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I 20 anni del Castroreale JazzFest, Mozzicato: insieme si va lontano

Alessandra Serio

I 20 anni del Castroreale JazzFest, Mozzicato: insieme si va lontano

giovedì 30 Luglio 2020 - 09:00
I 20 anni del Castroreale JazzFest, Mozzicato: insieme si va lontano

I 20 anni del Castroreale Jazz Fest nel bilancio del direttore artistico Michele Mozzicato. L'1 agosto sul palco Musica Nuda

Sabato sera a Castroreale torna l’appuntamento col jazz d’autore con l’esibizione di Musica Nuda, il duo formato da Petra Magoni e Ferruccio Spinetti. La manifestazione quest’anno compie 20 anni. Il bilancio di Michele Mozzicato, direttore artistico del Castroreale-Milazzo Jazz Fest, che sottolinea la necessità per gli operatori culturali di fare rete.

Il Castroreale Jazz Fest spegne 20 candeline, un traguardo importante.Arrivare a 20 anni adesso è un risultato davvero importante, soprattutto alla luce di quello che è accaduto. Non mi riferisco soltanto all’emergenza coronavirus, ma anche alle difficoltà degli ultimi anni del settore in generale. Questo traguardo è il risultato dell’attenzione e della dedizione di tutti, della Pro Loco Artemisia, del gruppo che ci lavora e del Comune di Castroreale. Non è per nulla semplice mantenere una simile realtà con il livello qualitativo, artistico ed organizzativo che cerchiamo di garantire.

Malgrado le difficoltà negli anni il Festival si è comunque ritagliato un posto al sole di tutto rispetto nel panorama del settore.E’ il risultato dell’enorme attenzione e dell’importante lavoro fatto a livello locale. E’ la conseguenza dello sforzo di persone come Piero e Ciccio Salvo, che 20 anni fa hanno dato un’impronta chiara alla manifestazione e ne hanno sostenuto la qualità per più di 10 anni. Dopo, il nostro lavoro ha mantenuto quel livello per i successivi 10 pur tenendo conto che il budget del Festival si è via via più che dimezzato.

L’emergenza coronavirus ha creato difficoltà all’edizione di quest’anno?Ci sono delle prescrizioni e a quelle bisogna attenersi, abbiamo compiuto uno sforzo in più e, come un po’ tutti gli altri festival a livello nazionale, ci siamo organizzati con due set con un pubblico di 55 persone per ogni set. Stiamo parlando di circa un terzo della capienza ordinaria, ma la riduzione è necessaria per soddisfare le regole sul distanziamento. Ovviamente questo comporta per noi una riduzione degli introiti, ma chi verrà si troverà in una situazione quasi d’elite, un salottino di grande suggestione, nel cuore del centro storico di uno dei borghi più belli d’Italia, con poche persone che potranno godere degli spettacoli e di un’esperienza che definirei intima.

Qual è la formula di questa ventesima edizione?La formula è dettata dalle scelte artistiche ma soprattutto, è inutile negarlo, dal budget. Manifestazioni come la nostra, e tutte quelle culturali in genere che mirano a tenere alto il livello dei contenuti, necessitano di un supporto finanziario adeguato e un’attenzione delle istituzioni regionali, che purtroppo ad oggi manca. Il momento storico, poi, ci ha indotti a fare scelte precise. Le regole sul distanziamento, per esempio, ci hanno portato a preferire il duo alle formazioni in gruppo. Così avremo i concerti di Musica Nuda Magoni/Spinetti l’1 agosto e Ralph Towner con Javier Girotto – 12 agosto- oltre alle proiezioni dei due film/documentario Sicily Jass – 5 agosto a Milazzo e Io sono Tony Scott, il 12 agosto a Castroreale.

Ha parlato del mancato supporto delle istituzioni, fatta eccezione per quella locale. il mondo culturale ha bisogno a tutti i livelli di un sostegno finanziario, nessun evento culturale in senso stretto è autosufficiente. Manifestazioni come la nostra se non beneficiano di investimenti del tessuto imprenditoriale locale, che ovviamente a Castroreale non ci sono – a parte i pochi storici sostenitori privati-, necessitano di adeguato sostegno pubblico.

Il CastrorealeMilazzo Jazz Festival fa parte dell’European Jazz Network, un circuito di 150 festival sparsi in tutta Europa. Questo ci permette di condividere esperienze e di confrontarci con realtà diverse, ma quasi tutte hanno il comune denominatore del sostegno pubblico, indice che tutti gli eventi culturali, sono percepiti come investimenti su cui le istituzioni, in Europa, puntano e capitalizzano.

Noi, nel nostro piccolo. abbiamo cercato di sopperire alle assenze istituzionali (regionali e nazionali) provando a fare rete a livello locale, condividendo risorse con l’obiettivo di far intanto sopravvivere, poi crescere, la manifestazione. Per questo 5 anni fa a Castroreale si è affiancato Milazzo. Ci è sembrata non una scelta obbligata, ma l’unica strada per un possibile futuro. Un piccolo borgo come quello di Castroreale riuscirà a creare prospettive di sviluppo orientandosi verso percorsi di condivisione e non di isolamento.

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