Dipendente messinese rientra in Sicilia 2 anni dopo l'assunzione per assistere il nonno malato, ecco come ha fatto
La sentenza è della Corte d’Appello di Roma ma riguarda un lavoratore messinese di Poste Italiane e rappresenta un precedente importante per tutti i lavoratori del comparto che sono nella difficile condizione di caregiver di disabili gravi.
Legge 104 negata, il caso a Messina
Al centro della vicenda, i criteri per il trasferimento dei lavoratori di PI in base alla legge 104. Il messinese, impiegato fuori sede, ha ottenuto il rientro in Sicilia per assistere il nonno a cui è stata riconosciuta una grave disabilità. I giudici di secondo grado romani hanno accolto il ricorso del legale, l’avvocato Vincenzo La Cava. L’uomo era stato assunto a tempo indeterminato il 30 ottobre 2024 e, a febbraio 2025, aveva partecipato alla procedura nazionale di mobilità dell’azienda, chiedendo il riconoscimento del diritto di precedenza previsto dalla normativa a tutela dei caregiver e il conseguente trasferimento in una sede di Messina.
Dipendente trasferito, ecco perché
Poste ha però respinto l’istanza rivendicando l’applicazione del vincolo di permanenza triennale nella sede di prima assegnazione, previsto dagli accordi aziendali sulla mobilità. In primo grado il Tribunale di Roma ha dato ragione all’azienda ma l’avvocato La Cava ha sostenuto che le disposizioni contenute negli accordi sindacali aziendali non prevalgono sulle norme poste a tutela dei lavoratori che assistono familiari con disabilità grave, evidenziando come tali accordi non prevano alcuna forma di precedenza per i caregiver di parenti e affini fino al terzo grado. La Corte d’Appello di Roma con una sentenza depositata lo scorso 9 luglio ha accolto integralmente il ricorso, riformando la pronuncia del tribunale e disponendo il trasferimento del dipendente nella sede di Messina per consentirgli di assistere il nonno.

