Il Comune di Messina consegna quattro immobili confiscati alla mafia

Il Comune di Messina consegna quattro immobili confiscati alla mafia

Redazione

Il Comune di Messina consegna quattro immobili confiscati alla mafia

mercoledì 20 Dicembre 2023 - 11:55

Sale a 19 il numero di beni assegnati su 22 disponibili

Oggi a palazzo Zanca si è tenuta la cerimonia di consegna di quattro immobili tolti al patrimonio della mafia e assegnati ad altrettante associazioni operanti sul territorio cittadino. All’appuntamento hanno preso parte il sindaco Federico Basile, il viceprefetto Cosimo Gambadauro, il direttore generale del Comune di Messina Salvo Puccio, l’assessore ai Rapporti con la Patrimonio Messina Spa Roberto Cicala con il il presidente della Partecipata comunale Maurizio Cacace, il dirigente al ramo Emiliano Conforto e la responsabile Renata Bertuccini.

Presenti, a ricevere la consegna degli immobili, i rappresentanti legali delle quattro associazioni, aventi i requisiti previsti dall’avviso pubblico indetto dalla Patrimonio Messina per l’assegnazione in concessione d’uso a titolo gratuito di immobili confiscati alla criminalità organizzata, la “Hic Et Nunc Aps”; la “Hope For You”; “Banco Alimentare Nunzia Mangano”; “Erasmus Student Network Messina”.

“Un’attività che fino a pochi anni fa era ferma – dice Basile – e che oggi grazie alla Patrimonio giunge a più appuntamenti come questo. Ciò significa un Comune sempre più attento a recepire istanze e progetti per ridare alla nostra comunità quei beni sottratti alla stessa comunità per diventare strutture della legalità con finalità sociali a servizio del nostro territorio”.

“Un esempio di Comune virtuso – ha aggiunto il viceprefetto – e sempre presente in maniera sinergica con la Prefettura nel percorso che conduce all’affermazione dei valori e della legalità in questa città”.

Relativamente agli aspetti tecnici e ai numeri delle procedure che conducono all’assegnazione dei beni confiscati, il presidente della Patrimonio Cacace ha evidenziato che su un totale di 22 immobili a seguito di tre avvisi, indetti tra il 2022 e il 2023, ne sono stati assegnati 19, “un segnale questo di un’amministrazione sensibile a reperire immobili ed esitare progetti validi di associazioni cittadine che operano sul territorio per fini sociali. Gli altri tre sono in condizioni fatiscenti e bisogna metterli in condizione di essere fruibili. È stata manifestata anche la volontà di acquisire altri immobili per cui faremo nuovi avvisi mentre un mese fa ne abbiamo già presi altri due, che speriamo siano messi a disposizione tra fine mese e la prima metà di gennaio”.

“Un’attività a regime ordinario – ha proseguito l’assessore Cicala – svolta in assoluta trasparenza, oltre ad essere sempre pronti, ogni qual volta la Prefettura ci coinvolge nella presentazione di immobili sottratti alla mafia, a mettere in atto le procedure per poterli restituire alla fruizione della comunità e dare anche un importante segnale di legalità”.

Le associazioni

I rappresentanti legali delle associazioni intervenuti hanno invece illustrato brevemente le finalità dei loro progetti rispettivamente incentrati, al contrasto alla povertà educativa e dispersione scolastica per; sostegno alle famiglie di soggetti in detenzione carceraria per offrire loro opportunità di cambiamento e inclusione sociale e iniziative volte al sostegno attraverso la fornitura di pasti e generi alimentari.

Per Hic et Nunc ha parlato Nicola Curró: “Abbiamo presentato un progetto dal titolo One Off, orientato alla povertà educativa, per i ragazzi con difficoltà a scuola. Vogliamo rendere il luogo un posto per i ragazzi, supportando loro con attività e le famiglie. Sarà a provinciale”. Poi Hope for You, che si occupa di volontariato penitenziario: “Ci siamo occupati di detenuti e famiglie per migliorare le loro condizioni. Crediamo molto nel re-inserimento. Con questa possibilità potremo fare tanto, creando un posto in cui farli stare con i figli, creare un banco alimentare, e molto altro. Ci crediamo molto”.

E infine, per il Banco Alimentare Nunzia Mangano, Enzo Bonazinga: “La nostra associazione si occupa di chi ha difficoltà. Portiamo noi stessi i pacchi con il cibo a casa, per vari motivi. E così ci rendiamo conto della gravità di questo mondo sommerso. Ci hanno molto colpito i ragazzi che abbiamo incontrato, spesso di famiglie separate o in situazioni difficili. Alla fine abbandonano la scuola. Noi con il nostro progetto proponiamo un luogo sì ragazzi in cui rifugiarsi e avere supporto, socializzare, fare dopo scuola. Vogliamo che si sentano voluto bene”.

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