Un migliaio di persone e pochi big, a parte Salvini, alla manifestazione pontista. La fase post referendum rimane critica per la coalizione
MESSINA – Pochi big e tanti punti interrogativi mentre si svolgeva la manifestazione “sì ponte” a Messina. C’erano il ministro Salvini, il presidente della Regione siciliana Schifani, la sottosegretaria Siracusa, l’eurodeputato Razza e persino l’ex sindaco di Catania Bianco, tra gli altri, davanti al Municipio. E in Piazza Unione Europea, di fronte al palco, un migliaio di persone, per lo più provenienti dalla Sicilia e dalla Calabria in pullman. Ma la sensazione dominante è che l’iniziativa pontista non abbia scaldato i messinesi.
Da 40 sigle, con movimenti e associazioni, e un centrodestra a sostenere l’iniziativa, seppure senza bandiere di partito, ci si poteva attendere di più? Forse. Ma qual era il vero destinario dei sostenitori del “sì ponte”? Così il comitato promotore: “L’ora del ponte sullo Stretto. Sì al ponte, all’alta velocità, alle grandi infrastrutture. Basta benaltrismo e piagnistei di chi vuole rendere Sicilia e Calabria terra degli ultimi, dei disoccupati, degli emarginati, dei migranti; basta l’impostura di chi espropria il nostro futuro per il proprio interesse e le proprie battaglie ideologiche. Il 28 marzo ci riprenderemo Messina, Villa San Giovanni e Reggio Calabria da chi vuole perpetuare la nostra povertà”.
Il riferimento razzista ai migranti e nessun eco dei rilievi della Corte dei conti
Dunque i “nemici” sono coloro che vorrebbero “rendere Sicilia e Calabria terra degli ultimi, dei disoccupati, degli emarginati, dei migranti”. Una frase senza senso politico e con quella spruzzatina di razzismo stile “sono di destra e meno vanto”. Un mix meloniano, salviniano e vannacciano, insomma. Nessun riferimento invece ai pasticci nelle procedure e ai forti limiti, nell’operazione, che hanno portato ai rilievi e alla bocciatura della Corte dei conti. Dal tema della mancata gara ai dubbi di tipo ambientale o sismico, tutto è rimasto fuori dalla kermesse pontista. Con avversario chi è contrario alla grande opera o nutre dei dubbi.
Centrodestra in crisi dopo il flop referendum
Tutto questo si è pure intrecciato con la crisi profonda del centrodestra. Dagli scandali regionali al flop referendum, Forza Italia e Fratelli d’Italia, e non solo, navigano con difficoltà, dilaniati dalle lotte intestine. Confidando in un’alternativa che ancora stenta ad affermarsi, aspettano che passi la nottata. Tirano a campare, confidando nel rito stanco del potere. Di tutto questo ha risentito pure la manifestazione, che in un altro periodo sarebbe stata vissuta con più slancio e voglia di esserci.
La vittoria del no al referendum costituzionale e le crepe interne non hanno giovato alla voglia di partecipazione di una parte della coalizione. Le cose cambiano velocemente, in politica, e sbandierare il “sì”, in questa fase, non è tanto di moda.

Mai letto un articolo così di parte. Questo non è giornalismo, questo è fare politica attiva utilizzando un canale web per la propaganda di sinistra. Sia più obiettivo, a cominciare dai numeri dei presenti, anche della società civile messinese, per poi approfondire i motivi (giusti) che hanno affrontato i relatori. L’ opera si deve fare perché l’ alternativa è lo spopolamento di Messina e della Sicilia. E che c’entra l’ esito del referendum? Basta retorica!
i pullman, dove sono i pullman…
Fate notizie false e tendenziose, non penso proprio che erano solo un migliaio alla Prima manifestazione del SÌ ponte. E sempre molto di più, e sopratutto civile e pacifici, rispetto a soliti 4 gatti del NO ponte. Che da decenni manifestano e si lamentano in maniera incivile e violenta. Quindi no fate questa notizie di parte che fate più figura…