ll Pil calabrese cresce dell'1,1%, meglio del Mezzogiorno e dell'Italia. Presenze turistiche in aumento, aeroporti oltre i 4 milioni di passeggeri
L’economia calabrese ha registrato nel 2025 una crescita moderata ma superiore alla media nazionale e del Mezzogiorno. Secondo l’indicatore ITER della Banca d’Italia, il Pil regionale è aumentato dell’1,1 per cento, confermando un trend positivo che tuttavia convive con fragilità strutturali di lungo periodo. Le prospettive per il 2026 restano incerte, condizionate dagli effetti del conflitto in Medio Oriente, che ha già intaccato la fiducia di famiglie e imprese.
Industria e costruzioni: segnali positivi, ma le imprese restano piccole
Nel comparto industriale le vendite sono cresciute in misura contenuta, mentre gli investimenti si sono mantenuti sui livelli del 2024, sostenuti dagli incentivi fiscali legati alla Zona economica speciale per il Mezzogiorno (ZES unica). L’export ha continuato ad espandersi per il quinto anno consecutivo, superando per la prima volta il miliardo di euro, anche se la sua incidenza sul Pil regionale rimane tra le più basse d’Italia.
Segnali incoraggianti anche dalle costruzioni, trainate dall’avanzamento dei lavori pubblici connessi al PNRR. Le compravendite di abitazioni sono tornate a crescere e i prezzi hanno continuato a salire, in linea con la tendenza degli ultimi anni.
Nonostante questi progressi, il tessuto produttivo calabrese mantiene una struttura frammentata, con imprese di piccola dimensione, bassa capacità innovativa e un’intensità brevettuale tra le più ridotte del Paese.
Turismo in Calabria 2025: stranieri protagonisti, aeroporti a quota 4 milioni
Il settore che ha mostrato la dinamica più vivace è quello turistico. Le presenze turistiche in Calabria sono cresciute sensibilmente nel 2025. Gli aeroporti regionali hanno superato i 4 milioni di passeggeri, grazie all’aumento dei voli internazionali, ancora concentrati nella stagione estiva.
Tuttavia, il comparto conserva margini di miglioramento significativi. L’intensità turistica – misurata in rapporto alla popolazione residente – rimane inferiore alla media nazionale, la stagionalità è ancora molto marcata e la presenza di strutture di fascia alta è più contenuta rispetto ad altre regioni. La dotazione di posti letto relativamente più ampia in rapporto agli abitanti si associa a un più basso grado di utilizzo delle strutture alberghiere, che si allinea ai valori nazionali solo nei mesi di luglio e agosto. La quota di affitti brevi è inferiore alla media italiana, nonostante l’ampia disponibilità di abitazioni non occupate o usate da non residenti.
Porto di Gioia Tauro: nuovo record storico nel transhipment
Il porto di Gioia Tauro ha raggiunto un nuovo picco storico nel traffico di container, confermandosi uno dei principali hub europei nel settore del transhipment. Il dato rappresenta un segnale positivo per l’intera economia regionale, anche se l’impatto sul tessuto produttivo locale resta limitato per la natura stessa dell’attività portuale, orientata principalmente alla movimentazione di merci in transito.
Mercato del lavoro: Calabria batte il Sud, ma i salari restano bassi
Sul fronte occupazionale la Calabria ha fatto meglio sia del Mezzogiorno sia della media nazionale. L’occupazione in Calabria nel 2025 è cresciuta con maggiore intensità rispetto alle altre aree del Paese, con un aumento sia dei lavoratori dipendenti sia – in misura più marcata – degli autonomi.
La crescita dell’occupazione si è accompagnata a una riduzione delle persone in cerca di lavoro, anche se la quota di inattivi resta elevata nel confronto nazionale. Il nodo irrisolto rimane quello salariale: la dinamica delle retribuzioni di lungo periodo è meno favorevole rispetto al resto d’Italia, e la perdita di potere d’acquisto accumulata nel biennio 2022-23 non è stata ancora pienamente recuperata.
Credito e finanze: prestiti in crescita, sportelli in calo
La dinamica del credito al settore privato si è rafforzata nel 2025, con una ripresa dei mutui per la casa e un incremento dei prestiti alle imprese di medie e grandi dimensioni. Il costo dei finanziamenti alle aziende è diminuito, mentre per le famiglie è rimasto pressoché stabile. Il tasso di deterioramento del credito per le imprese si è ridotto, avvicinandosi alla media nazionale.
Sul versante della finanza pubblica locale, la Regione Calabria ha conseguito il pieno rientro dal disavanzo, un risultato rilevante. Più critica rimane invece la situazione di Province e Comuni, in ritardo rispetto alla media degli enti locali nazionali, anche sul fronte della digitalizzazione dei servizi online.
Le sfide del 2026
Il quadro complessivo restituisce un’economia in lenta ma costante trasformazione, con segnali positivi su più fronti. Le incognite per il prossimo anno riguardano soprattutto l’impatto del contesto geopolitico internazionale sulla domanda e sulla fiducia degli operatori economici. Restano aperte le questioni strutturali di sempre: la piccola dimensione delle imprese, la bassa propensione all’innovazione, il divario salariale e la dipendenza dal settore pubblico.
Fonte: elaborazioni su dati Banca d’Italia, indicatore ITER 2025
Articolo scritto con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale verificato dalla redazione.

