Furto al Museo regionale di Messina, rubate due opere di Antonello

Furto al Museo regionale di Messina, rubate due opere di Antonello

Marco Olivieri

Furto al Museo regionale di Messina, rubate due opere di Antonello

domenica 16 Agosto 2026 - 07:09

Ignoti hanno violato il sistema d'allarme nella serata del 15 agosto, comunica la Direzione, e hanno preso 4 pezzi di due opere. Ecco che cosa hanno rubato

MESSINA – Un furto clamoroso al Museo regionale “Accascina” di Messina sul Viale della Libertà 465. La Direzione del Museo informa che, “nella serata del 15 agosto, ignoti si sono introdotti nelle sale del violando il sistema d’allarme e di protezione delle opere e asportando due opere di Antonello da Messina. Del Polittico tre tavole su cinque e la tavoletta bifronte è stata prelevata dalla teca blindata”.

In sostanza, i ladri, si immagina molto ben organizzati, hanno preso quattro pezzi: tre delle cinque tavole del Polittico di San Gregorio, considerata una delle maggiori opere del Quattrocento, e la tavoletta bifronte con la Madonna col Bambino e un francescano orante, sul recto, e il Cristo in pietà sul verso. Quest’ultima tavoletta, ritenuta opera giovanile, acquistata da Christie di Londra e tenuta in una teca blindata.

Indagini della polizia, il furto in coincidenza con l’evento della Vara

“La polizia e la Scientifica hanno già avviato rilievi e indagini. Degli eventi sono stati informati gli organi regionali. La giornata di domenica 16 agosto il museo resterà chiuso al pubblico”, viene comunicato.

In coincidenza con una serata speciale per Messina, quando tutta l’attenzione è concentrata sulla Vara, qualcuno ha concepito un furto così rischioso, riuscendo a eludere il sistema d’allarme e di protezione.

Il Polittico di Antonello da Messina e la tavoletta bifronte

Il Polittico di Antonello da Messina viene presentato con queste parole (sito del Comune di Messina): “Il Polittico di San Gregorio (1473) di Antonello, da lui firmato, fu eseguito su commissione per il Monastero di San Gregorio dalla Badessa suor Fabria Cirino e pagato 6 salme di mosto (1500 chili). Il Polittico è composto da tre tavole inferiori con al centro la Madonna col Bambino in grembo e con ai lati i Santi Gregorio e Benedetto. Le due tavole in alto raffigurano l’Angelo annunziante e l’Annunziata. Di ispirazione fiamminga, quest’opera, per la rigorosa impostazione prospettica, per la straordinaria limpidezza dei colori, per la purezza degli elementi figurativi, rappresenta una delle maggiori opere in assoluto della pittura del ‘400″.

Copia di Polittico S. Gregorio Pannello centrale 1 841×1024 sito Museo

E ancora: “Fa da pendant l’altro dipinto di Antonello, una tavoletta bifronte con la Madonna col Bambino e un francescano orante, sul recto, e il Cristo in pietà, sul verso, acquistata nel 2006 da Christie di Londra, e ritenuta opera giovanile”.

“Fra le tante altre opere di questa sezione (non oggetto di furto, n.d.r.), un’Annunciazione con S. Eulalia tavola di Giovanni D’Anglia (1497 circa); la Madonna col Bambino, scultura di Francesco Laurana (sec. XV, Croazia); la tavola Madonna del Rosario con veduta di Messina, di Giovanni Salvo D’Antonio (1489); una Madonna col Bambino (XVI sec.) di ignoto antonelliano; la Madonna del gelsomino di Antonello de Saliba (inizio XVI sec.); un Cristo alla colonna, tavola di seguace di Antonello da Messina; una Deposizione dalla Croce di Colijn de Coter (1515-20)“.

In origine il Polittico era composto da sei pezzi

Spiega lo stesso museo: “Il Polittico di San Gregorio detto anche del Rosario fu commissionato ad Antonello da Messina da Fabria Cirino, Badessa del monastero di Santa Maria extra moenia. Era originariamente composto da sei tavole raffiguranti al centro la Madonna in trono col Bambino e angeli reggicorona, detta del Rosario, cosi come identificata dal simbolo iconografico, il Rosario, che poggia in basso sul gradino, ai lati i Santi Gregorio e Benedetto , nel registro superiore l’Angelo Annunciante e la Vergine Annunciata, la tavola centrale della cimasa, che probabilmente raffigurava il Cristo morto sorretto dagli Angeli, è andata perduta”.

Copia di Antonellino 2 inv. 6783 768×400 Tavoletta bifronte sito Museo

Il museo regionale a Messina: un patrimonio non valorizzato

Si tratta di un tesoro spesso ignorato anche dai messinesi e che merita un potenziamento anche in ottica turistica. Ma cosa contiene il museo regionale “Maria Accascina”? Così viene presentato sulla sua pagina Facebook: “Il Museo regionale interdisciplinare di Messina è oggi tra i musei più grandi del Meridione. Allestito precedentemente nella sede dell’ottocentesca Filanda Barbera-Mellinghoff (oggi sede di mostre temporanee), ospitò, poco dopo il 1908, diverse opere e reperti che, non potendo più rimanere nelle loro sedi a seguito del catastrofico sisma che distrusse la città, confluirono qui fino all’istituzione del Museo statale che avvenne con decreto regio del novembre del 1914. Nel 1977, la competenza sul museo passò alla Regione siciliana. L’esigenza di contenere un numero maggiore di opere portò alla progettazione e alla realizzazione di una struttura di più ampio respiro, situata nello stesso plesso ed edificata sui resti dell’ex Monastero basiliano di San Salvatore dei Greci.

Dalle opere di Caravaggio a quelle di Montorsoli e Gagini

“Il nuovo edificio, inaugurato parzialmente a dicembre del 2016 e poi totalmente a giugno del 2017, ospita una ricchissima collezione di dipinti, sculture, reperti archeologici, oggetti d’arte e manufatti decorativi a testimonianza delle varie presenze artistiche nella città, dalle origini al Primo Novecento. Le opere presenti, collocate in settori distinti cromaticamente, corrispondenti a determinati periodi storico-artistici, creano un percorso ricco e variegato che ospita tra le altre anche opere di grande rilievo quali l’”Adorazione dei pastori” e la “Resurrezione di Lazzaro” di Caravaggio, il “Polittico di San Gregorio” di Antonello da Messina e l’ “Icona bifronte” acquisita dal Demanio regionale nel 2006, attribuita allo stesso, che hanno certamente contribuito a far conoscere il Museo in ambito internazionale. Ad arricchire la già prestigiosa collezione opere di Montorsoli, Gagini, Mattia Preti e una vasta esposizione di elementi architettonici posti nel suggestivo cortile che si affaccia sullo Stretto”, viene evidenziato.

Foto interne dal sito del museo.

Un commento

  1. E’ un furto alla città, alla propria identità e storia

    Non è accettabile… ora i riflettori nazionali si accederanno sulla città nuovamente per ulteriori episodi non edificanti

    Un museo nell’ombra… e non si riesce a capire perché… ma a quanto pare nell’ombra non per tutti

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