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Liquidazione Atm, si apre lo scontro tra i liquidatori e il Centro per l’Impiego

Francesca Stornante

Liquidazione Atm, si apre lo scontro tra i liquidatori e il Centro per l’Impiego

lunedì 02 Marzo 2020 - 19:16
Liquidazione Atm, si apre lo scontro tra i liquidatori e il Centro per l’Impiego

Nei giorni scorsi il dirigente del Centro per l'Impiego Gaetano Sciacca ha chiesto un parere all'Avvocatura di Stato sulla liquidazione Atm. Dura presa di posizione dei commissari

Sulla liquidazione dell’Atm lo scontro si allarga. E quel parere chiesto dal dirigente del Centro per l’Impiego Gaetano Sciacca all’Avvocatura di Stato sulla legittimità dei commissari liquidatori e della procedura avviata scatena la reazione dei commissari dell’azienda speciale. A qualche giorno di distanza, e dopo un incontro che si è svolto a Palazzo Zanca con il sindaco De Luca, i liquidatori puntano il dito contro Gaetano Sciacca. Accusano il dirigente di aver messo in campo un’azione “irriguardosa”, non concordata con nessuno e considerata pericolosa perché farebbe perdere tempo rispetto alla tabella di marcia che fissa al 31 marzo il passaggio di consegne tra vecchia e nuova Atm.

“L’ Azienda ATM in Liquidazione non riterrà valida ed efficace la sospensione disposta dal Dirigente Sciacca e, conseguentemente, alla scadenza dei trenta giorni stabiliti dalle legge ( 4.3.2020 ), in mancanza di raggiungimento di un accordo, procederà come per legge. Riteniamo doveroso manifestare le nostre perplessità in ordine alle determinazioni assunte unilateralmente dal Dirigente del Centro Per l’Impiego Gaetano Sciacca”. 

Sono queste le parole messe nero su bianco in una lettera indirizzata al Centro per l’impiego, al Sindaco, al Vice Sindaco, all’Astra e ai sindacati, dai commissari liquidatori dell’Atm in liquidazione Piero Picciolo, Fabrizio Gemelli e Roberto Aquila. 

Liquidazione e liquidatori legittimi?

I commissari spiegano di aver espressamente rappresentato di non essere dimissionari, di essere i legali rappresentanti della Azienda Atm in Liquidazione e di essere legittimati a porre in essere la procedura di liquidazione. E, sebbene non risulti dai verbali, dicono di averlo fatto durante l’incontro dello scorso 13 febbraio al Centro per l’Impiego, a seguito delle perplessità manifestate da alcune sigle sindacali.

L’Avvocatura di Stato

“L’Ing. Sciacca, – proseguono i liquidatori – ha ritenuto opportuno rinviare l’incontro per avere la presenza del Comune di Messina e della Atm spa. Invece poi, unilateralmente, ha ritenuto legittimo formulare una richiesta di parere all’Avvocatura dello Stato. Richiesta di cui non conosciamo il contenuto, considerato che tale iniziativa non è stata né condivisa con le parti né comunicata preventivamente, visto che ne siamo venuti a conoscenza soltanto perché l’Avvocatura ha richiesto documenti. Tale iniziativa, comunque istituzionalmente irriguardosa, non appare funzionale al procedimento in corso né può far slittare i termini previsti dalla legge e, pertanto, appare pregiudizievole per i diritti dei lavoratori”.

Per i liquidatori, qualunque verifica sulla legittimità della procedura e dei loro incarichi avrebbe dovuto essere fatta in occasione dell’incontro già fissato, nel quale sarebbero stati presenti anche i rappresentanti del Comune di Messina e dell’Atm spa, i quali avrebbero rappresentato le rispettive posizioni, in ragione delle quali sarebbe emersa l’opportunità di procedere, nell’interesse dei lavoratori, nella individuazione delle modalità da attuare per il mantenimento dei livelli occupazionali.

“Come detto, non è dato sapere il contenuto della richiesta di parere, ma è ipotizzabile che attenga a circostanze di peculiare competenza del Dirigente, da rimettere ad un parere legale solo nel caso in cui fossero emerse autorevoli e specifiche criticità, giuridicamente supportate. Non certamente la verifica della legittimazione dei Liquidatori o la regolarità della procedura, entrambe riscontrabili da atti pubblici e dall’esame della normativa vigente. Tuttavia, si è preso atto della iniziativa unilaterale del Dirigente, ma non si ritiene legittima la comunicata sospensione dei termini. Infatti, il termine di trenta giorni stabilito dalla legge, pur non essendo perentorio, può essere sospeso o prorogato soltanto con l’accordo delle parti”.

Sospensione illegittima

Picciolo, Aquila e Gemelli ritengono la sospensione illegittima anche perché comporterebbe un grave pregiudizio all’Atm in Liquidazione, la quale non avrebbe la possibilità di procedere ai licenziamenti decorsi infruttuosamente i termini di legge. Ciò comporterebbe che l’Azienda dall’1 aprile, pur non potendo più svolgere il servizio di trasporto pubblico locale e servizi connessi, avrebbe in carico tutti i dipendenti, i quali a loro volta avrebbero il grave pregiudizio di non poter essere assunti dal nuovo gestore e non avranno attività da svolgere né potranno percepire alcuna retribuzione. 

“In ogni caso, si conferma la più ampia disponibilità dei sottoscritti Liquidatori a porre in essere tutto quanto necessario per consentire un legittimo e proficuo percorso a tutela dei lavoratori, della collettività e di tutti i soggetti coinvolti”. I commissari invitano il Dirigente a procedere con la massima celerità a convocare a brevissimo il tavolo fra tutte le parti interessate, “considerato il gravissimo pregiudizio che tale situazione di ingiustificato stallo crea alla collettività, all’Azienda ed in particolare ai lavoratori interessati”.

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