Con le nuove fattezze di volto e mani, rimarrà in questo periodo alla venerazione dei fedeli a Messina
MESSINA – Con le nuove fattezze di volto e mani, rimarrà alla venerazione dei fedeli a Messina fino al 31 maggio. Alla Basilica di Sant’Antonio si rende omaggio al corpo di Sant’Annibale Maria di Francia, aprendo le celebrazioni per il centenario dela morte. E l’1 giugno l’urna verrà definitivamente trasferita nella Cripta restaurata. Il tutto dopo i recenti lavori di conservazione e trattamento realizzati in Veneto con le nuove fattezze del volto e delle mani del santo ricostruite in silicone platinico.

Si legge in una nota: “Con il completamento della ricognizione canonica del corpo di Sant’Annibale Maria di Francia, avvenuto presso la Basilica Sant’Antonio di Messina, si sono aperte ufficialmente le celebrazioni per il Centenario della morte del Santo messinese. Un procedimento, quello della ricognizione delle spoglie del Canonico Annibale Maria, suddiviso in varie fasi rispettando il protocollo rigoroso regolato dal diritto canonico”.
L’avvio delle celebrazioni il 2 maggio nel segno di Sant’Annibale
Erano presenti all’avvio delle celebrazioni, il 2 maggio, l’arcivescovo di Messina, monsignor Giovanni Accolla, il Superiore generale dei Padri Rogazionisti, Bruno Rampazzo, il vescovo ausiliare monsignor Cesare Di Pietro, la madre Superiora delle Figlie del Divino Zelo Suor Maria Edi Milanez, padre Giorgio Nalin superiore dei Padri Rogazionisti di Messina e direttore generale dell’Istituto antoniano, padre Mario Magro rettore della Basilica antoniana, il postulatore delle cause di canonizzazione dei Rogazionisti a Messina, padre Agostino Zamperini.
La giornata del 2 maggio ha avuto inizio con la trasposizione, nella nuova urna, del corpo restaurato di Annibale Maria di Francia. Nel pomeriggio le celebrazioni hanno raggiunto l’apice con l’ingresso, nella Basilica antoniana, dell’urna del Santo sorretta da religiosi, fedeli e dai volontari del santuario e della mensa del povero.
L’evento è stato aperto dai saluti del rettore Mario Magro che ha sottolineato il significato dell’evento per l’intera comunità religiosa e civile in proiezione della festa di S. Annibale, il 16 maggio prossimo. “Non presentiamo ai fedeli” ha detto il rettore “un reliquiario freddo ma il volto luminoso di un padre che continua ad intercedere per i fedeli e la città di Messina”.
Dopo ha preso la parola l’esperto tecnico Lineo Tabarin che si è occupato, per quattro mesi, del trattamento conservativo del corpo del Santo messinese ed ha spiegato la tipologia di intervento eseguito sul volto e alle mani.
L’intervento sul corpo di Sant’Annibale
“Il corpo di Sant’Annibale non ha richiesto particolari interventi conservativi” ha detto il tecnico “poiché è risultato ben conservato. Il lavoro di consolidamento invece ha previsto per il volto la scansione in 3D. Una serie di immagini tridimensionali che ci hanno restituito il volto originale del santo da morto. Ci siamo avvalsi anche dell’utilizzo delle fotografie che per mezzo della tecnologia avanzata hanno reso possibile una ricostruzione molto reale del volto. Per il rifacimento delle mani invece abbiamo preso a modello le mani vere di un sacerdote rogazionista che si è reso disponibile. I capelli sono stati inseriti uno alla volta e lo stesso per le sopracciglia e le ciglia. Abbiamo ottenuto un volto sereno del Santo con una fattezza più vicina alla fisionomia umana”.
A prendere la parola anche la madre superiora delle Figlie del Divino Zelo, suor Maria Edi, che ha espresso gratitudine ringraziando tutti coloro che si sono attivati per la ricognizione. “Messina” ha affermato “la sua città lo accoglie ancora una volta come figlio e come padre. Questo evento rappresenta un’occasione di rinnovamento per tutti. Padre Annibale ci insegna che la santità non è un’idea così lontana ma è possibile per tutti attraverso gesti quotidiani e la preghiera”.
Il generale dei Rogazionisti, Rampazzo, ha sottolineato invece come gli interventi al corpo e il restauro della cripta sono stati decisi in occasione del centenario del ritorno di padre Annibale alla casa del Signore avvenuto l’1 giugno 1927.
“Nelle reliquie” ha osservato “riconosciamo i segni che orientano lo sguardo verso la Resurrezione. Questo corpo è un’icona vivente del vangelo, sono piedi che camminano, infatti abbiamo messo le scarpe, mani che agiscono e si muovono. Ringraziamo il Signore che ci ha dato questo grande uomo e santo di Messina, per noi motivo di orgoglio perché conosciuto in tutto il mondo”.
La messa solenne è stata presieduta dal vescovo ausiliare Cesare Di Pietro che ha parlato di “un giorno di immensa letizia per la città e la chiesa messinese”.
“Le spoglie ricomposte del nostro sacerdote santo” ha detto durante l’omelia “rappresentano un punto di riferimento fondamentale per le speranze e il futuro della nostra comunità”.
La giornata dell’ostensione si è conclusa con l’apposizione della ceralacca che ha sigillato in modo definitivo l’urna a cui si sono immediatamente accostati i fedeli in adorazione e preghiera.
