, iniziato con il commissariamento nel 2016 e proseguito con l’ottenimento del Paur (Provvedimento autorizzatorio unico regionale, ndr) nel 2022 e l’approvazione del progetto nel 2024, siamo arrivati alla firma del contratto per un importo di 50 milioni e 500mila euro».
«L’intervento prevede la realizzazione di 33 chilometri di fognatura e 16 impianti di sollevamento. In particolare, il sollevamento Saline verrà demolito e ricostruito sottoterra, mentre l’area tra la Strada Statale 113 dir e il mare, inclusa Mortelle, sarà dotata di una moderna rete fognaria dinamica, obbligando i privati a dismettere le vecchie fosse biologiche. Il progetto pone grande attenzione anche all’impatto ambientale: «Il trattamento odorigeno è previsto nell’impianto di depurazione, in quello di Saline e a Tono. Anche se la struttura è chiusa e non vi sono parti a vista, l’impresa ha predisposto un apposito comparto di deodorizzazione per garantire la massima vivibilità della zona», ha concluso Iannazzo.
Le opere di collettamento e l’assetto del sistema Tono
L’articolazione del sistema Tono si sviluppa attraverso una rete di infrastrutture capillari finalizzate a convogliare i reflui verso il nuovo impianto di depurazione, integrando diverse aree del territorio. Il piano prevede il collettamento dei liquami provenienti dal bacino dell’area costiera tirrenica occidentale, che include Acqualadroni, Mezzacampa e Spartà, insieme a quello del bacino dell’area ionica, comprendente Saline, Curcuraci e Faro Superiore, e della zona costiera di Case Bianche. A questi si aggiunge un ulteriore sistema di canalizzazione dedicato al bacino dei villaggi collinari, cioè Castanea, Massa San Giorgio, Massa San Nicola, Massa San Giovanni e Massa Santa Lucia.
Questa rete di collettamento si estenderà per 33 chilometri e sarà supportata da opere ingegneristiche complesse, tra cui una galleria di collegamento realizzata mediante la tecnica del microtunneling per connettere i centri abitati e le aree costiere al piano di salvaguardia ambientale. Il fulcro del sistema sarà il nuovo impianto di depurazione da 57.000 abitanti equivalenti, affiancato da un nodo idraulico dotato di sollevamento e da un avanzato sistema di recupero idroelettrico: grazie all’installazione di due turbine, quest’ultimo permetterà una produzione energetica stimata di 990 MWh all’anno, completando l’opera insieme alla condotta di scarico sottomarina per la gestione dei flussi trattati.


Diciamo 5 anni forse è più veritiero.