Le dimissioni del sindaco di Messina: prevale la sensazione di una scelta dettata da regionali e nazionali 2027. Convince meno l'attacco ai consiglieri
di Marco Olivieri
MESSINA – “Nel 2022 Messina ha dato fiducia a un candidato sconosciuto che si chiamava Federico Basile. La città ha dato fiducia alla scelta di Cateno De Luca in un’azione amministrativa che ha dato risultati. Oggi Federico Basile candida Federico Basile. E questo deve fare la differenza in una città che sa cosa vuole e dove deve andare”. In un clima da stadio, nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, ieri il sindaco ha annunciato le sue dimissioni e la sua ricandidatura. E ha provato a valorizzare il suo profilo d’autonomia proprio nel momento in cui viene accusato di cedere alla strategia del capo politico De Luca.
Nella parte iniziale della conferenza stampa il primo cittadino ha rivendicato i risultati delle amministrazioni De Luca e Basile dal 2018. “Messina è cambiata in meglio, con risultati tangibili. Dal trasporto pubblico ai rifiuti e ai lavori per l’efficientamento idrico in una rete colabrodo. Azioni e programmazioni che nessuno aveva mai fatto”, ha sottolineato, soffermandosi su tanti aspetti amministrativi che ora saranno al centro della campagna elettorale.
“Devo avere il sostegno di una maggioranza consiliare”
La parte più convincente, nel discorso di ieri, è stata proprio la prima. Che a Messina ci siano stati miglioramenti in diversi settori, al netto degli errori, è oggettivo. Appare meno convincente attribuire al Consiglio comunale la responsabilità della scelta di dimettersi. “È un tema di rapidità – ha sostenuto -, abbiamo atti che sono fermi in Consiglio da mesi, allungati da una serie di commissioni che possono essere più veloci e potrebbero farsi diversamente. Il monocolore serve per avere rapidità, responsabilità di decisioni, per evitare di essere oggetto di ragionamenti tattici che portano a interessi partitici e non della città”. In realtà il Consiglio comunale non ha bocciato nessuna delle delibere presentate dalla Giunta Basile ed è stato sempre collaborativo. “Ma il tema non è la bocciatura – ha rilanciato il sindaco -, il tema è il dialogo e la necessità di una velocità diversa. La città non può stare un altro anno in questo modo. L’elezione di un sindaco deve avere il supporto di una maggioranza consiliare”.
Non è matematico che il prossimo Consiglio sia più “affidabile”, il vero tema è la qualità di classe dirigente e consiglieri
In ogni caso, non è matematico che il prossimo Consiglio comunale sia più “affidabile” sul piano politico rispetto all’attuale. E attenzione alla tentazione meloniana, e di troppi esecutivi nel mondo attuale, di essere insofferenti alla dialettica con chi svolge una funzione fondamentale in democrazia. Con tutti i suoi limiti, il Consiglio è stato collaborativo con la Giunta e le opposizioni, poi diventate maggioranza, hanno utilizzato di frequente lo strumento dell’astensione, per di più criticata ieri da Basile.
Le porte girevoli dei partiti riguardano tutti
Il vero tema è la qualità della classe dirigente e dei consiglieri comunali. Dato che domina l’interesse, e meno (o per niente) l’adesione alle idee, è scontato che saranno in tanti anche in futuro i “convertiti” sulla via di Damasco. Un giorno qua e un giorno dall’altra parte dello schieramento politico. Gli stessi De Luca e Basile inseriranno nelle loro liste tanti esponenti politici provenienti da altre aree. Se sette su venti hanno abbandonato Sud chiama Nord, in questo Consiglio, non è detto che la stessa scena non si riproponga. Le porte girevoli dei partiti rimangono una costante e investono tutti.
La strategia politica di De Luca in vista del suo progetto regionale e nazionale
Il Consiglio svolge un’essenziale funzione di controllo. Che poi la qualità sia bassa è un altro discorso e il problema non si risolverà facilmente. “Serve un cambio di passo”, ha evidenziato Basile. E, su questo punto, pure un rimpasto della Giunta avrebbe potuto servire. E se, in caso di riconferma alle amministrative, il sindaco dovesse avere una maggioranza risicata, o non averla, che farà? Ritornerà a essere dialogante? La cosa è probabile e il Consiglio sembra un paravento, il classico capro espiatorio, in relazione a una scelta sofferta.
Ma cosa ha guidato questa scelta politica? Il capo politico, impegnato in un nuovo progetto regionale, vuole “blindare” Messina. E pensa che sia più facile sconfiggere gli avversari, a partire dal centrodestra, scomettendo sul fattore tempo. In più, nel 2027, si voterà pure per le politiche e regionali. E lì si giocano due partite delicate per il fondatore di “Ti Amo Sicilia” e Sud chiama Nord. Ne va della sopravvivenza del movimento. O, meglio, entrano in campo le ambizioni del leader, che vuole mantenere a livello siciliano un ruolo di rilievo. E che alle scorse elezioni nazionali ha visto vincere nei collegi messinesi Gallo e Musolino di ScN.
Sganciare le elezioni amministrative, con Basile ricandidato a sindaco, dalle “partite” elettorali in Italia e in Sicilia rappresenta un elemento di vantaggio secondo il disegno deluchiano. Rivincere in maniera netta nella città dello Stretto è il primo tassello di una nuova strategia, tra “governo di Liberazione” e “messaggi” a centrodestra e centrosinistra. E con l’eventuale opportunità di avere una maggioranza anche nella Città metropolitana. Le continue adesioni al progetto di De Luca e Basile, da destra a sinistra, in questo periodo, hanno come obiettivo proprio quello di consolidare il successo a livello comunale e metropolitano.
Ci attendono venti giorni caldi, sul piano della polemica politica, in attesa che le dimissioni siano definitive. Un antipasto dell’imminente campagna elettorale.

Buongiorno.
La scelta del sindaco Basile è sicuramente influenzata dalle strategie deluchiane. Ma chi segue
le dirette di Cateno conosce perfettamente il suo retro pensiero. Lo ha lasciato intendere quando ha affrontato l’ argomento
elezioni politiche e regionali. Ricordate cosa disse?
Se vogliamo contare dobbiamo slegare la Sicilia dai piani di Roma.
Non mi stupisco quindi se anche Basile abbia anticipato tutti seguendo lo stesso filo logico.