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Lavori ex teatro in Fiera, ribaltone al Cga: l’appalto va alla Jonica

Alessandra Serio

Lavori ex teatro in Fiera, ribaltone al Cga: l’appalto va alla Jonica

venerdì 16 Luglio 2021 - 18:12

Annullata la gara dei lavori al waterfront di Messina, il "pasticciaccio" del bando dell'Autority

I lavori all’ex teatro in Fiera di Messina vanno affidati alla Jonica 2001, entro 45 giorni l’Autorità Portuale deve “estromettere” dal cantiere il Consorzio Stabile Progettisti e Costruttori, verificare la documentazione della Jonica e firmare il nuovo contratto con loro.

E’ un ribaltone quello deciso dal Consiglio di Giustizia Amministrativa, che accoglie praticamente in toto i rilievi mossi dalla gara dell’Autority, annullando l’aggiudicazione e tutti gli atti successivi. E dopo il ribaltone si aprono altri due fronti.

Il primo riguarda la Procura di Messina, cui il Tar ha chiesto di verificare la gara ora “incriminata” dai giudici amministrativi. Il secondo relativo ai lavori fin qui effettuati, la parziale demolizione del teatro: vanno pagati all’impresa. Da chi, su quale capitolo di bilancio, sulla scorta di quale atto, visto che l’aggiudicazione è stata annullata?

La sentenza del Cga (estensore Molinaro, presidente Taormina) è di oggi. Accogliendo il ricorso della Jonica, assistita dagli avvocati Antonio Catalioto, Fabio Cintioli e Giuseppe Lo Pinto, e respingendo nel merito quello dell’Autority, i giudici mettono nero su bianco i rilievi che la ditta seconda arrivata aveva lamentato da subito davanti al Tar.

Non è possibile aggiudicare la gara con una anomalia come quella presentata dall’aggiudicazione al Consorzio, ovvero l’importo dei lavori diverso, in sede di verifica degli atti, con quello aggiudicato in commissione. Una discordanza che la Commissione di verifica aveva giustificato calcolando in maniera diversa i costi della sicurezza sul lavoro.

Un diverso calcolo che aveva convinto il Tar in prima battuta, che con la sentenza del marzo scorso aveva detto no al ricorso della Jonica. Salvo trasmettere gli atti alla Procura. E salvo poi la stessa Autority correggere il bando, sulla scorta della sentenza del Tar.

Due circostanze, scrive oggi il Cga, che sono “prove” delle anomalie, lungi dal giustificarlo. Adesso qualcuno dovrà mettere la pezza a questo “pasticciaccio”. Intanto in Fiera i lavori sono fermi da settimane, anche perché all’inizio di maggio scorso era stata disposta la sospensiva, in attesa dell’udienza di merito, che si è conclusa col risultato di oggi.

avv Antonio Catalioto
avv Antonio Catalioto

“Si dice che le sentenze non si commentano ed è vero – chiosa l’avvocato Antonio Catalioto – infatti: dove non si ritengono corrette, si appellano. Siamo soddisfatti del risultato e ci aspettiamo che adesso l’Autority provveda con urgenza”.

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6 commenti

  1. COGITO ERGO SUM 16 Luglio 2021 23:02

    CONSOLIAMOCI : ALMENO .. L’AREA E’ ORA BONIFICATA, NO ? Meglio di niente, in fondo. Conclusione dal sapore … amarostico. Eppure …. continuo a non voler perdere la speranza che l’area, in futuro, abbia la sua giusta, ideale rifunzionalizzazione, per il bene comune di questa nostra … Messina.

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  2. bonanno giuseppe 17 Luglio 2021 08:11

    sulu a BUDDACILANDIA possono succedere queste cose………..ora avemu puru ddu squadre in serie C….chiddu da famosa nutanda alla regione sinnicu .e classico esempio di buddace su facebucche…..un cunsigghiu comunali chi stannu dda pi scaldare i banchi , fannu sulu pubbirazzu e sinni fannu diri di tutti i culuri dal buddace capo e dai suoi accoliti ..poi ditemi si non facemu ridiri

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  3. Cosa significa avere santi in paradiso, siamo al limite delle barzellette, ora tra ricorsi e contro ricorsi i lavori inizieranno nel 2051, se tutto va bene.

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  4. Francesco Cappello 17 Luglio 2021 12:18

    Se lo studio presso cui lavoro in Svizzera, incaricato dal Comune di gestire un progetto pubblico, avesse fatto una cosa del genere (modificare i prezzi per la messa in sicurezza del cantiere ad appalto già assegnato) aprendo le porte a ricorsi amministrativi da parte del secondo concorrente, sarei già (esagerando) in carcere o sotto sorveglianza e chiederei asilo politico in Italia 😀.
    Poi il TAR di suo ce la mette tutta per “ribaltare il ribaltabile”.
    Risultato? Caos, polemiche, guerre fra bande e costi lievitati.
    A che servono Ricovery, Ponte, PNRR e sigle simili, se siamo un manicomio amministrativo?

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    1. Nstwviva il duce 18 Luglio 2021 18:22

      Il tar un istituzione inutile ha sempre combinato danni con sentenze spesso ridicole, frutto dell’incompetenzadei dei suoi giudici.

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  5. Provo vergogna, sempre e solo vergogna!!!!!!
    Perché mai i nostri figli o nipoti dovrebbero dovrebbero ritornare a Messina?????

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