Il Messina torna appetibile, dal logo al tifo c'è un'aria nuova

Il Messina torna appetibile, dal logo al tifo c’è un’aria nuova

Simone Milioti

Il Messina torna appetibile, dal logo al tifo c’è un’aria nuova

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venerdì 19 Settembre 2025 - 11:30

Il fallimento resta una brutta notizia ma può essere davvero la svolta. In tanti potrebbero riavvicinarsi ma l'esito non è scontato

MESSINA – Il fallimento sarà la nostra rinascita, diceva la Società Cooperativa Calcio Messina, nella serata di giovedì poi sui canali ufficiali della società Acr Messina, fallita e in mano alla curatela Maria Di Renzo, ricompare il logo storico della biancoscudata. Quel logo che mesi fa era stato registrato appunto dalla Scc Messina, la stessa che sempre nella giornata di giovedì ha annunciato di aver raccolto tramite soci ed azionisti 10mila euro per disputare la partita contro il Città di Gela domenica.

Il punto è sempre lo stesso: al Messina serve tempo e denaro. Dopo 8 anni di poco, per non dire nulla, visto che l’unica cosa concreta della passata gestione era stata raggiungere il professionismo, poi perso malamente, adesso bisogna ricostruire. Serve l’amore dei tifosi che saranno fondamentali non solo con il tifo ma anche con gli incassi che saranno registrati al botteghino, serve trovare interlocutori seri a cui affidare eventuali somme per sponsorizzazioni o quant’altro. Serve farlo alla svelta perché la Lega non aspetterà il Messina e il tribunale, nelle figure competenti, seppure armato di buona volontà, non può certo stravolgere le regole a suo piacimento.

In quest’ottica aiuta sicuramente che il Messina è tornato appetibile. La presenza di Sciotto, e poi di Aad Invest che ha subito calato la maschera alla prima scadenza, è stata respingente per tanti che magari pensavano di sostenere la squadra. Basti pensare alla raccolta fondi di cui non si è saputo più nulla, o meglio Alaimo aveva detto di aver scritto i nomi in un’agendina e avrebbe restituito tutto, sappiamo da chi ha certamente effettuato dei versamenti che quelle somme non sono mai tornate. Successivamente ci hanno provato Barbera e altri a provare a dare “una pillolina” al Messina per salvarlo quasi in punto di morte, a poche settimane dai playout, altra operazione fallita con il voltafaccia quasi decisivo di Sciotto che prima aveva detto si e poi ci ha ripensato.

Insomma, adesso che certi personaggi non contano più, si può pensare a costruire qualcosa con le persone di buona volontà, vedi tifosi e Cooperativa, ma bisogna anche trovare sponsor, più facile, e investitori, più difficile, perché comunque la società dovrà passare di mano e il tribunale dovrà far capire come sarà possibile, rendendo trasparente la situazione debitoria e i costi da affrontare. Perché al di là dell’amore, nessuno dovrebbe pagare per errori non suoi. E soprattutto sarebbe un atto d’amore davvero grande ritrovarsi a capo di una società con “figli non propri”, intesi come dirigenti, staff e giocatori che ha scelto qualcun altro e che non si possono cambiare dall’oggi al domani.

Un commento

  1. Ci sembra di capire che il Tribunale fallimentare ha scisso la società esistente in due tronconi:ramo sportivo e ramo societario.Avere permesso la gestione del ramo sportivo consentendo la disputa di due partite e consentendo di proseguire purchè si trovino le risorse per la disputa di tutte le partite sarebbe accettabile se non fosse che a causa dei debiti gestionali i creditori si potrebbero rivalere sui proventi sportivi,per esempio con il sequestro dei proventi partite.Teoricamente il Messina calcio potrebbe pure salvarsi ed attrarre investitori,ma la spada di damocle sul ramo sportivo potrebbe sempre incombere.Ma la Lega al fine di salvaguardare la regolarità del campionato potrebbe rilasciare tempo idoneo ad un nuovo acquirente che si assuma gli oneri di entrambi i rami.Ma il problema resta sempre quello di saldare i vecchi creditori della società defunta.

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