Formazione: sentenza che condanna la Regione è un precedente importante - Tempo Stretto - Ultime notizie da Messina e Reggio Calabria

Formazione: sentenza che condanna la Regione è un precedente importante

Rosaria Brancato

Formazione: sentenza che condanna la Regione è un precedente importante

domenica 06 Ottobre 2019 - 08:04
Formazione: sentenza che condanna la Regione è un precedente importante

Messina- Ci sono le somme nel Fondo di garanzia nonchè i diritti degli ex lavoratori

La sentenza del giudice del lavoro Laura Romeo con la quale il tribunale di Messina, ha condannato la Regione al pagamento di una serie di spettanze dovute ad un ex lavoratore dell’Ial è un precedente di grande importanza nel settore della Formazione.

Regione condannata

E’ la prima volta che un Tribunale si pronuncia in tal senso (sono numerosi i casi ancora in discussione nei diversi Palazzi di Giustizia dell’isola) e nel condannare l’assessorato regionale alla formazione al pagamento di fatto mette un punto fermo non solo su un diritto acquisito ma anche sull’effettivo ruolo che la Regione ha avuto in quel settore.

Il ricorso

A presentare il ricorso è stato lo studio legale Giuseppa Marabello & associati, che ha assistito un lavoratore ex Ial Sicilia che lamentava il mancato pagamento delle spettanze dovute dalla Regione a titolo di quota integrativa per le annualità 2011/2012/2013/2014 del fondo di garanzia appositamente istituito a tutela dei dipendenti ed espressamente riconosciuto dalla normativa regionale.

Sia la legge regionale 10 del 2011 che le circolari successive autorizzavano la Regione, attraverso l’assessorato alla formazione ad attivare gli interventi sul Fondo di Garanzia per i lavoratori della formazione istituito nel 2003 e destinato a misure di sostegno al reddito.

Cosa è il Fondo di garanzia

Il fondo di garanzia prevede da parte della Regione misure complementari di modo che, in caso di cassa integrazione (o misure analoghe), si arrivasse a coprire il trattamento spettante al lavoratore. L’Inps eroga somme fino all’80% ed alla Regione spettava il pagamento del restante 20%.

Con provvedimento dell’assessorato regionale infatti si prendeva atto che dal 2011 i lavoratori dell’Ial Sicilia in cassa integrazione erano 582 autorizzando anche il pagamento della forma di sostegno al reddito ed elencando i destinatari.

Regione senza soldi?

Nel provvedimento però si subordinava il pagamento delle spettanze alla disponibilità dei fondi. Successivamente la Regione giustificava la mancata erogazione alla mancanza di fondi.

Il diritto dei lavoratori

Nel corso del contenzioso in tribunale  l’avvocato Marabello, ha documentato come la Regione, attraverso 3 provvedimenti (nel 2013, nel 2014 e nel 2015) abbia espressamente riconosciuto ai lavoratori ex Ial Sicilia il diritto a ricevere le somme dovute a titolo di integrazione salariale per gli anni indicati.

…ma i soldi ci sono: 5 mln

Ha inoltre documentato come nel Fondo di Garanzia vi fossero ( e ci sono tutt’ora) giacenze per gli anni dal 2011 al 2014 per quasi 5 milioni di euro.

Esistono quindi sia il riconoscimento del diritto alle spettanze da parte della Regione che le risorse disponibili. Ed è proprio su questo doppio assunto che il giudice Romeo ha dato ragione al lavoratore ed ha condannato la Regione al pagamento delle spettanze.

Famiglie sul lastrico

Resta la perplessità sul perché, a fronte della drammatica situazione del settore della Formazione in Sicilia, che ha portato, dopo anni di sprechi e di mancata vigilanza, migliaia di famiglie sul lastrico, a pagare siano i lavoratori.

La presenza di somme sul Fondo di garanzia, relativamente agli anni più duri per gli operatori (nessuno dimentica che c’è chi si è tolto la vita per la disperazione) e la contestuale mancata erogazione di quelle somme (peraltro a titolo di integrazione, quindi pari al 20%), lasciano interdetti.

Sentenza storica

Più che probabile che siano tantissimi i lavoratori nella stessa posizione dell’ex dipendente Ial Sicilia e che danni, rimasti senza lavoro e senza adeguate misure di sostegno, attendono ancora il giusto risarcimento economico.

Gli anni delle vacche grasse per gli Enti di formazione sono finiti, ma non è giusto che a pagare siano gli anelli più deboli: i lavoratori.

Ecco perché questa sentenza è un importante precedente.

Rosaria Brancato

Articoli correlati

Tag:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta
Tempostretto.it - Quotidiano on line della Città Metropolitana di Messina

Via Francesco Crispi 4 98121 - Messina

Rosaria Brancato direttore responsabile-coordinatrice di redazione.
info@tempostretto.it

Telefono 090.9018992

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

x