La sanità in Sicilia e il nuovo caso Cuffaro: una classe politica da mandare a casa

La sanità in Sicilia e il nuovo caso Cuffaro: una classe politica da mandare a casa

Marco Olivieri

La sanità in Sicilia e il nuovo caso Cuffaro: una classe politica da mandare a casa

venerdì 07 Novembre 2025 - 07:30

In campo giudiziario vige la presunzione d'innocenza ma la responsabilità politica impone un repulisti. L'opposizione progressista continua però a dormire

di Marco Olivieri

La Sicilia e la maledizione di una sanità da commissariare. Da togliere alla Regione e affidare al governo centrale. La Sicilia e l’ennesima inchiesta su appalti pilotati, con richiesta d’arresto nei confronti del leader dell’eterna Dc Totò Cuffaro (“ancora tu. Ma non dovevamo vederci più?'”), del parlamentare di “Noi moderati” Saverio Romano e di altre sedici persone.

La sanità in Sicilia fa acqua da tutte le parti, mentre a livello nazionale è grande l’allarme per un sistema sanitario che arretra ogni giorno di più. E vogliamo dimenticare lo scandalo dei referti istologici in clamoroso ritardo a Trapani e la recente morte dell’insegnante Maria Cristina Gallo? Nel frattempo vecchie volpi e nuovi rampolli del centrodestra siciliano sono sotto indagine. E, ancora una volta, ribadiamo quanto abbiamo già sottolineato: sul piano giudiziario vige la presunzione d’innocenza e le valutazioni spettano ai magistrati. Ma sul piano della responsabilità politica questo centrodestra ha enormi colpe e meriterebbe d’affondare.

La responsabilità politica, sia chiaro, è qualcosa che prescinde pure dagli atti finali di un processo. Da Tangentopoli in poi la politica ha sempre di più perso di credibilità. E non saranno i giudici a risolvere il problema. Occorre far sì che le classi dirigenti si tengano al riparo, nei comportamenti quotidiani, da qualsiasi ombra nel segno della discrezionalità. Quindi, cari politici, sul versante della responsabilità politica, meritate di andare a casa.

Dalla sanità lottizzata alle mance elettorali e gli scambi di potere: Sicilia imprigionata

Il sistema della lottizzazione e dell’ingerenza partitica in ambito sanitario è marcio. Il sistema delle “mance elettorali” e degli scambi di potere tra politica e imprenditoria è marcio. Il tutto a prescindere dagli aspetti giudiziari. In evidenza una Sicilia imprigionata in un eterno presente nel quale manca un orizzonte di riscatto e cambiamento. E qui si tocca un altro tema cruciale: la debolezza e spesso l’inconsistenza dell’opposizione.

Le falle nel governo Schifani ma il centrosinistra non tocca palla

Già a livello nazionale il centrosinistra fatica a contrastare l’abilissima Giorgia Meloni. Una presidente del Consiglio maestra nella comunicazione populista, va precisato, ma dietro i suoi slogan c’è il nulla. Se non il vittimismo e la ricerca del nemico come metodo permanente di un’infinita campagna elettorale.

Nell’isola, la situazione è addirittura peggiore. Nonostante le tante falle nel governo regionale guidato da Schifani, la coalizione progressista non tocca palla. E, in anni e anni d’opposizione, non ha costruito una valida alternativa. E questo è un dramma dal punto di vista della democrazia.

Da un lato un centrodestra che dovrebbe fare un repulisti al suo interno. Dall’altro, un centrosinistra che dovrebbe svegliarsi per poter convincere la vera maggioranza: quella degli astensionisti. In mezzo i cittadini: quelli disperati e stanchi, quelli giustamente indignati e quelli complici di una politica senza ali e senza progetti.

È tempo di cambiare rotta. Ma subito. E non solo con facili dichiarazioni destinate a lasciare tutto così com’è. Parole al vento mentre si rimane in questo pantano ogni giorno più opprimente.

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10 commenti

  1. Commento in generale, non nel caso specifico. Diciamo una riflessione.
    Forse se la politica viene sempre vista come opportunità di avvantaggiarsi, non ne usciremo mai.
    Siamo pieni di mezzi e mezzucci.
    Racconti non coerenti con la realtà, attacco dell’avversario (orami nemico giurato), e utilizzo dei suoi stessi mezzi appena si vince (caso partecipate docet…)
    Se invece si tenta di tornare ad una idea di servizio a favore di tutti noi, allora qualcosina potrebbe andare meglio.
    Idea fantasiosa, mai realizzabile, ma si sa: la speranza …

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  2. Finalmente un articolo che dice la verità con coraggio e senza genuflessioni

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  3. IL “LUPO” PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO. ORA CHE FA FESTEGGIA CON UNA BELLA CASSATA? VI RICORDATE QUANDO AVEVA FESTEGGIATO CON I CANNOLI.

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  4. Ma quando Cuffaro é venuto a Messina la sala era piena….quindi di cosa parliamo…

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  5. Cambiando l’ordine degli addendi la somma non cambia.
    Purtroppo hanno frequentato tutti,da destra a sinistra, la stessa scuola , quindi bandiera bianca!
    Speriamo che I nipoti possano cambiare almeno i docenti.

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  6. In tempi non ancora sospetti io lo avevo detto, il peggio che ritorna.

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  7. Per questi appalti pilotati, per altri solo ed esclusivamente affidamenti diretti anche in due o più tranche per non restare sotto soglia…chi mai ci potrà salvare ?

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  8. E dell’accordo di Cuffaro con la Lega adesso che ne facciamo?
    Sbadati forti sti leghisti mezza panna e mezzo caffè.
    Da oggi mezzi cannoli e mezzi granite.
    Un flash mob per l’alleato no caro senatore Germana’?
    No meglio un profilo basso.
    Suggerimenti:
    1) dichiarazioni alla stampa: ” abbiamo pienamente fiducia nella magistratura”
    2) indicazioni ai compagni di partito:
    “Nessuna dichiarazione diversa da quella di cui al punto 1”
    3) aspettiamo che i buoni italiani dimentichino o digeriscano pure questa e poi riprendiamo tranquilli.

    Io come Confucio attendo sulle sponde del fiume con una birra rigorosamente “dello stretto” in mano.

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  9. Questo non è un paese per giovani..
    Ci si chiede poi perché i ragazzi fuggono.
    Come si può vivere così? Sempre a baciare l’anello al vescovo di turno?
    Non c’è futuro qui.e questa è l’ennesima dimostrazione.

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  10. francesco garreffa 8 Novembre 2025 09:57

    Ad uno come questo dovrebbe essere vietato di fare politica, Invece no! finisce di scontare la pena e ritorna al proprio posto. QUESTO E’ IL PAESE DELLE BANANE

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