Prefettura sospende il sindaco Miliadò, ai domiciliari. Congelate anche le cariche dei due consiglieri indagati
Messina – Poche ore dopo gli arresti domiciliari del sindaco Bruno Miliadò si muove anche la Prefettura di Messina. Palazzo del Governo ha congelato la fascia del primo cittadino coinvolto nell’indagine sulle false residenze, come da previsione dell’articolo 11 della legge 235/2012. La Prefetta Cosima Di Stani ha sospeso dalla carica anche i consiglieri comunali coinvolti, Emanuele Di Cara – andato ai domiciliari – e Joseph Bondì – al divieto di dimora.
Cambi di residenza sospetti
L’inchiesta dei Carabinieri ha verificato una novantina di cambi di residenza a ridosso del termine ultimo perché i neo cittadini potessero votare alle comunali del 2024. Miliadò fu rieletto con 30 voti di scambio sulla concorrente Melina Gentile. Oltre una cinquantina di quelle residenze erano però fittizie, secondo gli investigatori. Gli accertamenti hanno riguardato anche l’operato dei tre agenti di polizia municipale, verificando che sono stati espletati dai due oggi ai domiciliari i controlli sulla regolarità dei cambi di residenza.
Qualcuno ha parlato
I provvedimenti penali sono stati disposti dal giudice per le indagini preliminari di Messina dopo l‘interrogatorio di garanzia di tutti e cinque i “sospettati”, tra i complessivi oltre 60 indagati. Al confronto, il primo cittadino e l’agente Carmela Bartolone non hanno risposto, mentre i due consiglieri comunali e i vigili urbani Orazio Maccarone e Carmelo La Rocca hanno chiarito la loro posizione, respingendo le accuse. Adesso i difensori, gli avvocati Tommaso Autru Ryolo, Bonaventura Candido, Fabio Di Cara, Francesco Gazzara, Corrado Rizzo, Massimo Brigandì e Renzo Briguglio.
