Appello del comitato No ponte Capo Peloro. "Lo sviluppo sostenibile della città passa dall'opposizione alla grande opera", sottolineano
MESSINA – Il Comitato No Ponte Capo Peloro rilancia la centralità del no al Ponte nelle prossime elezioni comunali, annunciando nuove iniziative di mobilitazione sul territorio.
Così in una nota: “Mettere al centro delle prossime elezioni comunali il tema del no al ponte sullo Stretto. Questa è la richiesta del comitato che, durante un’assemblea tenutasi a Torre Faro, sottolinea l’importanza del tema legato allo sviluppo sostenibile della città di Messina soprattutto in vista delle elezioni per i rappresentanti del Sesto quartiere”.
L’assemblea del Comitato No Ponte Capo Peloro ha ribadito come, “nonostante il blocco della Corte dei conti al progetto della grande opera sullo Stretto, la partita sia ancora tutta da giocare, visto che il ministro Matteo Salvini ha millantato un nuovo decreto legge che dovrebbe accelerare l’iter della realizzazione del progetto. Per questo, il comitato annuncia nuove iniziative sul territorio, con il 7 marzo una passeggiata informativa lungo le rive dello Stretto a Torre Faro”.
Durante l’assemblea “ampio spazio è stato dedicato anche al referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo, dove il Comitato ha espresso forti preoccupazioni in merito ai possibili risvolti negativi che la riforma porterebbe, come l’indebolimento del principio costituzionale della separazione delle carriere”.

Sì è solo sempre sì al PONTE, è sempre sì al cambiamento. Siete fossilizzati al passato e contro tutto quello che possa essere sviluppo e futuro per questo paese. Il 28 marzo finalmente una manifestazione dei sì al ponte e speriamo che questa opera, che sarà il simbolo dell’Italia che cambia.
Si al ponte e alle sue grandi strutture.
Elezioni difficili le prossime amministrative a Messina. Un punto fermo per chi vuole opporsi a Cateno de Luca o alla destra rappresentata da Scurria no può che essere un fermo e deciso NO al ponte e allo scempio della città e dello Stretto. Vent’anni di cantieri, miliardi di euro sprecati per distruggere uno dei luoghi più belli del mondo mentre le persone non hanno l’acqua in casa e devono aspettare mesi per una visita medica sono un insulto al buonsenso e alla ragione.
Il Comitato No Ponte Capo Peloro ha ragione: chi si candida a governare Messina non può girare la testa dall’altra parte su questo tema. I messinesi si sono espressi in piazza più volte e con grande partecipazione spontanea. Il no al Ponte non è una posizione di retroguardia: è la difesa di un territorio, di un paesaggio unico al mondo e di risorse pubbliche che andrebbero invece investite in acqua, sanità, trasporti locali. Chi vuole il voto dei messinesi deve dircelo chiaramente: da che parte sta?