Il "sì ponte" non scalda i messinesi mentre il centrodestra è diviso più che mai

Il “sì ponte” non scalda i messinesi mentre il centrodestra è diviso più che mai

Marco Olivieri

Il “sì ponte” non scalda i messinesi mentre il centrodestra è diviso più che mai

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lunedì 30 Marzo 2026 - 07:30

Un migliaio di persone e pochi big, a parte Salvini, alla manifestazione pontista. La fase post referendum rimane critica per la coalizione

MESSINA – Pochi big e tanti punti interrogativi mentre si svolgeva la manifestazione “sì ponte” a Messina. C’erano il ministro Salvini, il presidente della Regione siciliana Schifani, la sottosegretaria Siracusa, l’eurodeputato Razza e persino l’ex sindaco di Catania Bianco, tra gli altri, davanti al Municipio. E in Piazza Unione Europea, di fronte al palco, un migliaio di persone, per lo più provenienti dalla Sicilia e dalla Calabria in pullman. Ma la sensazione dominante è che l’iniziativa pontista non abbia scaldato i messinesi.

Da 40 sigle, con movimenti e associazioni, e un centrodestra a sostenere l’iniziativa, seppure senza bandiere di partito, ci si poteva attendere di più? Forse. Ma qual era il vero destinario dei sostenitori del “sì ponte”? Così il comitato promotore: “L’ora del ponte sullo Stretto. Sì al ponte, all’alta velocità, alle grandi infrastrutture. Basta benaltrismo e piagnistei di chi vuole rendere Sicilia e Calabria terra degli ultimi, dei disoccupati, degli emarginati, dei migranti; basta l’impostura di chi espropria il nostro futuro per il proprio interesse e le proprie battaglie ideologiche. Il 28 marzo ci riprenderemo Messina, Villa San Giovanni e Reggio Calabria da chi vuole perpetuare la nostra povertà”.

Il riferimento razzista ai migranti e nessun eco dei rilievi della Corte dei conti

Dunque i “nemici” sono coloro che vorrebbero “rendere Sicilia e Calabria terra degli ultimi, dei disoccupati, degli emarginati, dei migranti”. Una frase senza senso politico e con quella spruzzatina di razzismo stile “sono di destra e meno vanto”. Un mix meloniano, salviniano e vannacciano, insomma. Nessun riferimento invece ai pasticci nelle procedure e ai forti limiti, nell’operazione, che hanno portato ai rilievi e alla bocciatura della Corte dei conti. Dal tema della mancata gara ai dubbi di tipo ambientale o sismico, tutto è rimasto fuori dalla kermesse pontista. Con avversario chi è contrario alla grande opera o nutre dei dubbi.

Centrodestra in crisi dopo il flop referendum

Tutto questo si è pure intrecciato con la crisi profonda del centrodestra. Dagli scandali regionali al flop referendum, Forza Italia e Fratelli d’Italia, e non solo, navigano con difficoltà, dilaniati dalle lotte intestine. Confidando in un’alternativa che ancora stenta ad affermarsi, aspettano che passi la nottata. Tirano a campare, confidando nel rito stanco del potere. Di tutto questo ha risentito pure la manifestazione, che in un altro periodo sarebbe stata vissuta con più slancio e voglia di esserci.

La vittoria del no al referendum costituzionale e le crepe interne non hanno giovato alla voglia di partecipazione di una parte della coalizione. Le cose cambiano velocemente, in politica, e sbandierare il “sì”, in questa fase, non è tanto di moda.

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11 commenti

  1. Mai letto un articolo così di parte. Questo non è giornalismo, questo è fare politica attiva utilizzando un canale web per la propaganda di sinistra. Sia più obiettivo, a cominciare dai numeri dei presenti, anche della società civile messinese, per poi approfondire i motivi (giusti) che hanno affrontato i relatori. L’ opera si deve fare perché l’ alternativa è lo spopolamento di Messina e della Sicilia. E che c’entra l’ esito del referendum? Basta retorica!

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  2. i pullman, dove sono i pullman…

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  3. Fate notizie false e tendenziose, non penso proprio che erano solo un migliaio alla Prima manifestazione del SÌ ponte. E sempre molto di più, e sopratutto civile e pacifici, rispetto a soliti 4 gatti del NO ponte. Che da decenni manifestano e si lamentano in maniera incivile e violenta. Quindi no fate questa notizie di parte che fate più figura…

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  4. Se la maggioranza dei messinesi è d’accordo con questo articolo, non si merita nè il ponte, nè altro.

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  5. Tolte le claque assoldate dai partiti organizzatori, qualche centinaio di messinesi.
    Riguardo alla partecipazione, non c’è confronto con le manifestazioni di chi è contrario.

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  6. I manifestanti erano si e no un migliaio, e i messinesi pochissimi. Per chi non c’era, basta guardare le foto. I 4 gatti no ponte non sono mai stati meno di cinquemila. E gli incivili sono sempre stati infiltrati estranei al movimento. Nel 2006 ci fu un corteo di ventimila persone e non avvenne alcunché.

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  7. Cogito Ergo Sumg 30 Marzo 2026 12:15

    Vedo che ancora non è stata data risposta chiara e netta a due interrogativi (tra i tanti) sul tappeto. Ovvero: 1) risultati finali delle prove di tenuta dei cavi di sostegno del Ponte; 2) Che cosa ha stabilito il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Attendiamo le risposte ufficiali.
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  8. Io invece articoli di parte come questo e anche peggio ne ho letti tanti e l’ho fatto presente tante volte. Ma se temposzretto è il suo direttore sono orientati a sinistra non si può fare niente. Si può solo sperare che l’editore csmbi la direzione.

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  9. A quanto pare tra i lettori di Tempostretto c’è chi vive in un universo parallelo, come in certi film di fantascienza. Per fortuna ci pensa il Direttore a portare tutti coi piedi per terra, citando semplicemente i fatti nudi e crudi. Poi se qualcuno vuole continuare ad andare in giro non con le fette di salame sugli occhi, ma con salami interi conficcati nelle orbite… beh sono fatti suoi.

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  10. Giuseppebaretti 30 Marzo 2026 16:03

    Se le opinioni della testata non sono gradite basta non leggerle. Ogni giornale possiede una propria linea editoriale e la porta avanti.

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  11. Franco Fabiano 30 Marzo 2026 16:34

    I si al ponte hanno perfettamente ragione! Non erano solo un migliaio, ma bensì oltre 100 mila… c’erano anche tutte le cugine di Salvini.

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