Il Pd contro De Luca sul caso firme e liste civetta: "Nel Messinese democrazia violata"

Il Pd contro De Luca sul caso firme e liste civetta: “Nel Messinese democrazia violata”

Marco Olivieri

Il Pd contro De Luca sul caso firme e liste civetta: “Nel Messinese democrazia violata”

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domenica 03 Maggio 2026 - 08:00

Hyerace all'attacco del sistema utilizzato da Sud chiama Nord: da Messina a Barcellona, Milazzo e Giardini. "Pronti alla battaglia legale"

MESSINA – “Una violazione delle regole democratiche, esponendo i territori alla possibilità di annullare i voto”. Sul caso delle liste presentate senza firme e sulle moltiplicazioni delle liste civetta (“un doppio privilegio”) interviene il Pd. E va all’attacco del sistema scelto da Sud chiama Nord e dal suo leader Cateno De Luca. E ipotizza azioni legali targate dem, dopo quelle annunciate da Marcello Scurria, che ha sollevato il caso.

Ricordiamo che, per il candidato del centrodestra, 14 su 15 liste avrebbero dovuto essere escluse a Messina perché, per presentarsi alle elezioni amministrative, sarebbe stata necessaria la raccolta delle firme. E il riferimento nel simbolo al partito di Cateno De Luca non le esentava dalle firme.

Così il segretario provinciale del Partito democratico, Armando Hyerace: “Quanto accaduto tra Messina, Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo non è una polemica elettorale ma una violazione consapevole delle regole democratiche. Anche i fatti di Giardini Naxos confermano un utilizzo quantomeno disinvolto e opportunistico delle norme, lontano dai principi che dovrebbero governare la competizione elettorale”.

Il segretario ha chiesto alla presidente dell’Assemblea provinciale, Valentina Martino, la convocazione urgente della Direzione provinciale, riunitasi ieri sera per discutere e votare un documento sulla vicenda.

Elezioni a Messina, “si piegano le regole democratiche per garantirsi un vantaggio fuori misura”

Insiste Hyerace, con candidata sindaca a Messina per il centrosinista la consigliera comunale dem Antonella Russo: “La presentazione di 14 liste riconducibili a un unico soggetto politico senza raccolta firme non è partecipazione. È un’operazione costruita da Sud Chiama Nord per piegare le regole e garantirsi un vantaggio fuori misura. Una scelta lucida, non un errore. E proprio per questo è inaccettabile il tentativo di riscrivere i fatti e passare per vittime di un contenzioso che è figlio diretto di quella operazione. C’è poi un elemento che rende tutto ancora più grave: chi ha evitato la raccolta firme è lo stesso che, con toni di sfida e spocchia, ha rivendicato di essere in grado di raccoglierne 10 mila in un solo giorno. Perché allora non farlo da subito? Perché mettere a rischio l’iter e inquinare il percorso? Per una prova muscolare? Una delle tante sventolate al vento al grido di “Io sono io…” salvo però poi nascondersi sotto una retorica di equità, trasparenza e moralità che sono tutte sempre e solo parole vuote. Parole non corrispondenti a una condotta che è diametralmente opposta”.

Il Pd contro Sud chiama Nord: “Doppio privilegio con esenzione dalla raccolta firme e moltiplicazione delle liste”

Per il segretario provinciale del Pd, “Sud Chiama Nord ha sfruttato fino all’ultimo margine un doppio privilegio – esenzione dalla raccolta firme e moltiplicazione delle liste – per alterare le condizioni di partenza. Questo non è pluralismo. È un abuso politico delle regole. Si penalizzano le esperienze civiche vere e si espongono queste elezioni a ricorsi dagli esiti potenzialmente gravi, fino alla revisione dei seggi o alla ripetizione del voto. Un rischio scaricato sui territori per puro calcolo di potere: non è questo lo spirito della democrazia. Sud Chiama Nord si assuma la responsabilità politica di quello che ha fatto, invece di tentare di ribaltare la realtà. Il Partito democratico porterà questa battaglia in tutte le sedi. Qui è in discussione la tenuta delle regole democratiche.E su questo non arretriamo di un millimetro”.

Scurria: “A Messina ci sarà un sindaco per pochi mesi”

A sollevare il caso, come abbiamo già ricordato, il candidato del centrodestra Scurria: “Chiunque diventerà sindaco, lo sarà per pochi mesi. E chi ha fatto questo azzardo ha condannato la città ad essere commissariata”.

L’avvocato ha parlato di un parere secretato dal capo dell’Ufficio legislativo e legale della Regione siciliana in base a un decreto del presidente della Regione del 16 giugno 1998 perché si tratta di “pareri resi dall’Avvocatura dello Stato e dall’Ufficio legislativo e legale della Regione in relazione a una lite in potenza o in atto e la inerente corrispondenza”. E il ricorso al Tar dopo le elezioni è lo scenario previsto da Scurria, con l’ipotesi di un commissariamento a Messina dopo pochi mesi.

De Luca: “Schifani intervenga sulle accuse ai dirigenti regionali e quereli Scurria”

A sua volta, il leader di Sud chiama Nord ha annunciato la presentazione di un esposto all’autorità giudiziaria per “verificare eventuali responsabilità legate al tentativo di alterare il corretto svolgimento della competizione elettorale”. Cateno De Luca respinge le dichiarazioni della sottosegretaria Matilde Siracusano (“Elezioni falsate”) e di Marcello Scurria. E in più ha chiesto al presidente della Regione siciliana Renato Schifani di intervenire sulle “gravi accuse contro i dirigenti regionali. Intervenga subito e quereli Scurria per tutelare immagine e operato degli uffici”.

“Ho invitato Schifani a intervenire, nella sua qualità di rappresentante legale dell’ente regionale, per tutelare il buon operato degli uffici regionali, in particolare della Sezione V – Servizio 5 Ufficio elettorale del dipartimento Autonomie locali. Scurria – ha ricordato il capo politico di ScN – sostiene che esisterebbe un parere dell’Ufficio legislativo e legale della Regione siciliana in contrasto con quanto disposto dai dirigenti regionali”. Da parte sua, De Luca ha fatto riferimento al parere regionale, favorevole alla presentazione delle liste senza raccolta delle firme, poi trasmesso a tutte le Prefetture e agli uffici elettorali.

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3 commenti

  1. Franco Fabiano 3 Maggio 2026 09:15

    “Nel Messinese democrazia violata”. LA parola Democrazia nel vocabolario del SUPREMO non esiste. Bommacaria, arroganza e onnipotenza sono i termini più appropriati per definire questo soggetto!

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  2. ma bastaaaaa, fate la vostra campagna elettorale presentate programmi seri e fattibili senza inseguire “Qui Marcello” ahahahahahah e soci con le loro boutade e veleni da sicuri perdenti, ripeto siate seri e vedrete che metterete dietro anche ” QUI MARCELLO “…ne vedremo delle belle dal 26 e 27 maggio in poi…..secondo me da Zelig o Made in sud .

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  3. Domanda mistica:
    Ma è vero che ScN, a Messina è contro il centrodestra e contro il centrosinistra.
    Ma in un’altra città è alleato con il centrodestra, ed in un’altra ancora alleato con il centrosinistra?
    Se fosse così, le direzioni dei partiti, funzionano bene?
    È come se centro destra e centro sinistra si alleassero in città ma fossero contro alle regionali o altro, un paradosso ?

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