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L’ allarme della Uil: “Chi vuol privatizzare l’ospedale Irccs-Piemonte?”

Rosaria Brancato

L’ allarme della Uil: “Chi vuol privatizzare l’ospedale Irccs-Piemonte?”

martedì 22 Settembre 2020 - 16:48
L’ allarme della Uil: “Chi vuol privatizzare l’ospedale Irccs-Piemonte?”

Cinque anni dopo la legge che ha accorpato l'Irccs con l'ospedale Piemonte i vertici chiedono al Ministero un "ritorno al passato"

Ad allarmare la Uil è una richiesta finita sul tavolo del Ministro della salute. A scrivere è il direttore generale dell’Irccs Piemonte, Vincenzo Barone, insieme al direttore scientifico Dino Bramanti. I vertici dell’Irccs Piemonte chiedono al ministro di poter trasformare l’ospedale in Fondazione. In realtà il presidio è nato nel 2015 dalla fusione dell’istituto Irccs Bonino Pulejo con lo storico ospedale Piemonte che stava rischiando di essere chiuso.

Verso una Fondazione?

Dal documento della Uil e della Uil Fpl (a firma del segretario generale Ivan Tripodi e del segretario generale di categoria Pippo Calapai e del coordinatore area medica Corrado Lamanna) emerge come a distanza di 5 anni si voglia percorrere la strada inversa. Nel frattempo però di mezzo c’è l’ospedale Piemonte che ha arricchito l’Irccs di immobili, strutture, personale, ed è pienamente inserito nella rete ospedaliera pubblica.   Non è una struttura privata. L’Irccs in sostanza diventerebbe Fondazione, dopo aver accorpato l’ospedale pubblico.

La richiesta al Ministero

“Con la nota del 16 settembre- scrivono Uil e Uilfpl-Il Direttore Generale ed il Direttore Scientifico dell’Irccs hanno inviato al Ministero della Salute una richiesta di trasformazione dell’ istituto in Fondazione. Tale richiesta ha suscitato notevolissime preoccupazioni tra i numerosissimi lavoratori dell’IRCCS Neurolesi di Messina. Non ci spieghiamo questo movimentismo, specie del professor Bramanti, già in quiescenza e il cui incarico di Direttore Scientifico scadrà tra pochissimi mesi”.

La fusione con il Piemonte

Il sindacato nella nota inviata sia al ministro della salute Roberto Speranza, che al governatore Musumeci ed all’assessore regionale alla sanità Ruggero Razza, ricorda come l’Irccs di Messina è un ente pubblico che con la legge regionale n. 24/2015, ha assorbito l’ospedale Piemonte. La fusione nacque dopo anni di battaglie per scongiurare la chiusura dell’ospedale Piemonte che videro in piazza migliaia di messinesi. La battaglia si spostò all’Ars fino all’approvazione della legge.

Che fine farà l’ospedale Piemonte?

“L’eventuale trasformazione dell’IRCCS in Fondazione garantirà l’esistenza dell’Ospedale Piemonte? Noi temiamo di NO- spiegano Tripodi, Calapai e Lamanna– Si fa, inoltre, presente che il Decreto Legislativo 288/2003 prevede la trasformazione degli IRCCS in Fondazioni solo ed esclusivamente per quelli esistenti alla data in vigore della Legge n. 3 del 16/01/2003, mentre l’IRCCS Neurolesi di Messina è stato riconosciuto in data 4 marzo 2006”.

Il ministero passa palla alla Regione

Le Fondazioni, in base alla normativa, hanno natura giuridica pubblica ma sono aperte alla partecipazionedi soggetti pubblici e privati e sono gestite da un Consiglio di amministrazione con rappresentanti delle Istituzioni Pubbliche e Private. Il ministero a quanto pare ha già evidenziato come nel caso del Neurolesi non esistono casi analoghi per poter procedere con la trasformazione ed ha passato la palla alla Regione Siciliana.

E i 91 milioni da spendere?

Siamo molto preoccupati per una questione che investe il tessuto sociale della città di Messina- proseguono i sindacalisti- Ci domandiamo: chi pensa di ottenere giovamento o benefici da tale proposta? Forse i privati che entreranno a far parte della Fondazione? Inoltre non vorremmo minimamente immaginare che chi esce dalla porta intenda entrare dalla finestra…! E’ opportuno non dimenticare che, da parte dell’IRCCS Neurolesi di Messina, ci sono ben 91 milioni di euro da spendere. Con la Fondazione tutti gli Operatori dell’IRCCS saranno garantiti? Insomma, si paventa, sic et simpliciter, la privatizzazione dell’IRCCS Neurolesi di Messina”.

Spaventa la privatizzazione

Alla luce dei fatti il sindacato chiede un incontro con il presidente della Regione e con l’assessore alla sanità per chiarire tutti i dubbi ed i timori che un’operazione di questo genere potrebbe innescare.

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